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D.L. 19/2020

6 provvedimenti

Violazione norme anti-Covid: da reato penale a semplice multa
L'Organizzatore di una manifestazione pubblica riceve una condanna in primo grado per non aver fatto rispettare le regole su mascherine e distanziamento. L'accusa iniziale riguarda l'inosservanza dei provvedimenti dell'autorità. L'Organizzatore presenta ricorso in Cassazione per contestare la decisione. La Suprema Corte accoglie il ricorso e annulla definitivamente la condanna. I giudici chiariscono che la violazione norme anti-Covid non è più considerata un reato penale. Il legislatore ha infatti trasformato queste specifiche infrazioni in semplici illeciti amministrativi. Di conseguenza, il fatto contestato non costituisce reato. L'Organizzatore vince la causa, evita la sanzione penale e mantiene la propria fedina penale completamente pulita.
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Riabilitazione penale: i limiti della buona condotta
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della riabilitazione penale nei confronti di un soggetto che non ha fornito prova di costante buona condotta. Nonostante il decorso del termine triennale dalla condanna principale, il ricorrente è stato destinatario di un nuovo decreto penale di condanna e di sanzioni amministrative per violazioni della normativa anti-covid. La Corte ha ribadito che la valutazione della riabilitazione penale richiede un esame globale del comportamento, includendo anche procedimenti pendenti o illeciti amministrativi che smentiscano l'effettivo recupero sociale del condannato.
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Trattenimento migranti: la quarantena non è detenzione
Un cittadino straniero ha impugnato la proroga del suo trattenimento, sostenendo l'illegittimità del provvedimento a causa di un precedente periodo di quarantena e di una manifestazione di volontà di chiedere asilo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la quarantena sanitaria per i migranti è una limitazione della libertà di circolazione e non della libertà personale, quindi non si computa nel periodo massimo di trattenimento. Inoltre, la richiesta di protezione internazionale, per essere ostativa al respingimento, deve essere presentata alle autorità competenti. La sentenza consolida i principi sul trattenimento migranti in relazione alle misure sanitarie e alle procedure di asilo.
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Risarcimento danni da P.A.: non basta l’atto illegittimo
Un esercente ha richiesto un risarcimento danni alla Pubblica Amministrazione a seguito dell'annullamento di un'ordinanza di chiusura del suo locale, emessa durante l'emergenza Covid-19. Il Tribunale di Trieste ha respinto la domanda, stabilendo un principio cruciale: l'illegittimità di un atto amministrativo non comporta automaticamente il diritto al risarcimento. È onere del cittadino dimostrare non solo il danno e il nesso causale, ma anche la colpa specifica dell'Amministrazione. In questo caso, l'errore dell'ente è stato ritenuto 'scusabile' data la complessità e l'incertezza del quadro normativo emergenziale, escludendo quindi la colpa e, di conseguenza, il risarcimento.
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Sanzioni Covid: vale il tempus regit actum, non la lex mitior
Il Tribunale di Trieste ha confermato la validità delle sanzioni Covid emesse durante il periodo emergenziale, anche dopo la sua cessazione. La sentenza ha stabilito che per le norme temporanee, come quelle anti-Covid, si applica il principio 'tempus regit actum' (la legge del tempo regola l'atto) e non quello della 'lex mitior' (legge più favorevole). Un cittadino multato per violazioni durante una manifestazione ha visto così riformata la sentenza di primo grado che aveva annullato la sanzione.
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Liquidazione spese legali: la decisione della Cassazione
Un cittadino ha impugnato una decisione sull'equa riparazione, contestando la quantificazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che nel procedimento di equa riparazione, la fase di opposizione e quella monitoria costituiscono un unico giudizio. Di conseguenza, in caso di accoglimento dell'opposizione, la **liquidazione spese legali** deve essere ricalcolata in modo unitario per l'intero processo, sulla base dell'esito finale e del principio di soccombenza, senza essere vincolata alla liquidazione precedente.
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