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D.Lgs. n. 257 del 1991

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64 provvedimenti

Prescrizione intervento adesivo: la Cassazione decide
La Cassazione affronta il tema della prescrizione in caso di intervento adesivo autonomo. L'ordinanza stabilisce che l'eccezione di prescrizione, sollevata contro l'attore principale, deve essere specificamente riproposta contro il terzo interveniente nel primo atto difensivo utile. Un generico rinvio agli atti precedenti non è sufficiente. La Corte cassa con rinvio la decisione d'appello che aveva erroneamente esteso l'eccezione, mentre dichiara inammissibili altri ricorsi basati su questioni già consolidate in giurisprudenza.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione fissa i paletti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10620/2024, ha stabilito principi chiari sulla remunerazione dei medici specializzandi per la mancata attuazione di direttive europee. L'ordinanza conferma che anche chi ha iniziato la specializzazione prima del 1983 ha diritto a un compenso, ma solo a partire dal 1° gennaio 1983. Viene inoltre ribadito che l'onere di provare l'inclusione della propria specializzazione negli elenchi europei spetta al medico e che la quantificazione del danno si basa sulla Legge 370/1999.
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Remunerazione medici specializzandi: no a importi alti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano una remunerazione più alta, in linea con le normative introdotte successivamente al loro periodo di formazione. La Corte ha stabilito che la legislazione precedente era già un'adeguata attuazione delle direttive UE e che le nuove, più favorevoli, disposizioni non hanno effetto retroattivo. È stato inoltre confermato il blocco dell'adeguamento triennale delle borse di studio, ritenuto una legittima scelta di politica economica.
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Remunerazione medici specializzandi: no adeguamento
La Corte di Cassazione ha rigettato le richieste di un gruppo di medici specializzandi relative all'adeguamento economico delle loro borse di studio per il periodo 1991-2006. La sentenza stabilisce che il blocco degli adeguamenti all'inflazione e la mancata applicazione retroattiva di normative più favorevoli sono legittimi. La Corte ha confermato che la remunerazione dei medici specializzandi era disciplinata da una serie di leggi che hanno congelato gli importi, escludendo qualsiasi aumento o rivalutazione.
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Borse di studio medici: no all’aumento triennale
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno negato il diritto all'adeguamento triennale delle borse di studio medici per gli specializzandi iscritti ai corsi nel periodo 1994-1997. La Corte ha stabilito che una serie ininterrotta di interventi legislativi, mirati al contenimento della spesa pubblica, ha di fatto "congelato" l'importo delle borse al valore del 1992, escludendo sia l'adeguamento annuale all'inflazione sia quello triennale legato agli stipendi dei medici del SSN. La sentenza ribalta una precedente decisione della Corte d'Appello, ponendo fine a un lungo contenzioso.
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Borse studio medici: no adeguamento per anni pre-2006
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni medici che, specializzatisi tra il 1998 e il 2008, chiedevano un adeguamento delle loro borse di studio. La Corte ha stabilito che la normativa nazionale dell'epoca (d.lgs. 257/1991) era sufficiente ad adempiere agli obblighi UE sulla "adeguata remunerazione". Inoltre, una serie di leggi successive ha bloccato qualsiasi forma di indicizzazione o rivalutazione triennale, rendendo le richieste infondate. Di conseguenza, il trattamento economico più favorevole, introdotto solo dal 2006, non è applicabile retroattivamente. L'ordinanza chiarisce definitivamente la questione delle borse studio medici per il periodo in esame.
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Borsa di studio medici: no all’adeguamento triennale
Un gruppo di medici specializzandi aveva richiesto la rideterminazione della propria borsa di studio. Dopo una vittoria in appello, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per gli anni accademici fino al 2005/2006 non spettava alcun adeguamento triennale né indicizzazione. La Suprema Corte ha basato la sua decisione su una serie di 'blocchi' legislativi che hanno sospeso tali meccanismi di aggiornamento, respingendo definitivamente le pretese dei medici.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32162/2025, ha respinto la richiesta di risarcimento di una dottoressa per la mancata remunerazione durante la scuola di specializzazione in “Chirurgia d’urgenza e Pronto Soccorso”. La Corte ha stabilito che, per ottenere il compenso, non è sufficiente una mera somiglianza nominale con i corsi previsti dalle direttive UE. Il medico ha l'onere di provare la concreta equipollenza dei percorsi formativi, un principio cardine in tema di remunerazione medici specializzandi. La domanda della professionista è stata rigettata, ribaltando le decisioni dei gradi di merito.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30154/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici. Il caso riguarda la richiesta di risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive europee. La Corte ha ribadito il suo consolidato orientamento sulla prescrizione medici specializzandi, confermando che il termine decennale per agire in giudizio decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/1999. Di conseguenza, le azioni intentate successivamente sono state considerate tardive e prescritte.
