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d.l. 19 maggio 2020 n.34

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Fondi Covid e antimafia: no all’indebita percezione
La Corte di Cassazione ha annullato il sequestro preventivo di oltre 245.000 euro disposto a carico di un imprenditore per presunta indebita percezione di erogazioni pubbliche legate all'emergenza pandemica. L'accusa contestava l'omessa comunicazione dell'esistenza di una precedente interdittiva antimafia prefettizia che aveva colpito un'altra società del medesimo gruppo. I giudici di legittimità hanno chiarito che le preclusioni di legge riguardano solo le misure di prevenzione definitive disposte dal giudice penale e non i provvedimenti amministrativi prefettizi su società diverse. Non sussiste alcun obbligo di dichiarazione penale in assenza di requisiti ostativi tipizzati. La Cassazione ha pertanto disposto la restituzione immediata di tutte le somme sequestrate.
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Frode da 277Mln sui bonus edilizi: non bugia ma truffa aggravata
Un gruppo criminale ha creato un complesso schema per ottenere 277 milioni di euro in falsi crediti d'imposta legati ai bonus edilizi e locazioni dell'era Covid. I tribunali di merito avevano qualificato il fatto come semplice 'indebita percezione', un reato minore, sostenendo che l'Agenzia delle Entrate non fosse stata realmente ingannata data l'assenza di controlli preventivi. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che si tratta di **truffa aggravata bonus edilizi**. La Corte ha chiarito che non si deve guardare solo alla dichiarazione finale, ma all'intera 'macchinazione truffaldina' (uso di prestanome, società fittizie) creata per ingannare lo Stato. L'organizzazione complessa, e non la semplice bugia, qualifica il reato come truffa aggravata. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Proroga termini IMU: la Cassazione chiarisce le regole
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso relativo alla proroga termini IMU per gli enti locali durante l'emergenza Covid-19. La sentenza chiarisce che la sospensione generale di 85 giorni si applica anche ai Comuni, rendendo legittimo un avviso di accertamento notificato oltre la scadenza ordinaria. Inoltre, ha confermato che la riduzione del 50% per inagibilità spetta solo per degrado strutturale non superabile con manutenzione straordinaria, respingendo il ricorso di una fondazione proprietaria dell'immobile.
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Divieto di licenziamento: quando è nullo in appalto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19185/2024, ha stabilito che il divieto di licenziamento introdotto durante la pandemia COVID-19 si applica anche nei casi di cambio appalto. Se il lavoratore rifiuta legittimamente l'assunzione da parte della nuova impresa a causa di condizioni contrattuali peggiorative, il licenziamento intimato dall'azienda uscente è nullo. La Corte ha chiarito che l'eccezione alla norma emergenziale richiede un'effettiva riassunzione e non una semplice proposta di lavoro, tutelando così il lavoratore da un peggioramento del trattamento economico e normativo.
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Estorsione e profitto: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3459/2025, affronta il confine tra estorsione ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Il caso riguarda due individui che, agendo per conto di terzi, hanno usato violenza contro un imprenditore per recuperare un credito. La Corte ha qualificato il fatto come tentata estorsione, aggravata dal metodo mafioso, poiché gli aggressori non miravano solo a recuperare il debito, ma perseguivano un ingiusto profitto personale, pretendendo somme aggiuntive derivanti da bonus edilizi. La sentenza sottolinea che la ricerca di un'ulteriore finalità di profitto da parte dell'intermediario è l'elemento decisivo che distingue l'estorsione e profitto dall'esercizio arbitrario dei diritti.
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