LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 936 Codice Civile

Pagina 6 di 7

126 provvedimenti

Doppia Conforme: Quando il ricorso in Cassazione è fermo
Una società conserviera ricorre in Cassazione contro una società edile per la proprietà di un immobile. Il ricorso è dichiarato inammissibile per il principio della doppia conforme, poiché sia il Tribunale che la Corte d'Appello avevano deciso nello stesso modo, confermando la proprietà della società edile.
Continua »
Abuso edilizio: chi demolisce? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di abuso edilizio relativo all'ampliamento non autorizzato di un'abitazione. I ricorsi degli imputati, basati sulla prescrizione del reato e sulla presunta estraneità ai fatti, sono stati respinti. La Corte ha chiarito che il reato edilizio si considera in corso fino alla completa ultimazione dei lavori, comprese le rifiniture. Inoltre, ha ribadito che la qualifica di 'committente' non spetta solo al proprietario, ma a chiunque abbia la disponibilità materiale del bene e un interesse diretto all'opera, giustificando così l'ordine di demolizione come condizione per la sospensione della pena.
Continua »
Opere su suolo altrui: la Cassazione sulla demolizione
Una società edile costruiva su un terreno basandosi su un contratto preliminare, pur essendo a conoscenza di una disputa sulla proprietà dello stesso. Una volta accertati giudizialmente i legittimi proprietari, questi hanno chiesto la demolizione. La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di rimozione delle opere su suolo altrui, negando la buona fede della società costruttrice in quanto consapevole del contenzioso esistente.
Continua »
Acquisizione sanante: calcolo indennizzo e prescrizione
La Corte di Cassazione interviene su un caso di acquisizione sanante di un terreno illegittimamente occupato da un Comune. La sentenza chiarisce due punti fondamentali: primo, il diritto al risarcimento per l'occupazione pregressa si prescrive in cinque anni, decorrenti da ogni singola annualità. Secondo, nel calcolare l'indennizzo per il valore del bene, non si può sottrarre il costo di demolizione dell'opera pubblica abusivamente realizzata, per non penalizzare ingiustamente il proprietario espropriato.
Continua »
Rimborso IVA beni strumentali: la Cassazione decide
Una società energetica si vede negare il rimborso IVA beni strumentali per un impianto costruito su terreno altrui. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che la proprietà non è un requisito essenziale. Ciò che conta per il rimborso è la strumentalità del bene per l'attività d'impresa, anche se detenuto in leasing o con altro diritto personale di godimento.
Continua »
Usucapione suolo pubblico: no a diritto di superficie
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13129/2025, ha stabilito che non è possibile acquisire per usucapione il diritto di superficie su un suolo pubblico. Nel caso esaminato, una società aveva costruito su un terreno acquistato nel 1984, il cui atto di vendita era stato poi dichiarato inefficace. La Corte ha rigettato la richiesta della società, negando sia l'usucapione abbreviata, data la natura demaniale del bene, sia il diritto all'indennizzo per le opere realizzate, poiché la società non poteva essere considerata in buona fede, essendo a conoscenza della natura pubblica del terreno indicata nell'atto di acquisto.
Continua »
Responsabilità dei magistrati: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la responsabilità dei magistrati. Il caso nasce da una lunga disputa su un immobile costruito decenni fa. Il ricorrente lamentava la colpa grave dei giudici per il mancato riconoscimento di un'indennità. La Corte ha stabilito che l'attività di interpretazione della legge e valutazione dei fatti da parte dei giudici è protetta da una clausola di salvaguardia e che il ricorso tentava impropriamente di riesaminare questioni già decise, non criticando le specifiche motivazioni della sentenza d'appello.
Continua »
Indennità per miglioramenti: quando sorge il diritto?
Un acquirente migliora un fondo agricolo costruendo una villa, ma un vicino esercita con successo il diritto di riscatto agrario. L'acquirente chiede un'indennità per miglioramenti. La Corte d'Appello nega la richiesta per mancanza di interesse attuale, dato che il bene non era stato ancora restituito. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, affermando che il diritto all'indennità può essere accertato in giudizio anche prima della restituzione del bene, in base al principio di economia processuale e all'ammissibilità di sentenze condizionate a eventi futuri. Il caso viene rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Indennità per accessione: il diritto non si nega
Un promissario acquirente costruisce un immobile su un terreno in base a un contratto preliminare, successivamente risolto per suo inadempimento. La Corte di Cassazione stabilisce che il suo diritto a ricevere un'indennità per accessione sussiste anche se non ha fornito prova completa dei costi sostenuti. Il giudice ha il potere-dovere di quantificare l'indennizzo, non potendo rigettare la domanda solo per mancata prova del 'quantum'.
Continua »
Divisione ereditaria: valore immobile con opere di terzi
In una causa di scioglimento di comunione tra fratelli relativa a un terreno su cui un terzo (il padre) aveva edificato un canile, la Cassazione ha stabilito un principio fondamentale per la divisione ereditaria. Il valore del bene da dividere, e di conseguenza l'importo del conguaglio spettante al condividente non assegnatario, deve essere calcolato con riferimento al valore del terreno senza considerare l'edificio. Includere il valore dell'opera costruita dal terzo comporterebbe un ingiusto arricchimento per il non assegnatario e un doppio onere per l'assegnatario, che dovrebbe pagare sia il conguaglio maggiorato sia l'indennità al terzo costruttore.
