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Art. 91 Codice Civile

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Ispezione Giudiziale: Amministratore bloccato dalla Cassazione
Il Collegio Sindacale di un'Azienda, sospettando gravi irregolarità nella gestione delle società controllate in Brasile, si rivolge al Tribunale per ottenere un'ispezione giudiziale ex art. 2409 c.c. Il Tribunale accoglie la richiesta. L'Amministratore si oppone e ricorre fino in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: l'ordinanza che dispone l'ispezione non è un provvedimento definitivo che decide su un diritto (non ha carattere 'decisorio'), ma un atto di gestione e controllo. Di conseguenza, non può essere impugnato in Cassazione, se non per la parte relativa alla condanna alle spese. L'Amministratore perde e l'ispezione si farà.
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Giudizio estinto e liquidazione delle spese processuali negate
In una controversia relativa a un immobile concesso in comodato, il Tribunale si dichiarava territorialmente incompetente omettendo la liquidazione delle spese processuali. Contro tale ordinanza, una parte proponeva regolamento di competenza in Cassazione, mentre l'altra appellava l'omessa pronuncia economica. La Suprema Corte accoglieva il regolamento, confermando la competenza del primo giudice. Di conseguenza, la Corte d'Appello dichiarava venuto meno l'oggetto del proprio giudizio, ma ometteva di provvedere sui costi di quella specifica fase, rimettendoli al giudice di primo grado. La Cassazione ha annullato tale decisione, ribadendo che il giudice che chiude il processo davanti a sé è sempre tenuto a regolarne gli oneri economici in base al principio di soccombenza, senza poter delegare tale compito al magistrato del giudizio riassunto.
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Abuso contratti a termine: risarcimento docenti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10455/2024, ha stabilito un importante principio in materia di abuso contratti a termine nel settore scolastico. La Suprema Corte ha chiarito che la disciplina speciale per i docenti di religione impedisce l'applicazione delle sanatorie previste dalla legge sulla 'Buona Scuola' (L. 107/2015). Di conseguenza, la reiterazione illegittima di contratti a tempo determinato dà sempre diritto al risarcimento del danno, anche qualora il docente venga successivamente assunto a tempo indeterminato tramite concorso. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva negato il risarcimento, è stata annullata con rinvio.
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Prescrizione intervento adesivo: la Cassazione decide
La Cassazione affronta il tema della prescrizione in caso di intervento adesivo autonomo. L'ordinanza stabilisce che l'eccezione di prescrizione, sollevata contro l'attore principale, deve essere specificamente riproposta contro il terzo interveniente nel primo atto difensivo utile. Un generico rinvio agli atti precedenti non è sufficiente. La Corte cassa con rinvio la decisione d'appello che aveva erroneamente esteso l'eccezione, mentre dichiara inammissibili altri ricorsi basati su questioni già consolidate in giurisprudenza.
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Interessi moratori avvocato: la guida completa
La Corte di Cassazione interviene su un caso di opposizione a decreto ingiuntivo per compensi professionali. La sentenza di merito è stata cassata perché il Tribunale aveva errato nel calcolare il saldo dovuto all'avvocato e, soprattutto, aveva negato l'applicazione degli interessi moratori speciali previsti dal D.Lgs. 231/2002. La Suprema Corte ha ribadito che la prestazione d'opera professionale rientra nelle transazioni commerciali, dando diritto agli interessi moratori avvocato in misura superiore a quella legale in caso di ritardato pagamento.
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Responsabilità amministratore: dovere di agire
Un consigliere non esecutivo di una banca, sanzionato dall'Autorità di Vigilanza per 90.000 euro a causa di carenze gestionali, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la natura penale delle sanzioni, la violazione dei diritti procedurali e una sua presunta responsabilità limitata. La Corte ha respinto il ricorso, confermando la natura amministrativa delle sanzioni e sottolineando il principio del "dovere di agire informati". Ha stabilito che anche i consiglieri non esecutivi hanno una responsabilità attiva nel supervisionare, informarsi e intervenire, condividendo la responsabilità collettiva del consiglio di amministrazione.
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Usucapione servitù: quando la prova non basta
Un proprietario immobiliare ha rivendicato una servitù di passaggio su un fondo confinante per usucapione. Tuttavia, la sua richiesta è stata respinta sia in primo grado che in appello a causa della mancanza di prove concrete del possesso continuato per vent'anni e dell'assenza di opere visibili necessarie per la costituzione di una servitù per 'destinazione del padre di famiglia'. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non può riesaminare i fatti del caso, ma solo verificare la corretta applicazione della legge.
