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Art. 98 l. fall.

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395 provvedimenti

Exceptio doli: non blocca l’indennizzo da occupazione
La Cassazione chiarisce che l'eccezione di 'exceptio doli' non può essere usata per negare l'indennizzo per occupazione senza titolo a un proprietario immobiliare, anche se il contratto di locazione originario è stato dichiarato nullo per colpa del proprietario stesso. Il diritto all'indennizzo sorge da un fatto nuovo e distinto: l'illegittima detenzione del bene da parte della curatela fallimentare, non dal contratto nullo.
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Calcolo interessi crediti tributari: basta la norma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9306/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul calcolo interessi crediti tributari nelle procedure fallimentari. L'Agenzia delle Entrate si era vista rigettare la richiesta di interessi perché non aveva allegato i fogli di calcolo. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, chiarendo che per l'ammissione al passivo è sufficiente indicare la norma di legge alla base della pretesa, senza necessità di produrre calcoli dettagliati, poiché i tassi sono pubblicamente noti e il computo è una semplice operazione matematica.
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Riconoscimento del debito: Cassazione e rateizzazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9242/2024, ha stabilito che la richiesta di rateizzazione di un debito, seguita da pagamenti parziali, costituisce un valido atto di riconoscimento del debito. Tale atto è sufficiente a interrompere il termine di prescrizione, anche in assenza di un'espressa manifestazione di volontà. La Corte ha cassato la decisione del tribunale che aveva ritenuto prescritti i crediti di un agente della riscossione nei confronti di una società poi fallita, non riconoscendo valore interruttivo alla domanda di rateizzazione presentata dalla società debitrice.
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Onere di allegazione: la prova in giudizio non basta
Un'agenzia di riscossione ha visto il suo ricorso dichiarato inammissibile dalla Corte di Cassazione. La Corte ha ribadito che, oltre a produrre prove, il creditore ha l'onere di allegazione, cioè il dovere di spiegare in modo specifico come ogni documento supporti la propria pretesa e interrompa la prescrizione. La semplice presentazione di una massa di documenti, senza una chiara illustrazione della loro pertinenza, impedisce al giudice di valutare il merito della domanda.
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Iscrizione ipotecaria: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'iscrizione ipotecaria effettuata dall'Agente della Riscossione è valida anche se la nota di iscrizione non specifica i singoli numeri di ruolo, a condizione che gli estratti di ruolo siano allegati alla richiesta. Tale documentazione è considerata idonea a determinare con certezza il credito garantito, superando le obiezioni sulla presunta indeterminatezza. La Corte ha inoltre chiarito che il procedimento di opposizione allo stato passivo fallimentare non segue le rigide regole del giudizio d'appello, cassando la decisione del tribunale che aveva erroneamente dichiarato inammissibile uno dei motivi di ricorso.
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Ricorso inammissibile: motivi e autosufficienza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un legale per il riconoscimento dei suoi compensi professionali nell'ambito di un fallimento. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi di ricorso, sulla mancata contestazione della reale ratio decidendi della sentenza impugnata e, soprattutto, sul difetto di autosufficienza, un principio fondamentale per l'ammissibilità del ricorso in Cassazione.
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Ammissione al passivo: no sospensione per causa pendente
La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura di ammissione al passivo fallimentare è esclusiva e non può essere sospesa in attesa dell'esito di un giudizio ordinario pendente sullo stesso credito. Un istituto di credito aveva richiesto l'ammissione di un credito derivante da un saldo di conto corrente, che era già oggetto di una causa separata. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'accertamento dei crediti verso un fallimento deve avvenire unicamente in sede concorsuale e che l'ammissione con riserva non è applicabile in questi casi.
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Prova incarico professionale: Cassazione chiarisce
Uno studio di commercialisti si è visto rigettare la domanda di ammissione al passivo per compensi professionali dal tribunale, per mancata prova scritta dell'incarico. La Cassazione ha accolto il ricorso, affermando che la prova dell'incarico professionale non richiede la forma scritta e può essere fornita con ogni mezzo, anche con presunzioni. I documenti prodotti non possono essere ritenuti inammissibili solo perché la loro pertinenza non è stata dettagliata singolarmente. Il caso è stato rinviato al tribunale per un nuovo esame.
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Ammissione al passivo: la prova del credito
Un'associazione di operatori commerciali ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società per spese comuni non pagate. La richiesta è stata respinta perché l'associazione non è riuscita a provare l'effettiva adesione della società fallita, che è il presupposto del credito. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che le fatture e la mera presenza dell'azienda nel centro commerciale non sono prove sufficienti a dimostrare il vincolo associativo.
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Decreto ingiuntivo opponibilità fallimento: la guida
La Cassazione ha chiarito che il decreto ingiuntivo non opposto è opponibile al fallimento solo se il decreto di esecutorietà ex art. 647 c.p.c. è emesso prima della dichiarazione di fallimento. La data della richiesta di esecutorietà è irrilevante. Il ricorso di una banca è stato dichiarato inammissibile, confermando la necessità di un provvedimento giudiziale anteriore al fallimento per la formazione del giudicato.
