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D.L. 78/1998

15 provvedimenti

Rateizzazione debito contributivo e stop alla prescrizione INPS
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento notificata dall'agente della riscossione per debiti previdenziali dell'INPS. Il debitore sosteneva l'irregolarità della notifica iniziale dell'avviso di addebito per firma illeggibile e invocava la prescrizione quinquennale del credito. I giudici di merito hanno respinto il ricorso, evidenziando che l'istanza di dilazione e i pagamenti parziali avevano interrotto i termini. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sancendo che la richiesta di rateizzazione debito contributivo equivale a un pieno riconoscimento del debito. Questo comportamento azzera il decorso del tempo e fa ripartire la prescrizione da ogni singola rata scaduta, rendendo legittimo il recupero delle somme.
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Prescrizione contributi INPS: rate e pignoramento fermano i termini
Un contribuente ha impugnato un preavviso di ipoteca relativo a numerose cartelle esattoriali per debiti previdenziali, eccependo la prescrizione contributi INPS. I giudici hanno respinto la tesi difensiva per due ragioni distinte. Per un gruppo di cartelle, la richiesta di rateizzazione avanzata dal debitore ha costituito un valido riconoscimento del debito, determinando l'interruzione della prescrizione. Per le restanti cartelle, l'intervento dell'agente della riscossione in una procedura esecutiva immobiliare ha sospeso il termine di prescrizione per l'intera durata della procedura stessa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del debitore, confermando integralmente la legittimità della pretesa creditoria e condannandolo alle spese.
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Prescrizione contributi previdenziali: stop alle pretese INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un'Azienda il rimborso delle somme erogate a un lavoratore per la mobilità lunga, comprensive di indennità e contribuzione figurativa. L'Azienda ha eccepito la prescrizione delle somme. La Corte d'Appello ha accolto l'eccezione, ritenendo applicabile il termine di cinque anni. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che il credito per il rimborso di tali oneri rientra nell'ampia categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni prevista dalla legge. L'Ente Previdenziale perde la causa ed è condannato a rimborsare all'Azienda le somme già versate e a pagare le spese processuali.
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Prescrizione contributi previdenziali: l’ente perde il rimborso
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un'Azienda il rimborso delle somme versate per la mobilità lunga di alcuni lavoratori licenziati. L'Azienda si è opposta, sostenendo che il diritto di credito fosse ormai estinto per il decorso del tempo. La Corte di Cassazione ha confermato che tali somme rientrano nella categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni. Poiché l'Ente Previdenziale ha agito oltre questo termine, la Corte ha rigettato il ricorso, dichiarando il credito prescritto e condannando l'ente al pagamento delle spese processuali.
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Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde contro l’azienda
L'ente previdenziale ha richiesto a un'azienda il rimborso delle somme versate per l'indennità e la contribuzione figurativa di alcuni lavoratori licenziati e collocati in mobilità lunga. L'azienda si è opposta eccependo la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che tali somme rientrano nella categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni prevista dalla legge. Poiché l'ente ha agito oltre questo termine, i suoi crediti sono stati dichiarati definitivamente estinti, con la conseguente condanna dell'ente al pagamento delle spese di giudizio.
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Prescrizione contributi previdenziali: stop alle pretese INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un'Azienda il rimborso delle somme erogate per la mobilità lunga di un lavoratore licenziato. L'Azienda si è opposta, eccependo l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che gli oneri per il finanziamento della contribuzione figurativa rientrano nella categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni e non quella ordinaria decennale. L'Azienda vince la causa e l'Ente Previdenziale viene condannato al pagamento delle spese di giudizio.
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Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde il rimborso
L'INPS ha richiesto a un'azienda il rimborso delle somme anticipate per la mobilità lunga di due dipendenti, comprensive di indennità e contribuzione figurativa. L'azienda ha eccepito la prescrizione delle somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che tali somme rientrano nella categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni prevista dalla legge. L'INPS perde la causa ed è condannato al pagamento delle spese di giudizio.
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Prescrizione contributi previdenziali: Ente perde contro Azienda
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un'Azienda il rimborso delle somme anticipate per la mobilità lunga di alcuni dipendenti e dei relativi contributi figurativi. L'Azienda si è opposta, eccependo il decorso del tempo utile per la richiesta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, stabilendo che la prescrizione contributi previdenziali per questo tipo di crediti è di cinque anni e non di dieci. Di conseguenza, l'Ente Previdenziale ha perso il diritto al recupero delle somme per decorrenza dei termini e dovrà pagare le spese di giudizio.
