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Direttiva 2003/109/CE

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53 provvedimenti

Assegno nucleo familiare: prova reddito essenziale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore per l'ottenimento dell'assegno nucleo familiare. La Corte ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che la mancata dimostrazione del reddito dell'intero nucleo familiare, inclusi i membri residenti all'estero, impedisce il riconoscimento del diritto, poiché la prova del requisito reddituale è un elemento costitutivo della prestazione.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un lavoratore straniero per il riconoscimento dell'assegno nucleo familiare. La decisione si fonda sulla mancata prova del requisito reddituale dell'intero nucleo, inclusi i familiari residenti all'estero. La Corte ha chiarito che la dimostrazione del reddito complessivo non è una mera condizione per l'erogazione, ma un elemento costitutivo del diritto stesso, il cui onere probatorio grava interamente sul richiedente.
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Assegno familiare: la prova del reddito è essenziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno familiare per mancata prova del reddito del proprio nucleo familiare residente all'estero. La Suprema Corte ha confermato che la dimostrazione del reddito non è un mero fattore di calcolo, ma un elemento costitutivo essenziale del diritto stesso. L'onere della prova grava su chiunque richieda la prestazione, senza alcuna discriminazione basata sulla cittadinanza, garantendo la parità di trattamento.
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Assegno familiare: prova del reddito è obbligatoria
La richiesta di un lavoratore per l'assegno familiare destinato ai parenti all'estero è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che il richiedente non ha fornito prove adeguate del requisito reddituale. La sentenza ribadisce che allegare e dimostrare la propria situazione reddituale è un presupposto essenziale per ottenere il beneficio, e tale mancanza non può essere sanata in fasi successive del giudizio.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito è onere
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di un lavoratore per l'assegno nucleo familiare destinato ai parenti residenti all'estero. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione del requisito reddituale in primo grado. Secondo la Corte, l'onere della prova grava sul richiedente e non è possibile produrre documenti essenziali per la prima volta in appello se non esiste una precedente traccia probatoria.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La Cassazione rigetta il ricorso di un cittadino straniero per l'assegno nucleo familiare, confermando che la mancata prova del requisito reddituale impedisce il riconoscimento del diritto. L'onere della prova grava sul richiedente, che deve allegare in modo specifico i redditi propri e del nucleo, non potendo sopperire con una richiesta tardiva di produzione documentale in appello.
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Assegno nucleo familiare: la prova del reddito
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore extracomunitario a cui era stato negato l'assegno per il nucleo familiare perché non aveva fornito prova del reddito dei familiari residenti all'estero. La Corte ha stabilito che la dimostrazione del reddito familiare è un requisito costitutivo del diritto, non un mero fattore di calcolo, e che tale onere della prova è uguale per tutti i richiedenti, senza alcuna discriminazione basata sulla nazionalità.
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Assegno nucleo familiare: la prova del reddito è onere
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno nucleo familiare per mancata prova del reddito della famiglia residente all'estero. La Suprema Corte chiarisce che la prova del reddito non è un mero parametro di calcolo, ma un elemento costitutivo del diritto, il cui onere spetta al richiedente senza che ciò costituisca discriminazione.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito per stranieri
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino extracomunitario a cui era stato negato l'assegno per il nucleo familiare per mancata prova del reddito. La Corte ha stabilito che il reddito non è un mero parametro di calcolo, ma un elemento costitutivo del diritto. Pertanto, l'onere di provare tale requisito incombe su tutti i richiedenti, senza che ciò costituisca discriminazione, in applicazione del principio di parità di trattamento.
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Assegni nucleo familiare: la prova del reddito è onere
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore straniero per gli assegni nucleo familiare, confermando che la prova del requisito reddituale è un onere del richiedente. La semplice attestazione di famiglia non è sufficiente e la mancata allegazione specifica dei fatti reddituali in primo grado impedisce la produzione di nuovi documenti in appello.
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Reddito di cittadinanza: la condanna per false dichiarazioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di indebita percezione del reddito di cittadinanza a carico di un soggetto che aveva falsamente attestato il possesso del requisito della residenza. La difesa sosteneva che la successiva dichiarazione di incostituzionalità del requisito dei 10 anni di residenza (ridotto a 5) dovesse portare all'assoluzione. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che, nel caso concreto, il richiedente non possedeva neppure il requisito ridotto dei 5 anni al momento della domanda, rendendo la sua dichiarazione comunque falsa e penalmente rilevante.
