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Art. 99 Codice di Procedura Civile

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784 provvedimenti

Contratto preliminare: risoluzione per vincolo
La Corte di Cassazione stabilisce che un contratto preliminare di vendita immobiliare può essere risolto se, dopo la stipula, sorge un vincolo preordinato all'esproprio. Tale vincolo, alterando le qualità essenziali del bene e frustrando l'operazione economica voluta dalle parti, costituisce il venir meno della "presupposizione", ovvero di una condizione implicita fondamentale per il consenso, legittimando così la richiesta di scioglimento del contratto da parte del promissario acquirente.
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Eccezione riconvenzionale e leasing: la difesa chiave
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13345/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di leasing e fallimento. Una società di leasing, citata in giudizio dal fallimento di un'azienda utilizzatrice per la restituzione dei canoni pagati, si era difesa chiedendo un equo indennizzo. I giudici di merito avevano ritenuto tardiva tale richiesta. La Cassazione ha ribaltato la decisione, specificando che la richiesta non era una domanda nuova, ma una eccezione riconvenzionale, finalizzata unicamente a paralizzare la pretesa avversaria. Questa qualificazione permette di presentarla nei termini previsti per le difese, cambiando l'esito della causa.
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Iscrizione ipotecaria: l’obbligo di esame nel merito
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante una iscrizione ipotecaria. Il giudice di secondo grado aveva omesso di esaminare i motivi di appello dell'Agente della Riscossione sulla validità delle notifiche delle cartelle di pagamento e sul superamento della soglia di debito. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice d'appello deve riesaminare la causa nel merito, accogliendo i motivi del ricorso e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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ICI terreni edificabili: sì anche senza piano attuativo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due contribuenti e il ricorso incidentale di un Comune in materia di ICI per terreni edificabili. Per l'annualità 2010, è stata confermata la decadenza del Comune dal diritto di accertamento. Per l'annualità 2011, è stato ribadito che un'area è considerata edificabile, e quindi soggetta a tassazione basata sul valore venale, sulla base della sola previsione del piano regolatore generale, anche in assenza di un piano urbanistico attuativo.
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Eccezione di pagamento: quando rilevarla d’ufficio
Una società subappaltatrice si opponeva a un decreto ingiuntivo per il pagamento di fatture. Dopo la condanna nei primi due gradi, ricorreva in Cassazione lamentando, tra le altre cose, la mancata considerazione di un pagamento già effettuato, sebbene l'eccezione fosse stata sollevata tardivamente. La Corte di Cassazione ha accolto questo motivo, stabilendo che l'eccezione di pagamento, poiché estingue il diritto di credito, può essere rilevata dal giudice anche d'ufficio e in qualsiasi momento, persino in appello, a patto che sia provata. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Allegazione dei danni: onere della prova e risarcimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13127/2024, ha rigettato la richiesta di risarcimento di un proprietario immobiliare contro i vicini per la mancata esecuzione di una precedente sentenza. La Corte ha sottolineato che una generica allegazione dei danni non è sufficiente per ottenere un risarcimento. È necessario che la parte che agisce in giudizio specifichi fin dall'inizio, in modo dettagliato, la natura e l'entità dei danni subiti, non potendo integrare tali elementi per la prima volta in appello. La mancanza di una specifica allegazione dei danni impedisce la valutazione della domanda e la sua eventuale liquidazione.
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Immobili storici tassazione: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13101/2024, ha stabilito che i redditi derivanti dalla locazione di immobili di interesse storico da parte di una società costituiscono reddito d'impresa e non reddito fondiario. Di conseguenza, a tale attività non si applica il regime fiscale agevolato previsto per i privati, ma la tassazione ordinaria. La Corte ha però accolto il ricorso riguardo le sanzioni, disponendo il rinvio per la loro rideterminazione in base alla normativa più favorevole sopravvenuta (ius superveniens).
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Responsabilità del vettore: prova del furto incerta
Una banca ha citato in giudizio una società di corrieri per la scomparsa del contenuto di due plichi contenenti valuta. I plichi sono stati ritrovati vuoti presso un hub della società convenuta. La Corte di Cassazione ha rigettato la domanda della banca, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La ragione principale del rigetto è stata la mancata prova da parte della banca su dove, quando e da chi fosse stato commesso il furto. Questa incertezza ha reso impossibile attribuire la responsabilità del vettore alla società di corrieri.
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Danni da vibrazioni: quando la CTU è valida?
Una proprietaria di un immobile chiede il risarcimento per i danni da vibrazioni causati dal transito di treni. La società ferroviaria risponde con una domanda riconvenzionale per la demolizione di una parte dell'edificio. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della proprietaria, chiarendo importanti principi sulla validità della consulenza tecnica d'ufficio (CTU) e sulla tardività delle eccezioni processuali, come la prescrizione. La decisione sottolinea che la relazione di un CTU revocato è irrilevante e che le critiche di merito alla perizia non possono essere esaminate in sede di legittimità.
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Stabilizzazione precari PA: diritto all’assunzione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12871/2024, ha affrontato il caso di una lavoratrice precaria di un ente pubblico. Dopo aver completato con successo un percorso di stabilizzazione, l'ente le ha negato l'assunzione a tempo indeterminato. La Corte ha confermato il diritto soggettivo della lavoratrice all'assunzione, avendo essa soddisfatto tutti i requisiti previsti. Tuttavia, ha negato il diritto al pagamento delle retribuzioni per il periodo di mancata assunzione, chiarendo che la lavoratrice avrebbe dovuto chiedere il risarcimento del danno, non le retribuzioni, poiché non vi era stata prestazione lavorativa.