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Spese accertamento tecnico preventivo: quando si ha diritto
Un proprietario, coinvolto in un accertamento tecnico preventivo (ATP) per infiltrazioni e risultato estraneo ai fatti, ha citato in giudizio la controparte per ottenere il rimborso delle spese legali e tecniche sostenute. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, specificando che le spese dell'accertamento tecnico preventivo non possono essere recuperate con un'azione autonoma per danni. Esse possono essere liquidate solo nel successivo giudizio di merito, a condizione che vi sia un nesso di strumentalità, ovvero che l'ATP sia stato propedeutico a quella specifica causa.
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Assegno ad personam: cosa include dopo il trasferimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20955/2024, ha chiarito la composizione dell'assegno ad personam per i dipendenti pubblici trasferiti da una società statale a un Ministero. La Corte ha stabilito che le indennità di funzione, di rischio e il premio di produzione, se corrisposti con continuità, devono essere inclusi nell'assegno per garantire la parità di trattamento economico. Ha invece escluso il controvalore della polizza sanitaria, poiché la sua funzione è sostituita dal sistema assistenziale dell'ente di destinazione. La decisione si fonda sul principio della continuità sostanziale della retribuzione, prevalendo sulla classificazione formale delle singole voci.
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Risoluzione del contratto: non basta un piccolo errore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12842/2024, ha stabilito che non si può chiedere la risoluzione del contratto se l'inadempimento della controparte è di scarsa importanza. Nel caso specifico, un acquirente aveva versato un saldo leggermente inferiore al dovuto per un errore di calcolo sulle imposte. I giudici hanno respinto la richiesta di risoluzione del contratto avanzata dal venditore, evidenziando come quest'ultimo avesse agito contro la buona fede, intentando subito una causa invece di chiedere l'integrazione del pagamento.
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Indennità per occupazione: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32707/2024, chiarisce un importante principio in materia di lavori su fondi altrui. Un'impresa edile perde il proprio appello per un vizio di notifica, ma la Corte accoglie il ricorso di due condomini. Viene stabilito che l'indennità per occupazione, prevista dall'art. 843 c.c., spetta per il solo fatto che la proprietà privata sia stata temporaneamente occupata per lavori necessari, senza che il proprietario debba dimostrare un danno economico ulteriore. La semplice preclusione della facoltà di uso del fondo è sufficiente a giustificare la compensazione.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione conferma
Una contribuente ha impugnato delle cartelle esattoriali sostenendo la prescrizione quinquennale del debito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando il suo orientamento consolidato: la prescrizione crediti erariali segue il termine ordinario di dieci anni, poiché il debito d'imposta non costituisce una prestazione periodica. I motivi relativi a vizi di notifica sono stati giudicati inammissibili.
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Servitù di passo: la porta non basta per l’usucapione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un proprietario che chiedeva il riconoscimento di una servitù di passo per usucapione sul fondo del vicino. Secondo la Corte, la sola esistenza di una porta che si affaccia sulla proprietà altrui non è sufficiente a dimostrare l'esercizio di un passaggio continuo per oltre vent'anni. Mentre tale apertura può costituire una servitù di veduta, per la servitù di passo è indispensabile fornire la prova concreta e incontrastata del transito, onere che nel caso di specie non è stato assolto dal ricorrente. La decisione conferma quindi quella della Corte d'Appello, ribadendo la netta distinzione tra le due tipologie di servitù e il rigoroso onere probatorio richiesto per l'usucapione.
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Liquidazione spese legali: Cassazione e minimi tariffari
Una società ha contestato la liquidazione delle spese legali effettuata da una Corte d'Appello, ritenendola inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la liquidazione spese legali deve inderogabilmente rispettare i parametri ministeriali. La Corte ha quindi annullato la decisione e ricalcolato i compensi dovuti al difensore, riaffermando il principio della congruità delle tariffe professionali.
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Sanzione disciplinare docente: chi è competente?
Un docente ha impugnato una sanzione disciplinare di sospensione di due giorni irrogata dal dirigente scolastico, sostenendone l'incompetenza. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per una sanzione disciplinare docente, la competenza a procedere non si valuta sulla base della sanzione concretamente inflitta, ma sulla base della sanzione massima prevista dalla legge per quella tipologia di infrazione. Poiché per i docenti la sospensione può arrivare fino a un mese, la competenza spetta all'Ufficio per i Procedimenti Disciplinari (UPD) e non al dirigente scolastico.
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