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Corte Cost. Sent. n. 186 del 13/06/2000

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143 provvedimenti

Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento in secondo grado, nota come concordato in appello. La Corte chiarisce che tale sentenza può essere impugnata solo per vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM, o per illegalità della pena, ma non per contestare nel merito la sanzione concordata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Trattamento sanzionatorio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti, che contestava unicamente il trattamento sanzionatorio. La Corte ribadisce che le decisioni sulla pena sono insindacabili se la motivazione è priva di vizi logico-giuridici, come nel caso di specie, dove la pena base era il minimo edittale e sono state concesse attenuanti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Attenuanti generiche: no con precedenti penali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per reati legati agli stupefacenti, che lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha stabilito che la presenza di precedenti penali è una motivazione sufficiente per negare il beneficio, poiché denota una personalità incline a delinquere e rende irrilevante il solo stato di incensuratezza, in linea con la riforma dell'art. 62-bis del codice penale.
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