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d.l. 30 aprile 2020, n. 28

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Utilizzabilità intercettazioni: la Cassazione annulla
Un imprenditore, indagato per corruzione e turbata libertà degli incanti, ha ottenuto l'annullamento di una misura cautelare. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'utilizzabilità delle intercettazioni provenienti da un altro procedimento è subordinata a una verifica rigorosa della 'connessione sostanziale' tra i reati, ai sensi dell'art. 12 c.p.p. Il Tribunale del riesame aveva motivato in modo generico, senza accertare questo legame specifico, vizio che ha portato all'annullamento con rinvio del provvedimento.
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Utilizzo intercettazioni: limiti e divieti di legge
La Corte di Cassazione annulla una condanna per turbativa d'asta e falso ideologico. La decisione si fonda sulla inammissibilità delle prove raccolte tramite intercettazioni autorizzate per un altro procedimento, non connesso e relativo a reati diversi. Questo caso ribadisce i rigorosi limiti all'utilizzo intercettazioni, a tutela dei diritti fondamentali.
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Intercettazioni captatore informatico: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di due individui accusati di associazione mafiosa, confermando la custodia cautelare. La sentenza affronta la validità delle intercettazioni tramite captatore informatico (trojan), chiarendo che un decreto di proroga può fungere da autonoma autorizzazione, sanando vizi del provvedimento iniziale. La Corte ha inoltre ribadito che le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, se corroborate da altri elementi come le intercettazioni e le testimonianze delle vittime, costituiscono gravi indizi di colpevolezza per dimostrare la partecipazione al sodalizio criminale.
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Utilizzabilità intercettazioni: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per ricettazione poiché basata su prove inammissibili. Il caso verteva sulla utilizzabilità intercettazioni disposte in un'indagine per usura a carico di un parente dell'imputato. In assenza di una 'connessione sostanziale' tra i reati, le intercettazioni sono state dichiarate inutilizzabili, portando all'annullamento della sentenza e alla dichiarazione di prescrizione del reato.
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Intercettazioni con trojan: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di dodici imputati, confermando le condanne per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza affronta in modo approfondito la legittimità delle intercettazioni con trojan, chiarendo che l'uso di 'server di transito' gestiti da società private non ne inficia la validità, purché la registrazione finale avvenga negli impianti della Procura. La Corte ha inoltre ribadito che, per i reati di criminalità organizzata, non è necessario specificare preventivamente i luoghi di privata dimora in cui il captatore informatico sarà attivato.
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Intercettazioni criminalità organizzata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'imputata in custodia cautelare per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso. Il fulcro del ricorso riguardava l'inutilizzabilità delle intercettazioni, ritenute illegittime dalla difesa. La Corte ha stabilito che le intercettazioni per la criminalità organizzata sono legittime anche sulla base della recente normativa (D.L. 105/2023), qualificandola come legge di interpretazione autentica e quindi retroattiva, sanando ogni dubbio sull'applicabilità del regime derogatorio speciale anche per fatti precedenti.
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Intercettazioni criminalità organizzata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro la custodia cautelare in carcere. Il caso verteva sulla legittimità delle intercettazioni per criminalità organizzata. La difesa sosteneva l'inutilizzabilità delle prove perché i reati per cui erano state autorizzate non rientravano in una nozione restrittiva di 'criminalità organizzata'. La Corte ha stabilito che la recente legge (D.L. 105/2023) ha natura di interpretazione autentica, confermando una definizione ampia e applicandosi retroattivamente. Di conseguenza, le intercettazioni, disposte per reati aggravati dal metodo mafioso, sono state ritenute pienamente legittime e utilizzabili.
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