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d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, art. 13

31 provvedimenti

Acquisizione Immobile Abusivo: la Cassazione cancella l’IMU
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di IMU sugli immobili abusivi. Se il proprietario non rispetta l'ordine di demolizione entro 90 giorni, si verifica l'automatica acquisizione dell'immobile abusivo da parte del Comune. Questo trasferimento di proprietà, che avviene 'di diritto', estingue il presupposto per il pagamento dell'IMU. Di conseguenza, l'ex proprietario non è più il soggetto passivo del tributo e non deve più pagare l'imposta dal momento in cui la proprietà è passata all'ente pubblico. La Corte ha quindi annullato l'avviso di accertamento del Comune, dando ragione alla società contribuente.
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Esenzione IMU Beni Merce: PEC inutile, tassa dovuta per legge
Un'azienda costruttrice si è vista negare l'esenzione IMU beni merce perché non aveva presentato l'apposita dichiarazione ministeriale. L'azienda sosteneva che una comunicazione generica via PEC fosse sufficiente, dato che il Comune era comunque a conoscenza della situazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che la presentazione della dichiarazione formale è un requisito essenziale e non sostituibile, previsto dalla legge 'a pena di decadenza'. L'omissione di questo adempimento formale impedisce di ottenere il beneficio fiscale, anche se i requisiti sostanziali esistono. L'azienda ha quindi perso la causa e deve pagare l'imposta.
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Immobile Abusivo Acquisito dal Comune: Niente IMU per l’Ex Titolare
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di IMU su immobili abusivi. Una società si era opposta a un avviso di accertamento IMU, sostenendo di non essere più proprietaria degli immobili. Il Comune, infatti, aveva emesso un ordine di demolizione non eseguito. La Corte ha chiarito che, trascorsi 90 giorni dall'ordine, avviene l'automatica acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale. Questo trasferimento di proprietà estingue il presupposto per l'imposizione fiscale. Di conseguenza, il precedente proprietario non è più tenuto a versare l'IMU, poiché ha perso la titolarità del bene. La richiesta del Comune è stata quindi ritenuta illegittima per i periodi successivi all'acquisizione.
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Immobile Abusivo: Niente IMU dopo l’Acquisizione al Patrimonio Comunale
Una società si oppone a un avviso di accertamento IMU sostenendo di non essere più proprietaria degli immobili. Anni prima, infatti, il Comune ne aveva ordinato la demolizione per abusivismo. La mancata demolizione entro 90 giorni aveva causato, per legge, l'acquisizione dell'immobile abusivo al patrimonio comunale. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo un principio chiaro: quando scatta l'acquisizione gratuita al patrimonio del Comune, il precedente proprietario perde il possesso, che è il presupposto per il pagamento dell'IMU. Di conseguenza, l'imposta non è più dovuta per i periodi successivi a tale acquisizione automatica.
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Esenzione IMU beni merce: la motivazione è cruciale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a un avviso di accertamento IMU per l'anno 2012 su immobili invenduti di un'impresa di costruzioni. Il motivo dell'annullamento è la "motivazione apparente" della decisione di secondo grado, che non ha risposto in modo specifico alle contestazioni del contribuente. La Corte ha invece respinto la richiesta di applicare retroattivamente l'esenzione IMU beni merce, confermando che tale agevolazione non era in vigore per il 2012. Il caso è stato rinviato a un nuovo giudice d'appello.
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Proroga termini IMU: la Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso relativo alla proroga termini IMU per gli enti locali durante l'emergenza Covid-19. La sentenza chiarisce che la sospensione generale di 85 giorni si applica anche ai Comuni, rendendo legittimo un avviso di accertamento notificato oltre la scadenza ordinaria. Inoltre, ha confermato che la riduzione del 50% per inagibilità spetta solo per degrado strutturale non superabile con manutenzione straordinaria, respingendo il ricorso di una fondazione proprietaria dell'immobile.
