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d.l. n. 132 del 2014

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71 provvedimenti

Liquidazione spese processuali: il criterio globale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26585/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di liquidazione spese processuali. In un caso di risarcimento per ingiusta detenzione, la Corte ha annullato la decisione di un giudice che aveva liquidato le spese solo per una fase del processo. La Suprema Corte ha chiarito che la valutazione della soccombenza deve essere unitaria e globale, comprendendo tutti i gradi di giudizio, per garantire un rimborso completo alla parte vittoriosa.
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Compensazione spese legali: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la compensazione spese legali è legittima anche se una parte è prevalentemente vittoriosa. La decisione si fonda su due motivi: un significativo mutamento della giurisprudenza sul tema della prescrizione dei crediti contributivi (passata da decennale a quinquennale) e la soccombenza parziale del ricorrente, che aveva visto accolte solo una parte delle sue domande iniziali. L'ordinanza chiarisce che l'incertezza normativa e l'esito non totalmente favorevole del giudizio giustificano la ripartizione dei costi processuali tra le parti.
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Compensazione spese di lite: quando è legittima?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti del potere del giudice nella compensazione spese di lite. Il caso riguarda una consumatrice che, pur avendo ragione, si è vista negare il rimborso delle spese legali per aver avviato una causa giudiziaria prima della conclusione di una procedura di mediazione. La Corte ha ritenuto legittima la decisione, basandola sulla condotta processuale non 'prudente' della parte.
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Termini impugnazione penale: il ricorso tardivo è K.O.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per tentata estorsione. La decisione si fonda sul mancato rispetto dei termini di impugnazione penale. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: il periodo di sospensione feriale non si applica al termine concesso al giudice per il deposito delle motivazioni della sentenza, un fattore cruciale per il corretto calcolo della scadenza per presentare ricorso. Di conseguenza, il ricorso, depositato oltre il termine perentorio, non è stato esaminato nel merito, rendendo la condanna definitiva.
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Compensazione spese di lite: stop alle formule generiche
Un contribuente ha impugnato con successo la decisione di una Commissione Tributaria che aveva disposto la compensazione delle spese di lite utilizzando una motivazione generica. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, affermando che la compensazione spese di lite è legittima solo in presenza di 'gravi ed eccezionali ragioni' che devono essere specificamente e concretamente indicate dal giudice. Formule astratte come 'novità dei temi e complessità della controversia' non sono sufficienti, violando il principio secondo cui la parte soccombente paga le spese. Di conseguenza, l'ente della riscossione è stato condannato al pagamento di tutte le spese legali.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento basata su un credito prescritto. Dopo l'inizio della causa, l'Agenzia delle Entrate ha annullato l'atto in autotutela. I giudici di merito avevano disposto una parziale compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che non sussistono ragioni per la compensazione spese legali quando l'atto iniziale dell'amministrazione è palesemente illegittimo e l'annullamento avviene solo a seguito dell'azione giudiziaria del cittadino. Di conseguenza, l'ente è stato condannato a rimborsare integralmente le spese legali.
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Compensazione spese legali: le gravi ragioni
La Corte d'Appello ha riformato una sentenza di primo grado, disponendo la compensazione spese legali tra le parti. Sebbene la domanda di risarcimento danni degli investitori fosse stata respinta, la Corte ha riconosciuto la sussistenza di 'gravi ed eccezionali ragioni' legate a un parallelo procedimento penale, che giustificavano l'azione civile e rendevano equa la compensazione delle spese, in deroga al principio della soccombenza.
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Interesse ad impugnare e compensazione spese: la guida
Un avvocato, pur vincendo una causa contro un Ministero, si è visto compensare le spese legali. Ha quindi presentato ricorso, sostenendo il proprio interesse ad impugnare la decisione proprio a causa del danno economico subito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che un pregiudizio concreto, come la mancata liquidazione delle spese, fonda l'interesse a ricorrere anche in caso di vittoria nel merito, annullando la precedente decisione.
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Compensazione spese legali: quando è illegittima?
Un contribuente vinceva una causa tributaria contro un Comune, ma la corte di secondo grado decideva per la compensazione spese legali. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la parte totalmente vittoriosa ha diritto al rimborso delle spese e che l'errore procedurale della parte soccombente (tardiva costituzione) non costituisce una 'grave ed eccezionale ragione' per derogare al principio generale della soccombenza.
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Liquidazione equitativa del danno: obbligo di motivazione
In una controversia su un diritto di passaggio, la Corte di Cassazione ha stabilito che la liquidazione equitativa del danno da occupazione illegittima deve essere adeguatamente motivata. Non è sufficiente il mero riferimento alla "prolungata occupazione" per giustificare l'importo risarcitorio. La Corte ha cassato la sentenza d'appello su questo punto, sottolineando la necessità per il giudice di esplicitare i criteri logici e i parametri valutativi seguiti, pena la nullità della decisione per motivazione apparente. La sentenza ha invece confermato la non prescrizione del diritto di passaggio.
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Compensazione spese legali: la serialità non basta
Una lavoratrice ottiene il pagamento di differenze retributive, ma la Corte d'Appello dispone una parziale compensazione spese legali a causa della "serialità della lite". La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la serialità non costituisce una di quelle "gravi ed eccezionali ragioni" richieste dalla legge per derogare al principio secondo cui chi perde la causa paga le spese. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova decisione sulle spese.
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