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D.lgs. n. 504 del 1998

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25 provvedimenti

Regolarizzazione scommesse: il bookmaker ha diritto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11948/2024, ha stabilito principi fondamentali in materia di regolarizzazione fiscale scommesse. Un operatore estero (bookmaker), che aveva aderito alla sanatoria per la sua rete di punti raccolta in Italia, si era visto negare il rimborso di somme versate per alcuni punti poi chiusi. La Corte ha ribaltato la decisione precedente, affermando che il bookmaker non è un mero 'veicolo' per i punti raccolta, ma un soggetto passivo d'imposta con pieno diritto a richiedere il rimborso. Inoltre, ha chiarito che il versamento iniziale di 10.000 euro per punto non è un costo di accesso, ma un acconto d'imposta, rafforzando la posizione del contribuente.
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Imposta unica scommesse: il bookmaker paga il conto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9095/2024, ha stabilito che, per gli anni d'imposta antecedenti al 2011, il soggetto tenuto al pagamento dell'imposta unica scommesse è il bookmaker estero che opera in Italia senza concessione, e non i centri di raccolta locali. Tuttavia, la Corte ha annullato le sanzioni applicate, riconoscendo una condizione di oggettiva incertezza normativa esistente prima delle modifiche legislative del 2010. La decisione chiarisce la ripartizione della responsabilità fiscale nel settore delle scommesse per il passato.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario riguardante l'imposta unica sulle scommesse. Il contribuente, dopo una condanna parziale in appello, ha aderito alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022, presentando istanza e versando l'importo dovuto. La Corte ha preso atto del perfezionamento della procedura, che prevale sul giudizio di merito, dichiarando estinto il procedimento e compensando le spese legali tra le parti.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un operatore di scommesse estero che contestava l'applicazione dell'imposta unica scommesse per gli anni 2009, 2010 e 2011. L'ordinanza conferma la legittimità dell'imposta per gli operatori stranieri che raccolgono gioco in Italia, ritenendola non discriminatoria e compatibile con il diritto UE. Tuttavia, la Corte ha accolto parzialmente il ricorso, annullando le sanzioni relative agli anni 2009 e 2010 a causa della condizione di 'obiettiva incertezza normativa' esistente prima della legge interpretativa del 2010, che ha chiarito l'ambito di applicazione del tributo.
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Vincite al gioco: quando sono tassabili in Italia?
Un giocatore professionista di poker ha contestato l'imposizione fiscale sulle sue vincite ottenute in tornei all'estero. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, che aveva erroneamente qualificato le vincite da tornei 'live' come 'online'. La Corte ha ribadito che le vincite al gioco conseguite in casinò autorizzati nell'UE/SEE non sono tassabili in Italia, a differenza di quelle extra-UE. Ha chiarito che spetta al contribuente dimostrare la provenienza delle somme per beneficiare dell'esenzione, rinviando il caso per un nuovo esame di merito.
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