Un Condannato ha chiesto al Tribunale di Sorveglianza di Roma di accedere a misure alternative alla detenzione, come l'affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare o la semilibertà. Il Tribunale ha respinto le richieste, evidenziando una persistente pericolosità sociale e una mancata revisione critica delle condotte devianti, in particolare truffe online. Il Condannato ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo di aver intrapreso un percorso di riabilitazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la valutazione del Tribunale sulla mancanza di un significativo processo di emenda e sull'elevata pericolosità sociale del Condannato, rigettando così la sua richiesta di affidamento in prova al servizio sociale.
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