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D.Lgs. n. 196 del 2003, Art. 52

26 provvedimenti

Assegno una tantum: No alla rivalutazione automatica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33592/2023, ha negato la rivalutazione monetaria dell'assegno una tantum concesso ai familiari di una persona deceduta per emotrasfusione infetta. La Corte ha stabilito che, poiché il diritto sorge al momento del decesso, non può essere rivalutato da una data precedente, come quella di entrata in vigore della legge istitutiva del beneficio. La normativa, infatti, non prevede alcun meccanismo di indicizzazione, configurando l'assegno come un importo fisso.
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Indennizzo danni da vaccino: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Salute in un caso di indennizzo danni da vaccino. È stato stabilito che il termine di tre anni per presentare la domanda non decorre dalla semplice conoscenza del danno, ma dal momento in cui il danno diventa legalmente riconosciuto come indennizzabile, a seguito di specifici interventi della Corte Costituzionale. Di conseguenza, la richiesta dei genitori è stata considerata tempestiva.
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Istruzione parentale: limiti al controllo dei servizi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23802/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di istruzione parentale (homeschooling). Il caso riguardava due genitori a cui era stato imposto il monitoraggio dei servizi sociali nonostante la Corte d'Appello avesse riconosciuto la legittimità della loro scelta di educare la figlia a casa. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che il controllo dei servizi sociali, essendo una misura limitativa della responsabilità genitoriale, è giustificato solo in presenza di un accertato rischio di pregiudizio per il minore e non può derivare dalla sola scelta, pienamente legittima, di avvalersi dell'istruzione parentale.
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Protezione internazionale MGF: la Cassazione decide
Una richiedente asilo si è vista negare la protezione nonostante avesse documentato di aver subito una mutilazione genitale femminile (MGF) e altre violenze. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la protezione internazionale MGF deve essere riconosciuta come una forma di persecuzione. La Corte ha inoltre sottolineato che il giudice ha il dovere di indagare attivamente sulle condizioni del paese d'origine e non può rigettare la domanda solo per una presunta scarsa credibilità del racconto, soprattutto in presenza di prove mediche.
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Assegno di mantenimento: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello relativa alla modifica delle condizioni di divorzio. Il caso riguardava la determinazione dell'assegno di mantenimento per il figlio. La Suprema Corte ha stabilito che la quantificazione del contributo economico non può basarsi su un generico richiamo agli atti, ma richiede una motivazione esplicita e dettagliata che analizzi comparativamente le condizioni economiche di entrambi i genitori. Inoltre, ha ribadito che l'invito del giudice a intraprendere un percorso psicoterapeutico, anche se non obbligatorio, costituisce un'indebita ingerenza nella libertà di autodeterminazione della persona.
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Assegno di mantenimento: redditi di entrambi i genitori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4145/2023, ha stabilito che per determinare l'assegno di mantenimento per un figlio, il giudice deve effettuare una valutazione comparativa dei redditi e dei patrimoni di entrambi i genitori. Non è sufficiente considerare solo la situazione economica del genitore obbligato al versamento. La Corte ha accolto il ricorso di un padre, annullando la decisione della Corte d'Appello che aveva omesso di indagare sulle risorse economiche della madre, violando così il principio di proporzionalità.
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Iscrizione ipotecaria e assegno: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1076/2023, ha stabilito che l'iscrizione ipotecaria a garanzia dell'assegno di mantenimento non è un atto automatico. Il giudice deve sempre verificare la sussistenza di un concreto e attuale 'pericolo di inadempimento' da parte del coniuge obbligato. La Suprema Corte ha cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva permesso l'ipoteca senza questa valutazione, sottolineando che il corretto adempimento degli obblighi fa venir meno il fondamento della garanzia.
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Azione di riduzione: onere della prova per l’erede
Una figlia adottiva, esclusa dal testamento del padre, agisce in giudizio per ottenere la sua quota di eredità. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 348/2023, ha chiarito i requisiti per l'azione di riduzione, stabilendo che l'erede pretermesso non è tenuto a fornire un inventario dettagliato del patrimonio nell'atto iniziale, ma deve allegare gli elementi sufficienti a dimostrare la lesione della sua quota di legittima. La decisione della Corte d'Appello è stata annullata su questo punto, semplificando l'accesso alla tutela per gli eredi esclusi.
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Assegno alimentare: diritto anche con addebito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19618/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di separazione. Pur confermando l'addebito della separazione a una moglie a causa della sua grave dipendenza dall'alcol, ha cassato la sentenza d'appello per non aver valutato la sua richiesta di assegno alimentare. La Corte ha chiarito che il diritto agli alimenti, a differenza del mantenimento, si fonda esclusivamente sullo stato di bisogno e non è precluso dalla colpa nella fine del matrimonio.
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Equa indennità: no se l’amministratore è inadempiente
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di un'equa indennità a un'amministratrice di sostegno a causa di un grave ritardo (circa due anni) nel deposito del rendiconto finale. La Corte ha stabilito che la concessione dell'indennità è soggetta alla valutazione discrezionale del giudice, che deve considerare non solo l'entità del patrimonio e la difficoltà della gestione, ma anche la diligenza e la correttezza dell'amministratore nell'adempimento dei suoi doveri. Il ritardo è stato considerato una grave inadempienza che giustifica il rigetto della richiesta.
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Amministrazione di sostegno e procura: quale prevale?
