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d.P.R. 30.05.2002 n. 115

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Calcolo spese legali conciliazione: guida pratica
La Corte d'Appello ha stabilito che, in materia di calcolo spese legali conciliazione, la maggiorazione del 25% prevista per la fase decisionale in caso di accordo transattivo è obbligatoria. Il caso riguardava un operatore sociosanitario che aveva accettato una transazione per una malattia professionale. I giudici hanno parzialmente riformato la sentenza di primo grado, riconoscendo l'aumento per la conciliazione ma confermando i minimi tariffari per le altre fasi vista la semplicità del caso.
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Liquidazione controllata: la guida alla procedura
Il Tribunale ha disposto l'apertura della liquidazione controllata per un debitore con un debito superiore a 3 milioni di euro derivante da garanzie e attività passate. La sentenza stabilisce un limite di mantenimento di 1.300 euro mensili, disponendo la liquidazione della nuda proprietà di un immobile e di parte dello stipendio per soddisfare i creditori.
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Improcedibilità ricorso: l’importanza della data
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'**improcedibilità** del ricorso presentato da una società di capitali contro una sentenza emessa in sede di opposizione esecutiva. Il motivo principale risiede nella mancata produzione della copia autentica della sentenza impugnata completa di attestazione di cancelleria riguardante la data e il numero di pubblicazione. Senza tali dati, estratti dal sistema informatico, la Corte non può verificare la tempestività dell'impugnazione. È stata inoltre rilevata l'inammissibilità per omesso deposito della procura notarile del rappresentante legale.
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Definizione agevolata: estinzione di due cause
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente può legittimamente richiedere la definizione agevolata per una sola delle due liti pendenti relative alla stessa cartella di pagamento, anche se in quella lite risulta vincitore. Accogliendo la domanda, la Corte ha dichiarato estinto non solo il giudizio oggetto della sanatoria, ma anche l'altro pendente per cessata materia del contendere, ritenendo infondato il diniego dell'Agenzia delle Entrate.
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Raddoppio dei termini: non si applica all’IRAP
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27026/2024, ha stabilito un importante principio sul raddoppio dei termini di accertamento. In un caso riguardante una società e i suoi soci, la Corte ha annullato l'accertamento relativo all'IRAP, confermando che il raddoppio dei termini non si applica a tale imposta in quanto le relative violazioni non sono penalmente rilevanti. Tuttavia, ha confermato la legittimità degli accertamenti IRPEF a carico dei soci, affermando che il raddoppio dei termini per la società si estende automaticamente a loro per il principio di trasparenza fiscale, essendo sufficiente il solo obbligo di denuncia penale.
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Risoluzione concordato preventivo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un concordato preventivo di una società. La decisione si basa sulla constatazione che i beni liquidati erano insufficienti a soddisfare integralmente i creditori privilegiati e, a maggior ragione, quelli chirografari. Secondo la Corte, la risoluzione del concordato preventivo è legittima quando viene meno la sua funzione essenziale, ovvero garantire una sia pur minima soddisfazione ai creditori, integrando un grave inadempimento.
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Restituzione somme conto cointestato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13213/2025, ha confermato la condanna di una ex coniuge alla restituzione del 50% delle somme prelevate da un conto corrente cointestato e investite a proprio nome. La Corte ha chiarito che la domanda di restituzione somme conto cointestato è autonoma rispetto al giudizio di separazione e che la prova dell'autorizzazione al prelievo o della proprietà esclusiva dei fondi spetta a chi ha effettuato l'operazione. Il provvedimento ha inoltre affrontato importanti questioni procedurali, come la litispendenza e la gestione delle spese legali in caso di patrocinio a spese dello Stato per entrambe le parti.
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