La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7673/2025, ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera contro un avviso di accertamento relativo all'imposta unica scommesse per l'anno 2015. La Corte ha stabilito la piena legittimità dell'imposizione anche per gli operatori privi di concessione statale che raccolgono gioco in Italia. È stata inoltre confermata la costituzionalità del metodo di determinazione presuntiva della base imponibile, pari al triplo della media provinciale della raccolta, qualora l'operatore non abbia aderito al regime di regolarizzazione. La presunzione, secondo la Corte, non è assoluta ma relativa, consentendo al contribuente di fornire prova contraria.
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