Un uomo, condannato per associazione di tipo mafioso, ha contestato la pena ricevuta. Sosteneva che si dovesse applicare una legge più favorevole, in vigore fino al 2015, poiché le prove della sua partecipazione si fermavano al 2013. La Corte di Cassazione ha respinto la sua richiesta, stabilendo un principio chiave sul **contestazione aperta reato permanente**. Poiché l'accusa era 'aperta' e non specificava una data di fine, il reato si considera continuato fino alla data della sentenza di primo grado (2016). Di conseguenza, è stata correttamente applicata la legge più severa, entrata in vigore nel 2015. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile e la condanna confermata.
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