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d.lgs. n. 128 del 2015

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22 provvedimenti

Raddoppio termini: quando è legittimo l’accertamento?
Un contribuente contesta un avviso di accertamento per l'anno d'imposta 2007, sostenendo l'illegittimità del "raddoppio termini" in assenza del superamento delle soglie penali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che per il raddoppio dei termini di accertamento è sufficiente la mera sussistenza di indizi di un reato tributario che comportino l'obbligo di denuncia, a prescindere dall'effettivo superamento delle soglie di punibilità o dall'esito del procedimento penale. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili le altre censure relative alla disciplina transitoria e ai poteri di firma, in quanto questioni nuove non sollevate nei gradi di merito precedenti.
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Raddoppio termini accertamento: quando è legittimo?
Un imprenditore ha impugnato un avviso di accertamento per l'utilizzo di fatture false, contestando il raddoppio dei termini di accertamento. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo che il raddoppio dei termini di accertamento è legittimo in presenza di un obbligo di denuncia penale, ma non si applica all'IRAP, poiché le violazioni relative a tale imposta non sono presidiate da sanzioni penali. La Corte ha rigettato gli altri motivi, confermando la legittimità dell'accertamento per le altre imposte.
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