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Dir. UE 343/2016

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86 provvedimenti

Marchio tridimensionale: la tutela penale e civile
La Corte di Cassazione analizza il caso di contraffazione di borse di lusso, focalizzandosi sulla tutela del marchio tridimensionale. Anche se il reato è prescritto, la Corte stabilisce i criteri per il risarcimento civile, affermando che la riproduzione della sola forma di un prodotto rinomato può integrare un illecito se idonea a trasferirne il potere attrattivo. La sentenza di merito è stata annullata per non aver adeguatamente provato che le caratteristiche dei prodotti imitati fossero univocamente riconducibili agli originali.
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Udienza partecipata: la Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello a causa della mancata celebrazione di un'udienza partecipata, nonostante fosse stata espressamente richiesta dalla difesa. La Corte ha ritenuto che la violazione del diritto di presenziare al processo costituisse un vizio procedurale fondamentale, tale da rendere superfluo l'esame degli altri motivi di ricorso. Questa decisione sottolinea il valore non solo formale ma sostanziale delle garanzie difensive nel processo penale.
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Licenziamento per falsa dichiarazione: il caso deciso
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un licenziamento per falsa dichiarazione inflitto da un'università a una docente. La lavoratrice, al momento dell'assunzione a tempo indeterminato, aveva dichiarato di non avere altri rapporti di lavoro, pur essendo già dipendente di ruolo, seppur part-time, presso una scuola pubblica. I giudici hanno stabilito che la mendace dichiarazione iniziale costituisce una grave violazione del vincolo fiduciario, tale da giustificare la massima sanzione espulsiva, a prescindere dalla successiva verifica sull'effettiva incompatibilità tra i due impieghi.
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Termine impugnazione: ricorso tardivo e inammissibile
Due individui, inizialmente assolti per l'indebita percezione di sussidi di disoccupazione, sono stati condannati in appello. Hanno presentato ricorso in Cassazione, ma è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che il termine impugnazione era scaduto, essendo il ricorso stato depositato con dieci giorni di ritardo. L'estensione del termine prevista per gli imputati giudicati in assenza non è stata concessa poiché il processo d'appello si era svolto con rito scritto non partecipato.
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Prescrizione e Diritto alla Prova: la Cassazione decide
Un imprenditore, accusato di indebita percezione di erogazioni pubbliche, ha visto il suo processo interrotto per una dichiarazione di prescrizione prima di poter presentare le prove a difesa. La Corte di Cassazione ha rilevato un errore nel calcolo del termine di prescrizione. Di conseguenza, ha annullato la sentenza e ha assolto l'imputato, affermando che il processo non doveva essere interrotto. Questa decisione sottolinea la prevalenza del prescrizione e diritto alla prova su una declaratoria di estinzione del reato errata, specialmente in presenza di dubbi sulla colpevolezza.
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Fatture false: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per l'utilizzo di fatture false. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano generici e miravano a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La condanna è stata confermata sulla base del principio della 'prova di resistenza', poiché le restanti prove erano sufficienti a giustificare la decisione, anche escludendo quelle contestate.
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