La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da L'Imputato contro la decisione della Corte d'Appello, che aveva già giudicato tardivo il suo appello. L'Imputato sosteneva che il termine per impugnare non fosse scaduto, ritenendo che la sospensione feriale dei termini si applicasse anche al tempo concesso al giudice per depositare la sentenza. La Suprema Corte ha chiarito che la sospensione feriale dei termini non si applica ai tempi di redazione e deposito delle sentenze da parte dei magistrati. Di conseguenza, il termine di quarantacinque giorni per presentare l'appello, decorrente dal primo settembre, era ampiamente scaduto al momento del deposito dell'atto. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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