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Incarichi dirigenziali PA: no abuso a termine
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli incarichi dirigenziali nella Pubblica Amministrazione, conferiti a funzionari già assunti con contratto a tempo indeterminato, non costituiscono contratti a termine. Di conseguenza, non si applica la disciplina sull'abuso dei contratti a termine e non è dovuto il relativo risarcimento del danno. La Corte ha qualificato tale situazione come una semplice assegnazione di mansioni superiori all'interno di un unico e continuativo rapporto di lavoro permanente.
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Prescrizione lavoro pubblico: decorre durante il rapporto
Una lavoratrice ha citato in giudizio un ente pubblico, sostenendo che una serie di contratti di collaborazione e a tempo determinato costituissero in realtà un unico rapporto di lavoro subordinato. La Corte d'Appello le aveva dato ragione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione nel lavoro pubblico: ogni contratto è autonomo e il termine di prescrizione quinquennale per i crediti retributivi decorre durante lo svolgimento di ciascun singolo rapporto, non dalla fine dell'intero periodo di collaborazione. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Onere della prova: chi deve dimostrare i fatti?
Una società di trasporti ha citato un'amministrazione regionale per contributi non pagati. La Corte di Cassazione ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova: l'azienda deve dimostrare il proprio disavanzo, mentre la Regione deve provare l'indisponibilità dei fondi come fatto impeditivo. La sentenza d'appello è stata cassata per erronea attribuzione di tale onere.
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Cessione del credito: obblighi di notifica in appello
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha stabilito che in caso di cessione del credito durante un processo, l'impugnazione deve essere notificata sia alla banca cedente che a quella cessionaria. La mancata notifica a una delle parti costituisce un vizio procedurale che richiede l'integrazione del contraddittorio. Il caso riguarda una complessa disputa su un mutuo ipotecario, ma la Corte si è concentrata sulla questione procedurale del litisconsorzio processuale, riunendo i ricorsi e ordinando di includere nel giudizio la parte originariamente esclusa.
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Opposizione stato passivo: onere della prova documentale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11261/2024, ha rigettato il ricorso di un professionista che si era visto ridurre il proprio credito in sede fallimentare. La Corte ha ribadito che nell'opposizione allo stato passivo, il creditore ha l'onere di indicare specificamente i documenti a sostegno della propria pretesa, anche se già depositati nella fase di verifica. Un generico rinvio al fascicolo precedente o una mera riserva di produzione non sono sufficienti per ottenere l'acquisizione d'ufficio della documentazione.
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Eccezione di prescrizione: quando il giudice non può
Una complessa disputa immobiliare approda in Cassazione, che cassa la sentenza d'appello. Il punto cruciale è l'eccezione di prescrizione delle domande di simulazione e revocatoria. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel rilevarla d'ufficio, poiché tale eccezione deve essere sollevata esclusivamente dalla parte interessata. La decisione sottolinea i limiti del potere del giudice e l'importanza delle difese processuali delle parti.
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Responsabilità del notaio: visure ipotecarie omesse
Una società immobiliare acquista un bene senza che il notaio rilevi un'ipoteca esistente. Successivamente, per evitare l'espropriazione, la società paga il creditore e si accorda per la cancellazione dell'ipoteca. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, afferma la piena responsabilità del notaio, stabilendo che il danno non è più potenziale ma certo, e corrisponde alla somma pagata dall'acquirente per liberare l'immobile. La sentenza chiarisce che la transazione con il creditore non elimina il danno, ma lo concretizza, obbligando il notaio negligente al risarcimento.
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Ordine di esibizione bancario: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due clienti contro un istituto di credito, confermando che l'onere della prova spetta al correntista. Un ordine di esibizione bancario per ottenere la documentazione può essere concesso solo se il cliente ha già richiesto i documenti alla banca ai sensi dell'art. 119 T.U.B. e quest'ultima non li ha forniti senza giustificato motivo. L'istanza al giudice non può essere uno strumento per eludere il proprio onere probatorio.
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Usucapione servitù: prova e apparenza in Cassazione
Una proprietaria contestava l'usucapione di una servitù di passaggio da parte del vicino. La Corte d'Appello aveva riconosciuto l'usucapione servitù basandosi su testimonianze e prove oggettive, come la svasatura di un accesso. La Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il giudice d'appello può valutare tutte le prove agli atti e che un uso discontinuo del passaggio, se legato alle esigenze del fondo, non impedisce l'usucapione quando sussiste il requisito dell'apparenza.
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Corrispondenza tra chiesto e pronunciato: limiti al giudice
La Corte di Cassazione ha cassato una sentenza della Corte d'Appello per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Il giudice di secondo grado aveva liquidato un risarcimento danni superiore alla somma specificamente richiesta dagli appellanti. Il caso riguardava la nullità di una compravendita immobiliare per abusi edilizi. La Cassazione ha ribadito che il giudice non può superare i limiti quantitativi della domanda, specialmente quando questa è formulata in modo preciso e non meramente indicativo.
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