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Remunerazione medici specializzandi: sì anche pre-1982
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14941/2024, ha stabilito che la remunerazione medici specializzandi spetta anche a chi ha iniziato il corso prima del 1982, per il periodo successivo al 1° gennaio 1983, in linea con il diritto UE. Ha inoltre chiarito che una precedente sentenza su una specializzazione non costituisce giudicato per una seconda e distinta specializzazione, respingendo l'appello dello Stato.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 6886/2024, ha stabilito il diritto alla remunerazione per i medici specializzandi iscritti prima del 1982, ma ancora in corso di formazione dopo il 1° gennaio 1983. L'ordinanza accoglie il ricorso di due medici, cassando la sentenza d'appello e affermando che il compenso è dovuto per il periodo successivo alla scadenza del termine di recepimento della direttiva UE, in linea con la più recente giurisprudenza europea e nazionale.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione conferma
Un medico ha richiesto il risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione medica negli anni '80, basandosi su direttive europee. I tribunali di merito hanno respinto la domanda per prescrizione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile, consolidando il principio secondo cui la prescrizione del risarcimento per i medici inizia a decorrere dal 27 ottobre 1999. Questa data corrisponde all'entrata in vigore della Legge 370/1999, che ha creato la "ragionevole certezza" dell'inadempimento definitivo dello Stato, rendendo il diritto al risarcimento esigibile.
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Prescrizione borse di studio: decennale, non quinquennale
Una specializzanda in medicina ha citato in giudizio lo Stato per ottenere l'adeguamento triennale della sua borsa di studio. I tribunali di merito avevano respinto la domanda, applicando una prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la prescrizione borse di studio per crediti non liquidi, come gli adeguamenti che richiedono un atto amministrativo, è decennale. Il diritto sorge da un inadempimento dello Stato agli obblighi comunitari, configurando una responsabilità contrattuale.
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Remunerazione medici specializzandi: Cassazione decide
Un medico, specializzatosi nel 2008, aveva richiesto un risarcimento danni sostenendo che la borsa di studio percepita (secondo il D.Lgs. 257/1991) fosse inadeguata rispetto al trattamento economico introdotto successivamente (D.Lgs. 368/1999). La Corte d'Appello gli aveva dato ragione, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che l'obbligo europeo sulla remunerazione medici specializzandi è stato correttamente adempiuto già con la legge del 1991 e che la normativa successiva costituisce una nuova scelta legislativa non retroattiva, escludendo quindi il diritto al risarcimento.
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Borse specializzazione medica: diritto anche pre-1983
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4060/2024, ha stabilito principi cruciali sulle borse specializzazione medica. È stato confermato il diritto al risarcimento per i medici che, pur iscritti prima del 1983, hanno frequentato corsi dopo tale data. Inoltre, la Corte ha chiarito che la durata legale di un corso di specializzazione, come definita dallo statuto universitario, prevale su qualsiasi diversa indicazione fattuale, cassando una decisione d'appello che aveva negato il compenso basandosi su una presunta durata triennale anziché quadriennale del corso di nefrologia.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici specializzandi del periodo 1999-2006 ha citato in giudizio lo Stato per ottenere una maggiore remunerazione e la copertura previdenziale, equiparandola a quella successiva al 2007. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sua giurisprudenza consolidata. La Corte ha stabilito che le norme che hanno bloccato l'adeguamento delle borse di studio e che non prevedevano la copertura previdenziale per quel periodo sono una legittima scelta del legislatore, non in contrasto con le direttive europee o con la Costituzione. La decisione ribadisce che il trattamento economico e previdenziale dei medici in formazione è definito dalla normativa vigente in quel preciso periodo storico.
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Compenso specializzazione medica: la Cassazione decide
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere il compenso per la specializzazione medica frequentata tra il 1983 e il 1991, in seguito alla tardiva attuazione di direttive europee. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3294/2024, ha parzialmente accolto le loro richieste. Ha stabilito che il diritto al compenso sussiste per le specializzazioni che, pur non essendo formalmente elencate, sono direttamente corrispondenti a quelle previste dalle normative UE (come Igiene e Oftalmologia). Per altre specializzazioni, invece, il diritto è stato negato perché i medici non avevano fornito in giudizio la prova concreta della loro equipollenza a corsi riconosciuti a livello comunitario.
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Prescrizione decennale medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2913/2024, ha stabilito che si applica la prescrizione decennale medici specializzandi per i crediti relativi alla rivalutazione e rideterminazione delle borse di studio. La Corte ha chiarito che, non essendo tali crediti liquidi ed esigibili senza un atto specifico della P.A., non può applicarsi la prescrizione breve di cinque anni. La decisione si fonda anche sul fatto che la mancata corresponsione deriva dall'inadempimento di obblighi comunitari, configurando una responsabilità contrattuale dello Stato.
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Borse di studio medici: no all’adeguamento triennale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2902/2024, ha stabilito che le borse di studio medici per gli specializzandi nel periodo 1992-2007 non sono soggette all'adeguamento triennale. La Corte ha chiarito che la cosiddetta "legislazione di blocco", introdotta per la stabilizzazione della finanza pubblica, ha sospeso non solo gli adeguamenti annuali legati all'inflazione, ma anche quelli triennali basati sui miglioramenti stipendiali del personale medico del SSN. Questa decisione ribalta le sentenze dei gradi inferiori, accogliendo il ricorso del Ministero della Salute e rigettando le pretese economiche dei medici.
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Equipollenza specializzazioni mediche: onere prova
Un medico ha richiesto un risarcimento per una specializzazione non retribuita, ma il corso non era esplicitamente elencato nelle direttive UE. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere di dimostrare l'equipollenza specializzazioni mediche a un corso riconosciuto spetta al richiedente. In assenza di tale prova, la domanda di risarcimento è stata respinta, ribaltando la decisione della Corte d'Appello.
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