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Data certa: come provarla nel fallimento del debitore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito che cercava di far ammettere un proprio credito al passivo di un fallimento. La controversia verteva sulla prova della 'data certa' del contratto di conto corrente, fondamentale per la sua opponibilità ai terzi. La banca aveva prodotto una lettera raccomandata, ma il Tribunale aveva ritenuto la prova insufficiente poiché il timbro postale era apposto su un foglio separato e non formava un 'corpo unico' con il documento contrattuale. La Cassazione ha confermato che la valutazione di tale prova è di competenza esclusiva del giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, ribadendo il principio secondo cui la certezza della data richiede che la scrittura e il foglio con il timbro costituiscano un unico documento.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla decreto
Una società creditrice si è vista ammettere solo parzialmente il proprio credito nel fallimento di un'altra impresa. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale per motivazione apparente, poiché il giudice di merito non aveva spiegato le ragioni per cui aveva ignorato una scrittura privata che provava un debito maggiore. Il caso è stato rinviato per una nuova e completa valutazione.
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Risoluzione contratto fallimento: competenza del giudice
Un committente si opponeva all'esclusione dal passivo fallimentare di un credito per danni da inadempimento contrattuale. La Cassazione, di fronte alla questione sulla competenza tra giudice ordinario e fallimentare per la risoluzione contratto fallimento, ha rinviato la decisione a un'udienza pubblica per un esame congiunto con casi analoghi, data la rilevanza della questione.
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Data certa fallimento: obbligo di contraddittorio
Una società finanziaria si opponeva all'esclusione di un credito dallo stato passivo di un fallimento. Il Tribunale rigettava la domanda rilevando d'ufficio la mancanza di data certa dei documenti prodotti. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene il giudice possa sollevare d'ufficio la questione della data certa nel fallimento, ha l'obbligo di sottoporla preventivamente alle parti per garantire il diritto di difesa. Di conseguenza, ha annullato la decisione e rinviato il caso per un nuovo esame.
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Inquadramento autista soccorritore: la Cassazione decide
Una lavoratrice, assunta come autista ma di fatto operante come "autista soccorritore", ha richiesto le differenze retributive. La Cassazione, con Ordinanza 7759/2024, ha chiarito che l'inquadramento autista soccorritore in un'area superiore è corretto se le mansioni svolte sono integrate nel servizio sanitario, distinguendosi dal mero ruolo di autista. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Prededucibilità crediti concordato: la Cassazione riesamina
Un ente fiscale ha impugnato la decisione di un tribunale che negava la prededucibilità ai crediti sorti dopo l'omologazione di un concordato preventivo, poi sfociato in fallimento. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di tale rilevanza da rimetterla alla pubblica udienza. L'obiettivo è riesaminare l'orientamento consolidato sulla prededucibilità crediti concordato alla luce dei più recenti principi, in particolare quelli sulla 'funzionalità' del credito rispetto alla procedura concorsuale.
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Privilegio studio associato: Cassazione rinvia il caso
Uno studio professionale associato ha richiesto l'ammissione privilegiata di un proprio credito nel passivo di un fallimento, ma il Tribunale ha concesso solo l'ammissione in via chirografaria. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non ha deciso il merito ma ha rinviato la causa a pubblica udienza, ritenendo necessario approfondire la questione giuridica su quando spetti il privilegio allo studio associato, in particolare sul requisito della 'pertinenza' del credito al singolo professionista che ha svolto la prestazione.
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Credito prededucibile: quando le spese non spettano
Una società di trasporti ha richiesto l'ammissione di un credito prededucibile per le spese di recupero di propri vagoni dalla sede di un'azienda fallita. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che i costi derivanti da una scelta discrezionale del creditore, e non da un'azione diretta della curatela, non costituiscono un credito prededucibile. Tali spese, originate dall'inadempimento della società poi fallita, avrebbero potuto al massimo essere ammesse come credito chirografario, domanda che però non è stata correttamente formulata.
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Privilegio studio associato: la Cassazione fa chiarezza
In un caso riguardante la richiesta di ammissione privilegiata di un credito professionale da parte di uno studio associato, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Pur ribadendo il principio secondo cui il privilegio è legato alla prestazione personale, la Corte ha ritenuto necessario un approfondimento in pubblica udienza sul significato del requisito della "pertinenza del credito" al singolo professionista, sospendendo la decisione finale per chiarire questo aspetto cruciale per il riconoscimento del privilegio studio associato.
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Danno da occupazione illegittima: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7553/2024, ha affrontato il caso di un danno da occupazione illegittima di un immobile. Una curatela fallimentare contestava la condanna al risarcimento in favore della proprietaria dell'immobile, occupato da beni mobili del soggetto fallito dopo la risoluzione del contratto di locazione. La Corte ha rigettato il ricorso, qualificando la responsabilità come extracontrattuale e non contrattuale. Ha inoltre stabilito che, per ottenere il risarcimento, il proprietario deve allegare la concreta possibilità di sfruttamento economico del bene persa a causa dell'occupazione, non essendo sufficiente la mera indisponibilità. Il valore locativo del bene è stato ritenuto un criterio valido per la liquidazione del danno.
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