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Falsa dichiarazione reddito di cittadinanza: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di falsa dichiarazione finalizzata all'ottenimento del reddito di cittadinanza. Il caso riguardava una cittadina straniera che aveva falsamente attestato il requisito di residenza decennale in Italia. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, chiarendo che, nonostante le recenti modifiche normative e le sentenze della Corte di Giustizia Europea e della Corte Costituzionale, la condotta resta penalmente rilevante. In particolare, la Corte Costituzionale, pur riducendo il requisito di residenza a cinque anni, non ha decriminalizzato la falsa attestazione. Poiché l'imputata non soddisfaceva neanche il nuovo requisito ridotto, la sua dichiarazione è stata considerata penalmente illecita.
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Reddito di cittadinanza: Cassazione, residenza 5 anni
Un cittadino straniero era stato processato per aver falsamente dichiarato di risiedere in Italia da dieci anni al fine di ottenere il reddito di cittadinanza. La Corte di Cassazione ha annullato la precedente condanna, recependo una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il requisito della residenza decennale, riducendolo a cinque anni. Di conseguenza, la sanzione penale per la falsa dichiarazione sul requisito decennale non è più applicabile se il richiedente possedeva comunque il requisito quinquennale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione dei fatti alla luce del nuovo quadro normativo.
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Reddito di cittadinanza: false dichiarazioni e residenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di false dichiarazioni finalizzate all'ottenimento del reddito di cittadinanza. La sentenza chiarisce che, nonostante un intervento della Corte di Giustizia UE, prevale l'interpretazione della Corte Costituzionale italiana, che ha ridotto il requisito di residenza da 10 a 5 anni ma ha confermato la natura della misura come strumento di inclusione lavorativa e non mera assistenza. Poiché l'imputato non soddisfaceva neanche il requisito dei 5 anni, la sua dichiarazione mendace conserva piena rilevanza penale.
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Reddito di cittadinanza: cade requisito 10 anni
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per falsa dichiarazione a carico di un cittadino straniero che aveva richiesto il reddito di cittadinanza. La Corte ha stabilito che il fatto non costituisce reato, poiché il requisito di 10 anni di residenza, su cui si basava l'accusa, è stato dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale e contrario al diritto dell'Unione Europea dalla Corte di Giustizia UE. Di conseguenza, la dichiarazione non poteva essere considerata penalmente rilevante.
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Reddito di cittadinanza: residenza e false dichiarazioni
Una cittadina è stata condannata per aver falsamente dichiarato di risiedere in Italia da dieci anni per ottenere il reddito di cittadinanza. La Corte di Cassazione, recependo una sentenza della Corte Costituzionale che ha ridotto il requisito di residenza a cinque anni, ha parzialmente annullato la condanna. Il reato sussiste solo per le dichiarazioni mendaci rese prima del raggiungimento della soglia dei cinque anni, con conseguente rideterminazione della pena.
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Falsa dichiarazione residenza: reato per la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23449/2025, ha confermato che la falsa dichiarazione residenza per ottenere il reddito di cittadinanza costituisce reato. Nonostante una pronuncia della Corte di Giustizia UE, i giudici supremi hanno aderito all'interpretazione della Corte Costituzionale, che pur riducendo il requisito di residenza da 10 a 5 anni, ne ha mantenuto la rilevanza penale. La sentenza impugnata è stata tuttavia annullata con rinvio perché la Corte d'Appello, nel condannare l'imputato dopo un'assoluzione in primo grado, non ha valutato l'applicazione di pene sostitutive.
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Reddito di cittadinanza: Falsa residenza è reato
Il caso riguarda una condanna per aver falsamente dichiarato il requisito di residenza decennale per ottenere il reddito di cittadinanza. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, allineandosi alla Corte Costituzionale che ha ridotto il requisito a cinque anni, un termine comunque non rispettato dalla ricorrente. La Corte ha però annullato la parte della sentenza che subordinava la sospensione della pena alla restituzione delle somme all'INPS, poiché l'ente non si era costituito parte civile.
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Assegno nucleo familiare: prova del reddito essenziale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore straniero per il riconoscimento dell'assegno per il nucleo familiare, confermando che la mancata dimostrazione del reddito complessivo del nucleo, inclusi i familiari residenti all'estero, impedisce l'accesso al beneficio. La prova del requisito reddituale è un onere del richiedente e un elemento costitutivo del diritto stesso, non una mera condizione per l'erogazione.
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Assegno familiare: prova del reddito a carico del richiedente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero per il riconoscimento dell'assegno familiare, confermando che la mancata dimostrazione del requisito reddituale di tutto il nucleo, inclusi i familiari residenti all'estero, impedisce l'accesso al beneficio. Secondo la Corte, l'onere di fornire tale prova ricade interamente sul richiedente e la sola dichiarazione dei redditi non è sempre sufficiente.
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