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Art. 97 Costituzione — Anno 2025

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663 provvedimenti

Altri anni per Art. 97 Costituzione

IMU immobili abusivi: la Cassazione fa il punto
Una società ha impugnato un avviso di accertamento IMU relativo a immobili abusivi, oggetto di ordine di demolizione e acquisizione da parte del Comune. I giudici di merito hanno confermato la tassazione, ritenendo decisiva l'iscrizione al catasto. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la particolare rilevanza della questione su IMU e immobili abusivi, rinviando il caso a una pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza ancora decidere nel merito.
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Compenso doppio incarico: il limite del 25% è valido
La Corte di Cassazione ha stabilito che il limite al compenso per un doppio incarico pubblico, fissato al 25% del trattamento economico previsto, si applica anche alla carica di Presidente di un ente di ricerca. Secondo la Corte, questa posizione rientra nella nozione ampia di "funzioni direttive o equiparate", in linea con l'obiettivo della norma di contenere la spesa pubblica. La sentenza respinge il ricorso di un professore universitario che, nominato Presidente, si era visto decurtare il compenso e ne chiedeva il pagamento integrale.
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Risarcimento contratti a termine: quando è dovuto?
L'appello di un'agenzia pubblica contro una sentenza che concedeva il risarcimento per contratti a termine abusivi a una dipendente è stato respinto. La Corte di Cassazione ha stabilito che una successiva assunzione a tempo indeterminato non elimina il diritto al risarcimento se non è una misura direttamente volta a sanare il precariato. Ha inoltre confermato il diritto alla ricostruzione della carriera, affermando che diverse modalità di assunzione non possono giustificare un trattamento discriminatorio.
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Definizione agevolata sanzioni: come si calcola?
Un professionista, sottoposto a controllo fiscale per redditi non dichiarati e costi indeducibili, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini del calcolo dell'importo dovuto per la definizione agevolata sanzioni, si devono scomputare tutte le somme già versate dal contribuente, incluse quelle pagate a titolo di sanzioni in misura ridotta. L'accoglimento del ricorso sul diniego di condono ha comportato l'estinzione del giudizio principale.
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Indennità sostitutiva: no a stipendio superiore
La Corte di Cassazione ha stabilito che un dirigente del settore pubblico che svolge un incarico provvisorio di sostituzione, anche per un periodo molto lungo come quindici anni, non ha diritto alla retribuzione superiore corrispondente all'incarico, ma solo alla specifica indennità sostitutiva prevista dal contratto collettivo. Secondo la Corte, per la dirigenza pubblica non si applica la disciplina generale sulle mansioni superiori, e il superamento dei termini massimi di sostituzione non modifica questo principio.
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Onere della prova: la Cassazione sul lavoro subordinato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22424/2025, ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori del settore scolastico. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'onere della prova per dimostrare la natura subordinata di un rapporto di lavoro, formalmente qualificato come collaborazione, spetta interamente al lavoratore. In questo caso, i ricorrenti non hanno fornito prove sufficienti, come i contratti o testimonianze, per sostenere la loro tesi, portando così alla reiezione delle loro domande risarcitorie precedentemente accolte in primo grado.
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Ripetizione indebito PA: stipendi da restituire
La Corte di Cassazione ha stabilito che i dipendenti pubblici devono restituire gli aumenti di stipendio ricevuti a seguito di una promozione poi rivelatasi illegittima. La sentenza chiarisce che la Pubblica Amministrazione ha il dovere di agire per la ripetizione indebito, e la buona fede del lavoratore non è sufficiente a impedire la restituzione delle somme. Il principio si applica anche se il dipendente ha percepito gli emolumenti per anni, poiché l'atto di promozione nullo non può creare una posizione giuridica consolidata.
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Conflitto di giudicati: quale sentenza prevale?
Una dipendente pubblica, prima promossa e poi retrocessa a seguito dell'annullamento di una graduatoria da parte di una prima sentenza definitiva, aveva ottenuto ragione in appello sulla base di una seconda sentenza, successiva, che invece riteneva legittima la stessa graduatoria. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, chiarendo che non sussiste un vero conflitto di giudicati. La prima sentenza, di natura 'costitutiva', aveva modificato la realtà giuridica annullando la graduatoria. La seconda sentenza, quindi, si è pronunciata su un atto che non esisteva più, risultando inefficace.
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Delega di firma: nullo l’avviso se non è provata
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento notificato a un contribuente, socio di una società estinta. La decisione si fonda su un principio cruciale: se il contribuente contesta la firma sull'atto, spetta all'Amministrazione Finanziaria dimostrare la legittimità del potere del funzionario che ha firmato, producendo la relativa delega di firma. La mancata produzione di tale prova nei gradi di merito del giudizio determina la nullità insanabile dell'atto impositivo.
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Responsabilità PA per ritardo: il caso del danno
Un'ordinanza della Corte di Cassazione esamina il caso di un imprenditore che ha subito danni economici a causa del ritardo di un consorzio pubblico nel ripristinare una strada sopraelevata. La Corte, riconoscendo la complessità della questione sulla responsabilità pubblica amministrazione per omissione e ritardo, ha deciso di rinviare la causa a una pubblica udienza per un approfondimento, senza ancora decidere nel merito. La vicenda mette in luce i confini della responsabilità da custodia (art. 2051 c.c.) e per fatto illecito (art. 2043 c.c.) in capo agli enti pubblici.
