Un cittadino straniero, condannato nel suo paese d'origine e residente in Italia da oltre cinque anni, si è opposto alla consegna richiesta tramite Mandato di Arresto Europeo (MAE). La Corte d'Appello aveva concesso la consegna, ritenendo che i suoi precedenti penali in Italia compromettessero la 'legalità' della sua presenza. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12163/2024, ha annullato tale decisione. Ha stabilito che per il rifiuto consegna MAE non conta l'assenza di precedenti, ma la 'residenza legittima', basata su un titolo valido (come la cittadinanza UE) e un effettivo radicamento sociale ed economico nel territorio italiano, che il giudice deve valutare complessivamente.
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