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d.lgs. n. 36 del 2016

5 provvedimenti

Arresti domiciliari all’estero: stop alle discriminazioni
Un cittadino straniero, sottoposto a custodia cautelare in carcere in Italia, ha chiesto la sostituzione della misura con gli arresti domiciliari da scontare in Slovenia, suo Paese di residenza. Il Tribunale di Trieste ha negato la richiesta, ritenendo che gli arresti domiciliari non rientrassero tra le misure applicabili all'estero secondo la normativa europea. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'indagato, stabilendo che gli arresti domiciliari all'estero sono pienamente ammissibili. Negare questa possibilità per il solo fatto di non avere un domicilio in Italia costituirebbe una discriminazione contraria ai principi dell'Unione Europea. La Cassazione ha quindi annullato la decisione, ordinando al Tribunale di valutare nuovamente la richiesta.
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Prove dall’estero: la Cassazione sui criptofonini
La Cassazione ha confermato la custodia cautelare per un indagato per traffico di stupefacenti, respingendo il ricorso sull'inutilizzabilità delle prove dall'estero. Le chat da criptofonini, acquisite tramite Ordine di Indagine Europeo, sono state ritenute utilizzabili. La Corte ha stabilito che spetta alla difesa l'onere di provare la violazione di diritti fondamentali nel Paese di origine, non potendo il giudice italiano riesaminare la procedura estera.
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Arresti domiciliari all’estero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato che chiedeva di poter eseguire gli arresti domiciliari all'estero, specificamente in Portogallo. La decisione si fonda sul principio di preclusione processuale, noto come litispendenza, poiché una richiesta simile era già pendente. La Corte ha chiarito che la presentazione di nuovi argomenti, senza elementi di prova realmente nuovi e decisivi, non è sufficiente a superare tale sbarramento.
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Misure cautelari riciclaggio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza che concedeva gli arresti domiciliari a un soggetto accusato di riciclaggio internazionale, accogliendo il ricorso del Pubblico Ministero. La decisione sulle misure cautelari riciclaggio è stata ritenuta inadeguata a causa dell'elevato rischio di reiterazione del reato, non correttamente valutato dal tribunale del riesame, soprattutto in relazione al luogo scelto per gli arresti domiciliari presso l'abitazione di un familiare coinvolto nelle attività criminali.
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Sequestro assistenza giudiziaria: limiti e rimedi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due società contro un provvedimento di sequestro emesso su richiesta di uno Stato estero non-UE. Il caso riguarda un'indagine per corruzione e riciclaggio, con profitti illeciti reinvestiti in Italia. La Suprema Corte chiarisce che il rimedio corretto contro un sequestro su assistenza giudiziaria non è il riesame, ma l'incidente di esecuzione. Inoltre, ribadisce che il giudice italiano non può sindacare il merito della richiesta straniera, ma solo verificare il rispetto dei principi fondamentali e delle convenzioni internazionali.
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