LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 95 R.D. 267/1942

7 provvedimenti

Prescrizione presuntiva: il curatore può bloccare i crediti?
Un professionista ha richiesto l'ammissione al passivo del proprio compenso professionale per l'attività svolta a favore di una società prima del suo fallimento. Il curatore ha eccepito la prescrizione presuntiva triennale, sostenendo l'avvenuta estinzione del debito per decorso del termine di legge. Il giudice delegato e il tribunale hanno respinto le pretese del creditore. Il professionista ha proposto ricorso denunciando l'impossibilità di difendersi, mancando la facoltà di deferire il giuramento decisorio al curatore. La Prima Sezione Civile ha rilevato contrasti interpretativi insanabili sulla posizione del curatore e sull'efficacia delle sue dichiarazioni di ignoranza dei fatti. Di conseguenza, i giudici hanno rimesso la questione alle Sezioni Unite per chiarire l'operatività della prescrizione presuntiva nelle procedure concorsuali.
Continua »
Sequestro preventivo e fallimento: fondi resi ai creditori
La vicenda riguarda il rapporto tra sequestro preventivo e fallimento dopo il blocco di somme destinate a una società per presunta frode in pubbliche forniture. Dopo il fallimento dell'ente, il curatore ha chiesto la restituzione del denaro bloccato per soddisfare i creditori in buona fede ammessi allo stato passivo. I giudici territoriali hanno negato lo svincolo ritenendo prevalenti le esigenze penali di confisca rispetto a quelle concorsuali. La Corte di Cassazione ha invece annullato il diniego senza rinvio. I giudici di legittimità hanno ordinato l'immediata restituzione del denaro alla curatela fallimentare, poiché il giudice penale non può limitarsi a motivazioni generiche sul pericolo di dispersione, ma deve bilanciare la tutela penale con i diritti accertati dei creditori terzi estranei al reato.
Continua »
Risoluzione del contratto e fallimento: l’appello prosegue
Una società venditrice chiede la risoluzione del contratto e fallimento della società acquirente inadempiente, con restituzione degli immobili e risarcimento danni. Il Tribunale respinge le domande e la venditrice propone appello. Durante la fase d'appello sopravviene il fallimento della società acquirente. La Corte d'Appello dichiara il giudizio improcedibile, ritenendo che ogni pretesa debba essere trasferita davanti al giudice delegato al fallimento. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e accoglie il ricorso della società venditrice. I giudici chiariscono che, se il Tribunale si è già pronunciato prima della dichiarazione di fallimento con una sentenza non ancora definitiva, l'appello in sede ordinaria può proseguire contro la curatela. Questo evita che la prima pronuncia sfavorevole diventi definitiva. La causa torna quindi in Corte d'Appello per la decisione nel merito.
Continua »
Abusiva concessione del credito: stop all’ammissione al passivo
Una società cessionaria di crediti bancari chiedeva l'ammissione al passivo fallimentare di una società per oltre quattro milioni di euro con prelazione pignoratizia. La curatela contestava l'ammissione eccependo la nullità dei contratti per abusiva concessione del credito da parte della banca originaria, che aveva finanziato l'impresa nonostante una conclamata insolvenza. Il tribunale ammetteva il debito solo in chirografo, ritenendo impossibile accertare l'illecito bancario senza la presenza in giudizio dell'istituto di credito. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso incidentale del fallimento. I giudici di legittimità hanno chiarito che il tribunale fallimentare ha il pieno dovere di verificare anche in via incidentale, tramite indizi gravi, precisi e concordanti, l'eventuale condotta illecita dell'istituto finanziatore.
Continua »
Opposizione allo stato passivo: il riacquisto crediti non è domanda nuova
Una banca chiede l'ammissione al passivo di un fallimento per crediti derivanti da mutui. Il curatore rifiuta perché la banca aveva precedentemente ceduto i crediti in blocco a un'altra società. La banca propone opposizione allo stato passivo, dimostrando di aver riacquistato i crediti prima del fallimento. Il Tribunale dichiara inammissibile l'opposizione, ritenendo che il riacquisto costituisca una domanda nuova. La Cassazione accoglie il ricorso della banca: dimostrare il riacquisto del credito non costituisce una domanda nuova, ma rappresenta una semplice precisazione di una circostanza già esistente al momento della domanda di ammissione. Di conseguenza, la banca ha il diritto di far valere la propria legittimazione attiva.
Continua »
Ammissione al passivo: l’appello prosegue senza blocchi
L'Istituto Previdenziale ha richiesto il pagamento di crediti a una grande azienda metallurgica. Successivamente alla sentenza di primo grado, l'azienda è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria. La Corte d'Appello ha dichiarato improseguibile la causa, ritenendo che l'ente dovesse ripresentare la domanda di ammissione al passivo davanti al tribunale fallimentare. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno stabilito che, in caso di amministrazione straordinaria, se esiste già una sentenza di primo grado non ancora definitiva, il giudizio d'appello deve proseguire nelle forme ordinarie. La sentenza precedente è opponibile alla procedura concorsuale e spetta al commissario o al creditore impugnarla per evitarne il passaggio in giudicato.
Continua »
Prescrizione crediti: No al giuramento in confisca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46099 del 2023, ha affrontato il tema della prescrizione crediti professionali nel contesto delle misure di prevenzione. Due professionisti si sono visti rigettare la richiesta di ammissione del loro credito verso beni confiscati a causa della prescrizione presuntiva. La Corte ha stabilito che, data la natura pubblicistica del procedimento, il giudice può rilevare d'ufficio la prescrizione e che il creditore non può utilizzare il giuramento decisorio per superarla. Infine, ha ribadito che il semplice invio di preavvisi di parcella non interrompe la prescrizione.
Continua »