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Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde contro azienda
L'ente previdenziale ha chiesto a un'azienda il rimborso delle somme versate per la mobilità lunga di alcuni lavoratori, comprensive di indennità e contributi figurativi. L'azienda ha eccepito la prescrizione delle somme richieste. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che tali somme rientrano nella categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni e non quella ordinaria di dieci anni. L'ente previdenziale perde definitivamente la causa ed è condannato al pagamento delle spese processuali.
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Prescrizione dei contributi previdenziali: azienda batte INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un'Azienda il rimborso delle somme anticipate per la mobilità lunga di alcuni lavoratori, comprendenti sia l'indennità economica sia la relativa contribuzione figurativa. L'Azienda ha eccepito la prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte di Cassazione ha stabilito che tutti gli oneri legati alla mobilità lunga, inclusi i rimborsi delle indennità erogate, rientrano nell'ampia categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione dei contributi previdenziali di cinque anni, e non quella ordinaria di dieci anni. La Suprema Corte ha quindi rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale e accolto quello dell'Azienda, rinviando la causa alla Corte d'Appello per ricalcolare le somme prescritte.
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Prescrizione contributi previdenziali: INPS perde contro l’azienda
L'Ente Previdenziale ha richiesto a un'Azienda il rimborso degli oneri per il licenziamento e la mobilit lunga di un dipendente. L'Azienda si opposta eccependo la prescrizione dei crediti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Previdenziale, confermando che i crediti per il rimborso delle indennit e della contribuzione figurativa rientrano nell'ampia categoria dei contributi previdenziali. Di conseguenza, si applica la prescrizione contributi previdenziali di cinque anni e non quella ordinaria di dieci anni. Poich il periodo di riferimento andava dal 1997 al 2001 e l'azione stata avviata tardivamente, i crediti sono stati dichiarati definitivamente estinti per decorso del tempo, con la conseguente vittoria dell'Azienda.
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Prescrizione contributi previdenziali: guida mobilità
La Corte di Cassazione ha confermato che i crediti vantati dall'ente previdenziale per oneri derivanti dalla cosiddetta mobilità lunga sono soggetti alla prescrizione contributi previdenziali quinquennale. Il caso ha riguardato una società di telecomunicazioni a cui l'ente chiedeva il rimborso di somme erogate ai lavoratori licenziati. La Suprema Corte ha chiarito che tali oneri, essendo correlati al finanziamento della contribuzione figurativa, rientrano nell'ampia categoria dei contributi previdenziali e non possono essere soggetti alla prescrizione ordinaria decennale.
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Riconoscimento del debito e prescrizione fiscale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32030/2024, stabilisce che la domanda di definizione agevolata ('rottamazione') costituisce un riconoscimento del debito che interrompe la prescrizione. La richiesta è ritenuta incompatibile con la volontà di eccepire la prescrizione del credito tributario, anche in pendenza di contenzioso.
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Contributo malattia: obbligo per enti pubblici?
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un Comune a cui era stato richiesto il versamento del contributo malattia per alcuni dipendenti, precedentemente operai del settore edile e poi stabilizzati. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che confermava l'obbligo di pagamento, sottolineando che i giudici non avevano considerato la contestuale e obbligatoria iscrizione di tali lavoratori al fondo pensioni per dipendenti pubblici. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione che chiarisca la compatibilità tra i due regimi previdenziali ed eviti una duplicazione del contributo malattia.
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Contributi malattia enti locali: la Cassazione decide
Un ente locale ha contestato l'obbligo di versare i contributi malattia per dipendenti assunti con CCNL Edilizia. La Corte di Cassazione, con la sentenza 32174/2024, ha accolto il ricorso, stabilendo che la pretesa dell'istituto previdenziale deve essere rivalutata. Il punto cruciale è l'iscrizione obbligatoria di tali lavoratori alla cassa previdenziale dei dipendenti pubblici, che potrebbe rendere illegittima un'ulteriore richiesta di contributi malattia enti locali, evitando così una duplicazione degli oneri. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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