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d.P.R. n. 633 del 1972, art. 54

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45 provvedimenti

Accertamento induttivo: legittimo con prove presuntive
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla legittimità di un accertamento induttivo basato su documentazione extracontabile e movimentazioni bancarie non registrate. Nonostante la contabilità del contribuente fosse formalmente regolare, la Corte ha ritenuto valido l'operato dell'amministrazione finanziaria, fondato su presunzioni gravi, precise e concordanti di maggiori ricavi. L'ordinanza chiarisce i presupposti per l'utilizzo di questo strumento, la validità dell'accertamento parziale e i criteri per la determinazione della percentuale di ricarico, rigettando integralmente il ricorso del contribuente.
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Accertamento analitico-induttivo: Cassazione chiarisce
Una società del settore eventi ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato su un'inattendibilità contabile. La Cassazione ha respinto il ricorso, validando l'uso dell'accertamento analitico-induttivo da parte dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha chiarito che una motivazione sintetica da parte del giudice d'appello è sufficiente se autonoma e non meramente adesiva. Inoltre, ha dichiarato inammissibili i motivi volti a una nuova valutazione dei fatti, confermando che il giudizio di Cassazione non è un terzo grado di merito.
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Responsabilità del liquidatore: onere della prova
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha cassato la decisione di merito che escludeva la responsabilità del liquidatore per i debiti fiscali di una società cancellata. I giudici hanno riaffermato che la responsabilità del liquidatore è di natura civile e personale. L'Amministrazione Finanziaria deve solo provare il debito della società e la disponibilità di attivo durante la liquidazione; spetta poi al liquidatore dimostrare di aver agito con diligenza e di non aver distratto fondi prima di aver saldato i debiti tributari.
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Fatture false: onere della prova e costi indeducibili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20270/2025, ha stabilito principi chiave sull'onere della prova in caso di fatture false. Se l'Amministrazione Finanziaria fornisce elementi presuntivi che il fornitore è una società 'cartiera', spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esistenza delle operazioni contestate. La sola regolarità formale dei documenti contabili e dei pagamenti non è sufficiente. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente addossato al Fisco la prova della non avvenuta operazione, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Dichiarazione integrativa: come correggere errori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un importante principio in materia di dichiarazione integrativa. È stato confermato che il contribuente può sempre correggere errori od omissioni a proprio favore presenti nella dichiarazione dei redditi, anche durante il processo tributario, opponendosi alla maggiore pretesa del Fisco. La Corte ha invece rigettato i motivi procedurali sollevati dal contribuente, come il presunto difetto di delega nella firma dell'atto di appello da parte del funzionario dell'Agenzia delle Entrate.
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