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D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 54

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27 provvedimenti

Operazioni soggettivamente inesistenti: la prova
In un caso di operazioni soggettivamente inesistenti, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito favorevole a un'impresa immobiliare. La Corte ha stabilito che il giudice precedente aveva erroneamente valutato le prove, esaminando gli indizi di frode in modo isolato anziché complessivo. La sentenza sottolinea che, per dimostrare la consapevolezza del contribuente, è necessaria una valutazione unitaria di tutti gli elementi presuntivi forniti dall'Agenzia delle Entrate, e che l'assoluzione penale non è automaticamente vincolante nel processo tributario.
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Frode carosello IVA: onere della prova e indizi
Una società operante nel settore automobilistico è stata accusata di aver partecipato a una frode carosello IVA. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria può dimostrare la consapevolezza della frode da parte del contribuente attraverso elementi indiziari, come l'acquisto di beni a prezzi inferiori a quelli di mercato. Una volta presentati tali indizi, spetta al contribuente l'onere di provare la propria buona fede e la massima diligenza, rovesciando la decisione dei giudici di merito che avevano posto l'intero onere probatorio sull'ente impositore.
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Ricorso per cassazione: i motivi di inammissibilità
Una società e i suoi soci impugnano un accertamento fiscale. Durante il procedimento, la società e un socio aderiscono a una definizione agevolata, estinguendo la loro parte di lite. Per il socio deceduto, la Corte di Cassazione dichiara il ricorso per cassazione inammissibile a causa della formulazione generica e confusa dei motivi, che mescolavano vizi di violazione di legge e di motivazione senza una chiara distinzione, impedendo alla Corte un esame nel merito.
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Accertamento induttivo: quando il Fisco può agire?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un accertamento induttivo a carico di un contribuente che aveva omesso la dichiarazione dei redditi, pur percependo solo redditi da capitale con ritenuta alla fonte. La Corte ha stabilito che la mancata presentazione della dichiarazione è una circostanza che, da sola, autorizza il Fisco a procedere con la ricostruzione induttiva del reddito. Inoltre, ha ribadito che la firma delegata sull'atto di accertamento non ne causa la nullità.
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Deducibilità costi: l’onere della prova sul contribuente
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che la deducibilità costi è subordinata alla capacità del contribuente di fornire prove documentali certe. Nel caso specifico, i costi per la costruzione di un immobile sono stati disconosciuti non tanto per il sospetto uso di società 'cartiere', ma per la mancata documentazione da parte del contribuente, che non ha assolto al proprio onere probatorio. La Corte ha chiarito che l'onere della prova dei costi spetta sempre al contribuente.
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Accertamento studi di settore: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20242/2025, ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento basato sugli studi di settore. La Corte ha chiarito che, una volta instaurato il contraddittorio, se il giudice di merito valuta le giustificazioni del contribuente come irrilevanti, non si configura un omesso esame di un fatto decisivo. L'accertamento studi di settore si fonda su presunzioni semplici e spetta al contribuente l'onere di provare la specificità della propria situazione economica per superare la 'grave incongruenza' rilevata.
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Studi di settore e onere della prova: la Cassazione
Una società ha contestato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore, sostenendo che l'Agenzia delle Entrate non avesse adempiuto al proprio onere della prova. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che un significativo scostamento dai parametri, discusso in un regolare contraddittorio, è sufficiente a fondare l'accertamento. Inoltre, le eccezioni sollevate per la prima volta in sede di legittimità, come la contestazione dello specifico cluster applicato, sono state dichiarate inammissibili.
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