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Esenzione ICI enti non commerciali: la Cassazione
Un ente non commerciale, proprietario di un immobile, ne concedeva una porzione in uso a un altro istituto religioso per attività didattiche a fronte di un canone annuo irrisorio. Il Comune negava l'esenzione ICI, emettendo un avviso di accertamento. La Corte di Cassazione, a fronte di una nuova normativa europea sugli aiuti di Stato (ius superveniens), ha cassato la precedente sentenza. Ha rinviato la causa al giudice di merito per verificare se l'esenzione rientri nei limiti del regime "de minimis" e per accertare la natura del contratto (locazione o comodato) e la non commercialità delle attività svolte. La decisione sottolinea l'importanza di conformarsi al diritto unionale in materia di aiuti di Stato anche per le agevolazioni fiscali nazionali.
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Edificabilità area: la Cassazione chiarisce l’IMU
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33223/2025, ha respinto il ricorso di una contribuente che contestava un avviso di accertamento IMU per l'anno 2015. La questione centrale riguardava l'edificabilità area di un terreno che, sebbene inserito nel piano regolatore generale come edificabile, era privo di un piano attuativo. La Corte ha ribadito il principio consolidato secondo cui, ai fini fiscali, la qualifica di area edificabile deriva direttamente dallo strumento urbanistico generale, indipendentemente dall'adozione di piani attuativi. Di conseguenza, l'imposta è dovuta sulla base del valore venale del terreno, che riflette la sua potenzialità edificatoria.
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Esenzione ICI impianti eolici: la Cassazione chiarisce
Una società energetica ha richiesto l'esenzione ICI per i suoi impianti eolici, sostenendo che dovessero rientrare nella categoria catastale E per la loro pubblica utilità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la natura commerciale dell'attività esclude l'inquadramento nella categoria E e la relativa esenzione. Ha inoltre confermato la legittimità del calcolo della base imponibile basata sul valore contabile per gli immobili non ancora iscritti in catasto, negando l'efficacia retroattiva della rendita successivamente attribuita.
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IMU su immobili strumentali: è dovuta se l’attività cessa?
Una società in liquidazione ha contestato gli avvisi di accertamento IMU per i suoi immobili non più utilizzati, sostenendo che l'imposta non fosse dovuta a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'IMU su immobili strumentali si fonda sul possesso e sull'iscrizione catastale del bene, a prescindere dal suo effettivo utilizzo produttivo. La cessazione dell'attività non costituisce, quindi, una causa di esenzione o sospensione del tributo.
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IMU immobili strumentali: si paga anche se inutilizzati
Una società in liquidazione ha impugnato gli avvisi di accertamento IMU per immobili non più utilizzati a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per l'IMU immobili strumentali i presupposti impositivi sono il possesso e l'iscrizione catastale del bene, risultando irrilevante l'effettivo utilizzo. La Corte ha confermato che l'obbligazione tributaria persiste anche in caso di cessata attività.
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IMU su immobili strumentali: obbligo anche senza attività
Una società industriale in liquidazione ha contestato un avviso di accertamento IMU per l'anno 2018, relativo a immobili non più utilizzati a seguito della cessazione dell'attività. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. Secondo la Corte, il presupposto per l'applicazione dell'IMU su immobili strumentali è il possesso dell'immobile e la sua iscrizione in catasto con attribuzione di una rendita, a prescindere dal suo effettivo utilizzo produttivo. L'imposta ha natura patrimoniale e non reddituale; pertanto, la cessazione dell'attività non estingue né sospende l'obbligazione tributaria.
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Esenzione TASI alloggi sociali: la Cassazione chiarisce
Un ente gestore di edilizia pubblica ha impugnato un avviso di accertamento per TASI relativa all'anno 2014, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri alloggi sociali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un importante principio di diritto: l'esenzione TASI alloggi sociali non era prevista dalla normativa vigente nel 2014. La Corte ha chiarito che, in quell'anno, il tributo era dovuto anche per gli alloggi sociali in quanto la legge mirava a finanziare i servizi indivisibili a carico di tutti i possessori di immobili, senza estendere le esenzioni valide per l'IMU. L'esenzione è stata introdotta solo dal 1° gennaio 2016.