Continua »
Litisconsorzio necessario: tutti i condòmini in giudizio
Una società immobiliare ha citato in giudizio un condominio per la proprietà e la restituzione di un muro. La Corte di Cassazione ha annullato le sentenze precedenti perché non tutti i singoli condòmini erano stati inclusi nel processo. La Corte ha chiarito che in caso di azioni reali che incidono sui diritti di proprietà dei singoli, vige il principio del litisconsorzio necessario, rendendo indispensabile la partecipazione di tutti i comproprietari.
Continua »
Improcedibilità ricorso Cassazione: errore fatale
Un caso di improcedibilità del ricorso per Cassazione a causa del deposito tardivo della sentenza impugnata. Nonostante le pretese su una simulazione immobiliare, l'appello è stato respinto per un vizio procedurale, con gravi conseguenze economiche per il ricorrente.
Continua »
Prescrizione accessione invertita: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sulla prescrizione accessione invertita, stabilendo che l'occupazione di una porzione di fondo altrui con una costruzione costituisce un illecito istantaneo ad effetti permanenti. Di conseguenza, il termine di prescrizione decennale per richiedere l'indennità decorre dal momento in cui l'opera è stata ultimata, e non dall'inizio dell'occupazione. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente qualificato l'illecito come permanente, rinviando la causa per un nuovo esame sulla data di completamento della costruzione.
Continua »
Acquisizione sanante: valore al decreto non all’occupazione
Una società contesta l'indennizzo per un'acquisizione sanante di un terreno. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: il valore venale dell'immobile deve essere calcolato alla data del provvedimento di acquisizione e non a quella dell'originaria occupazione illegittima. La decisione della Corte d'Appello, che aveva utilizzato un valore storico, è stata annullata perché l'acquisizione sanante ha efficacia non retroattiva.
Continua »
Giudicato sulla giurisdizione: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudicato sulla giurisdizione formatosi su un'ordinanza che decide la competenza del giudice ordinario si estende anche ai presupposti di fatto e di diritto che ne costituiscono il fondamento. Nel caso di specie, una precedente ordinanza non impugnata aveva escluso l'esistenza di un'espropriazione, rendendo tale circostanza non più riesaminabile nelle fasi successive del giudizio. La Corte ha inoltre ribadito che l'azione legale per la tutela di un bene ereditario costituisce accettazione tacita dell'eredità.
Continua »
Arricchimento senza causa: quando non è ammissibile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un uomo che, dopo la fine di una lunga convivenza, chiedeva alla ex partner il rimborso di ingenti finanziamenti. Poiché la domanda principale è stata respinta per carenza di prove, la Corte ha dichiarato inammissibile l'azione subordinata di arricchimento senza causa, confermando che tale rimedio non può servire a sopperire a un fallimento probatorio.
Continua »
Omessa pronuncia e usucapione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per omessa pronuncia. Il caso riguarda una richiesta di usucapione avanzata da un privato contro due distinte società. I giudici di secondo grado avevano rigettato la domanda basandosi su un rapporto di tolleranza derivante da legami familiari e societari con una delle due società, omettendo però di valutare la posizione processuale dell'altra, che invece aveva ammesso l'avvenuta usucapione. La Cassazione ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame limitatamente a questo specifico rapporto giuridico.
Continua »
Accessione su suolo comune: la guida della Cassazione
Una recente sentenza della Corte di Cassazione chiarisce il principio dell'accessione su suolo comune in un caso di divisione ereditaria. Alcuni coeredi avevano costruito degli immobili su un cortile comune. La Corte d'Appello aveva escluso il diritto al conguaglio per gli altri coeredi, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che la costruzione su terreno comune diventa proprietà di tutti i coeredi per accessione e il suo valore deve essere considerato nella divisione, garantendo un giusto compenso a chi non riceve una quota fisica del bene.
Continua »
Occupazione sine titulo: restituzione del terreno
Un proprietario ha citato in giudizio un Condominio e un Comune per l'occupazione sine titulo di un suo terreno. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'autorizzazione a costruire del Comune non giustifica la violazione della proprietà privata e che il Condominio è tenuto alla restituzione della porzione di suolo illecitamente occupata, indipendentemente da un precedente risarcimento ottenuto dal proprietario nei confronti del Comune per un'altra opera.
Continua »
Azione arricchimento: no, se c’è un contratto
Un'impresa edile, non pagata dalla società committente fallita, ha agito contro la proprietaria del terreno su cui era stata costruita una villetta. La Corte di Cassazione ha negato il diritto al pagamento, escludendo sia l'applicazione delle norme sull'accessione (art. 936 c.c.) sia l'azione di arricchimento (art. 2041 c.c.). La sentenza chiarisce che l'esistenza di un contratto di appalto e di altri rimedi legali, come le garanzie personali, impedisce al costruttore di rivalersi sul proprietario del fondo, anche se quest'ultimo si è avvantaggiato dell'opera.
Continua »