Un amministratore di sostegno, figlio della beneficiaria, si vede respingere i rendiconti per prelievi ingiustificati. Invoca una precedente procura a suo favore, ma la Cassazione rigetta il ricorso. La nomina in amministrazione di sostegno, afferma la Corte, supera e sostituisce la procura volontaria, imponendo i limiti e le autorizzazioni del giudice tutelare.
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Improcedibilità dell’appello: errore sanabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23109/2025, ha stabilito un importante principio in materia di processo telematico. Il caso riguardava un appello dichiarato inammissibile perché l'appellante aveva depositato copie PDF dell'atto e delle ricevute di notifica PEC, anziché i file originali (.eml o .msg). La Suprema Corte ha annullato tale decisione, chiarendo che tale errore costituisce una nullità sanabile e non causa l'improcedibilità dell'appello, specialmente se la controparte si è regolarmente costituita in giudizio, dimostrando che l'atto ha raggiunto il suo scopo.
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Coesione familiare: sì al permesso senza visto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20020/2025, ha stabilito un importante principio in materia di coesione familiare. È stato confermato che un cittadino straniero, entrato legalmente in Italia in esenzione da visto (ad esempio, per turismo), può ottenere un permesso di soggiorno per motivi familiari direttamente sul territorio nazionale, senza dover rientrare nel proprio Paese per richiedere un apposito visto. La Corte ha chiarito che la condizione di "regolarmente soggiornante", richiesta dalla legge per la coesione familiare, è soddisfatta anche da chi si trova in Italia durante il periodo di validità del proprio ingresso legale, come i 90 giorni concessi per turismo. Questa decisione privilegia la tutela dell'unità familiare rispetto a un'interpretazione formalistica delle norme sull'immigrazione.
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TFR e divorzio: niente quota se versato in un fondo
Con la sentenza n. 20132/2025, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di TFR e divorzio. Se un coniuge trasferisce il proprio TFR maturato in un fondo di previdenza complementare prima dell'inizio della causa di divorzio, l'altro coniuge non ha diritto alla quota del 40% prevista dalla legge. Questo atto è considerato una legittima disposizione del credito, non una percezione. Tuttavia, la rendita pensionistica derivante da tale conferimento deve essere considerata per la determinazione o la modifica dell'assegno di divorzio, come avvenuto nel caso di specie con l'aumento dell'assegno dal tribunale di merito.
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Misure cautelari minorili: quando si applicano?
Un minore, sottoposto alla misura cautelare del collocamento in comunità per atti persecutori, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la persistenza del pericolo di reiterazione e l'applicabilità della misura a fronte di una possibile sospensione della pena. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che per le misure cautelari minorili il rischio va valutato in concreto, considerando la personalità e il contesto. Ha inoltre stabilito che il divieto di misure detentive in caso di pena sospesa non si estende al collocamento in comunità, data la sua prevalente finalità educativa.
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Allontanamento d’urgenza: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20148/2024, ha annullato l'ordinanza di un GIP che non aveva convalidato un allontanamento d'urgenza dalla casa familiare. La Corte ha chiarito che il giudice della convalida deve limitarsi a una valutazione 'ex ante' della ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria, basandosi sugli elementi disponibili al momento dell'intervento, senza poter sostituire la propria valutazione a quella degli agenti. La misura era stata disposta per un reato di minaccia grave, perseguibile d'ufficio, rendendo irrilevante la mancata querela della vittima.
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Preavviso licenziamento comporto: obbligo per l’azienda
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13491/2024, ha stabilito che la mancata comunicazione da parte del datore di lavoro dell'imminente superamento del periodo di comporto, se prevista dal CCNL, rende il licenziamento illegittimo. Questo obbligo di preavviso licenziamento comporto è un elemento essenziale per il corretto esercizio del potere di recesso e la sua violazione comporta la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro.
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Spese di lite in procedimenti provvisori: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che nei procedimenti provvisori e urgenti a tutela dei minori, la condanna al pagamento delle spese di lite non deve essere emessa contestualmente al provvedimento interinale, ma va rinviata alla decisione finale. Analizzando il ricorso di una madre, la Corte ha annullato la statuizione sulle spese imposta dalla Corte d'Appello, ribadendo che tali decisioni accessorie devono seguire l'esito complessivo della causa principale, poiché il provvedimento provvisorio è destinato ad essere assorbito da quello definitivo.
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Comunione legale: vendita dopo la separazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8193/2024, stabilisce un principio fondamentale riguardo la sorte della comunione legale dopo la separazione. La Corte ha chiarito che, a seguito della separazione personale dei coniugi, il regime di comunione legale si scioglie e si trasforma in comunione ordinaria. Di conseguenza, ciascun ex coniuge può liberamente vendere la propria quota del bene, precedentemente in comunione, senza necessità del consenso dell'altro. Il caso riguardava la vendita della quota di un immobile da parte di un ex marito, impugnata dall'ex moglie. La Cassazione ha cassato la decisione della Corte d'Appello, che aveva erroneamente annullato la vendita applicando le norme della comunione legale anziché quelle della comunione ordinaria.
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Adozione mite: la Cassazione salva il legame coi nonni
La Corte di Cassazione ha annullato una dichiarazione di adottabilità, sottolineando l'importanza del legame con i nonni e criticando le valutazioni superficiali dei servizi sociali. Il caso riguarda una nonna che si opponeva all'adozione del nipote, i cui genitori erano tossicodipendenti. La Corte ha stabilito che prima di dichiarare l'adottabilità, misura considerata *extrema ratio*, è necessario un attento e attuale monitoraggio della capacità dei parenti, come la nonna, di accudire il minore, anche con il supporto di interventi esterni, valutando anche l'ipotesi di un'adozione mite.
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