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Annotazione di ruralità: ICI e IMU sugli immobili
Una cooperativa ha contestato un avviso di accertamento per l'ICI 2010, sostenendo la ruralità dei propri immobili. Dopo il rigetto nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: a seguito dell'evoluzione normativa, per il riconoscimento della ruralità ai fini fiscali è sufficiente la specifica annotazione di ruralità negli atti catastali. Questo requisito supera la precedente necessità di una variazione della categoria catastale. La sentenza del giudice precedente è stata annullata perché basata su un presupposto giuridico superato.
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Agevolazione IMU: basta l’iscrizione alla previdenza
Un coltivatore diretto si è visto negare l'agevolazione IMU da un Comune perché il suo reddito da un'altra attività commerciale era prevalente. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30493/2024, ha ribaltato la decisione, stabilendo che per l'agevolazione IMU è sufficiente la qualifica di coltivatore diretto, attestata dall'iscrizione alla previdenza agricola, e non è più richiesto il requisito della prevalenza del reddito agricolo, a differenza di quanto previsto per la vecchia ICI.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente gestore di edilizia residenziale pubblica ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri immobili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un importante principio di diritto sull'esenzione IMU alloggi sociali. La Corte ha chiarito che l'esenzione è subordinata alla destinazione dell'immobile ad abitazione principale dell'assegnatario, condizione che si presume esistente. Spetta all'ente impositore, e non al contribuente, fornire la prova contraria dell'inadempimento. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Esenzione ICI terreni agricoli: non per pensionati
Un comune ha impugnato la decisione di una commissione tributaria che aveva concesso un'esenzione ICI per il 2004 su un'area edificabile usata per agricoltura da un coltivatore in pensione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che le norme agevolative per i pensionati, introdotte per l'IMU (Art. 78-bis, D.L. 104/2020), non hanno efficacia retroattiva per il precedente regime ICI. Di conseguenza, l'esenzione ICI terreni agricoli è stata negata.
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Corrispettivo simbolico: no esenzione IMU per scuole
La Corte di Cassazione ha stabilito che un istituto religioso che gestisce una scuola paritaria non ha diritto all'esenzione IMU se percepisce una retta annuale di 1.400 euro per studente. Sebbene tale cifra copra solo una frazione del costo effettivo del servizio (stimato in 6.835,85 euro), non può essere considerata un 'corrispettivo simbolico'. La Corte ha chiarito che, per ottenere l'esenzione, il corrispettivo deve essere irrisorio e marginale, quasi assimilabile a una prestazione gratuita, in linea con i principi europei sugli aiuti di Stato. Il semplice fatto che la retta sia inferiore al costo non è sufficiente per qualificarla come simbolica, portando così all'accoglimento del ricorso del Comune e al rigetto della richiesta di esenzione.
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Esenzione IMU scuole paritarie: la retta non è simbolica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6501/2024, ha negato l'esenzione IMU a una scuola paritaria gestita da un istituto religioso. La Corte ha stabilito che una retta annuale di 1.900 euro per studente non può essere considerata 'simbolica'. Di conseguenza, l'attività didattica assume natura commerciale, facendo decadere il diritto all'agevolazione fiscale. Questa decisione chiarisce che la valutazione sulla natura del corrispettivo è un giudizio di fatto che spetta ai giudici di merito e non è automaticamente legata al costo medio per studente definito dallo Stato.
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Immobili abusivi ICI: quando si paga l’imposta?
Una società fallita ha contestato le richieste di pagamento dell'ICI per gli anni 2010-2011 relative a immobili oggetto di ordinanze di demolizione non eseguite. Sosteneva che l'imposta dovesse essere calcolata solo sul valore dell'area e non sul valore catastale degli edifici. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, ai fini fiscali, un immobile è soggetto a ICI come 'fabbricato' finché è iscritto o iscrivibile al catasto. La sua natura abusiva o l'esistenza di un ordine di demolizione non modificano la base imponibile, che resta quella del fabbricato fino alla sua effettiva demolizione o trasferimento di proprietà.
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