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Conflitto di giudicati: quale sentenza prevale?
La Corte di Cassazione affronta un complesso caso di conflitto di giudicati. Un dipendente pubblico, retrocesso a seguito dell'annullamento di una graduatoria da parte di una prima sentenza definitiva, si opponeva invocando una seconda sentenza, successiva, che invece riteneva legittima la stessa graduatoria. La Suprema Corte ha stabilito che la prima sentenza, avendo natura costitutiva (cioè ha annullato e quindi modificato la realtà giuridica), prevale. La seconda sentenza, sebbene posteriore, ha deciso su una graduatoria che non esisteva più, risultando quindi inefficace. Non si configura, pertanto, un vero conflitto di giudicati.
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Accertamento analitico-induttivo e antieconomicità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21953/2025, ha confermato la legittimità di un accertamento analitico-induttivo a carico di una società di ristorazione la cui contabilità, seppur formalmente regolare, mostrava una grave antieconomicità. L'appello della società è stato rigettato perché non ha saputo giustificare i risultati palesemente incongrui. La Corte ha ribadito che in tali casi l'onere di provare la correttezza delle dichiarazioni spetta al contribuente e che la violazione del contraddittorio preventivo deve essere eccepita dimostrando quali difese concrete sarebbero state fatte valere.
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Autorizzazione unica: il potere della Regione
Un Comune ha contestato una autorizzazione unica rilasciata da una Regione per un impianto idroelettrico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il provvedimento era legittimo. Decisivo è stato un sopralluogo congiunto con la Soprintendenza, che ha accertato l'assenza di valore monumentale delle opere interessate, superando così i dubbi iniziali sulla tutela culturale.
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Rendita catastale impianti eolici: la torre è esclusa
Una società energetica ha contestato l'inclusione delle torri eoliche nel calcolo della rendita catastale impianti eolici. Durante il ricorso in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela i propri accertamenti. Di conseguenza, la società ha rinunciato al ricorso e la Corte ha dichiarato estinto il giudizio, confermando di fatto l'esclusione delle torri dal calcolo della rendita.
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Concessione idroelettrica: la decisione della Cassazione
Una società ha impugnato l'assegnazione di una concessione idroelettrica a un concorrente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della procedura amministrativa seguita dalla Provincia. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato giurisdizionale sulla discrezionalità tecnica della P.A. nella valutazione comparativa dei progetti, basata su criteri come il miglior utilizzo della risorsa idrica e l'impatto ambientale. Inoltre, ha negato il risarcimento del danno da ritardo procedurale, ribadendo la necessità di una prognosi favorevole sull'esito della richiesta.
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Società di comodo: interpello non obbligatorio
Una società alberghiera, considerata 'società di comodo' per insufficienti ricavi, si è vista accogliere il ricorso dalla Corte di Cassazione. I giudici hanno annullato la decisione di merito per 'motivazione apparente' e hanno ribadito un principio fondamentale: l'interpello disapplicativo non è un requisito obbligatorio per poter dimostrare in tribunale l'esistenza di cause oggettive che giustificano la non operatività, garantendo così la piena tutela giurisdizionale del contribuente.
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Efficacia classamento catastale: la Cassazione decide
Un Comune ha contestato la retroattività di una variazione catastale richiesta da un Consorzio di Bonifica per ottenere l'esenzione IMU. La Corte di Cassazione ha stabilito che la modifica del classamento, se richiesta dal contribuente, non è retroattiva. L'efficacia del classamento catastale ai fini fiscali decorre dall'anno successivo alla variazione, salvo il caso di correzione di un errore palese dell'Ufficio. Pertanto, per l'annualità d'imposta in questione, vale la classificazione originaria.
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IMU Consorzi di Bonifica: la Cassazione decide
In un caso riguardante l'IMU Consorzi di Bonifica, la Corte di Cassazione ha stabilito due principi chiave. Primo, una variazione catastale richiesta dal contribuente non ha efficacia retroattiva ai fini fiscali. Secondo, il giudice di merito deve pronunciarsi specificamente sulla non imponibilità di beni come argini e canali destinati a funzioni pubbliche. La Corte ha cassato la sentenza precedente e rinviato la causa per un nuovo esame su questo specifico punto.
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Prescrizione rimborso fiscale: la Cassazione decide
Una società ha richiesto un rimborso fiscale per imposte versate in eccesso circa trent'anni prima. L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso eccependo la prescrizione. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria, stabilendo che la norma che le impediva di eccepire la prescrizione per vecchi crediti IRPEG e IRPEF (L. 350/2003) non è perpetua, ma ha una validità di dieci anni dalla sua entrata in vigore. Essendo la richiesta successiva a tale termine, la prescrizione del rimborso fiscale è stata correttamente applicata.
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Classamento catastale: ICI dovuta dai consorzi
Un consorzio di bonifica ha impugnato degli avvisi di accertamento ICI per gli anni 2009-2011, sostenendo che una variazione del classamento catastale ottenuta nel 2018 dovesse essere retroattiva e di non essere soggetto passivo del tributo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il nuovo classamento catastale non ha efficacia retroattiva e che i consorzi, in qualità di concessionari di beni demaniali, sono tenuti al pagamento dell'imposta, in linea con il diritto nazionale ed europeo.
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