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art. 85-bis d.P.R. 309/90

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47 provvedimenti

Confisca e patteggiamento: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca di somme di denaro disposta in sede di patteggiamento per il reato di detenzione di ingenti quantità di cocaina. Il ricorrente contestava l'assenza di un nesso tra la mera detenzione e il denaro, ma la Corte ha rilevato che la misura era giustificata dall'ammissione del soggetto di dedicarsi al commercio di stupefacenti dopo la perdita del lavoro. La decisione chiarisce che la confisca è ricorribile solo per vizi di motivazione o illegalità della misura.
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Sequestro preventivo: quando il denaro è sproporzionato
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di circa centomila euro rinvenuti nell'abitazione di un soggetto indagato per spaccio di stupefacenti. La difesa contestava la mancanza di nesso tra la somma e una singola cessione di modesta entità, ma i giudici hanno ritenuto legittima la misura basandosi sulla sproporzione tra il denaro e i redditi dichiarati, oltre che sul ritrovamento di agende con contabilità illecita e sulle modalità di occultamento del contante.
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Traffico di stupefacenti: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico di stupefacenti a carico di un soggetto trovato in possesso di circa 150 grammi di eroina. Nonostante la difesa sostenesse l'inconsapevolezza del trasporto, il tentativo di occultare la sostanza alla vista delle autorità ha provato il dolo. La Corte ha negato la qualificazione di lieve entità e l'attenuante della collaborazione, poiché le informazioni fornite erano generiche e non utili. È stata inoltre confermata la confisca del denaro per sproporzione rispetto al reddito e la misura dell'espulsione.
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Lieve entità e spaccio: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti, escludendo l'ipotesi di lieve entità nonostante la difesa sostenesse la natura di piccolo spaccio da strada. La decisione si fonda sulla quantità di principio attivo (oltre 120 dosi medie) e sulla suddivisione in 151 ovuli, elementi che indicano un inserimento stabile nel mercato illecito. La Corte ha inoltre legittimato la confisca di oltre 30.000 euro in contanti, ritenuti sproporzionati rispetto all'assenza di redditi leciti dell'imputato, ribadendo che per i reati di spaccio non lieve non è necessario provare il nesso diretto tra denaro e singola vendita.
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Lieve entità e confisca: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti, confermando l'esclusione della lieve entità. Il ricorrente aveva contestato la qualificazione del fatto e la confisca dei beni, ma la Suprema Corte ha rilevato che i motivi erano meramente riproduttivi di quanto già esaminato e respinto nei gradi di merito. La decisione ribadisce che, in presenza di una motivazione logica e puntuale del giudice di merito sulla gravità del fatto e sulla sproporzione patrimoniale, il sindacato di legittimità è precluso.
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Confisca allargata e sproporzione patrimoniale
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca allargata applicata a un soggetto condannato per traffico di stupefacenti. Nonostante l'applicazione della pena su richiesta delle parti, la misura patrimoniale è stata mantenuta su una somma di denaro ritenuta sproporzionata rispetto alle capacità reddituali dell'imputato. La Corte ha chiarito che, per questa tipologia di confisca, non è necessario dimostrare il nesso di pertinenzialità tra il denaro e lo specifico reato contestato, essendo sufficiente la mancata giustificazione della provenienza lecita dei beni in presenza di una condanna per reati gravi.
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Attenuanti generiche: la Cassazione chiarisce i limiti
Un uomo è stato condannato per possesso di un'ingente quantità di cocaina. Ha fatto ricorso in Cassazione chiedendo le attenuanti generiche in virtù della sua confessione e di altri elementi positivi della sua vita. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che un giudice può negare le attenuanti basandosi esclusivamente sulla gravità del reato, se questa è tale da superare ogni altro fattore favorevole all'imputato.
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Confisca profitto reato: limiti e nesso di causalità
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di una somma di denaro trovata in possesso di un imputato per spaccio, eccedente il corrispettivo della singola cessione contestata. La sentenza stabilisce che per procedere alla confisca del profitto del reato, è indispensabile un nesso di pertinenzialità diretto tra il denaro e il reato specifico per cui si procede, non essendo sufficiente il mero sospetto che provenga da altre attività illecite non contestate.
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Confisca del denaro: la Cassazione cambia rotta
Un individuo condannato per reati legati agli stupefacenti ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha respinto i motivi procedurali ma ha accolto quello relativo alla confisca del denaro. Citando un nuovo e fondamentale principio, la Corte ha stabilito che la confisca diretta del denaro richiede la prova rigorosa che la somma specifica sequestrata derivi dal reato, non essendo più sufficiente la sua natura fungibile. Di conseguenza, la confisca è stata annullata e la restituzione della somma ordinata.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento per spaccio di stupefacenti. La Corte ha ribadito che, in caso di patteggiamento, l'erronea qualificazione giuridica del fatto può essere contestata solo se l'errore è palese ed evidente dagli atti. Inoltre, ha confermato la legittimità della confisca del denaro ritenuto provento di spaccio, anche in assenza di una contestazione di cessione, qualificandola come confisca per sproporzione.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. L'imputato chiedeva la concessione delle attenuanti generiche, la riduzione della pena e la restituzione di una somma di denaro confiscata. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che le attenuanti generiche non possono essere concesse in assenza di elementi positivi che dimostrino un reale pentimento, come un corretto contegno processuale. Nel caso specifico, l'atteggiamento oppositivo e le dichiarazioni inverosimili dell'imputato hanno giustificato il diniego. Anche la confisca del denaro è stata ritenuta legittima per l'assenza di prove sulla sua lecita provenienza.
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Confisca per sproporzione: ricorso generico inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la confisca di una somma di denaro. Il motivo del ricorso è stato giudicato generico, in quanto si limitava a proporre una lettura alternativa dei fatti sulla provenienza lecita del bene, senza contestare vizi specifici della sentenza impugnata. La Corte ha ribadito che, ai fini della confisca per sproporzione in materia di stupefacenti, è sufficiente la condanna per il reato e la sproporzione tra il valore dei beni e il reddito dichiarato, senza che il ricorrente abbia fornito prova contraria adeguata.
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Inammissibilità ricorso penale: recidiva e confisca
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un imputato. La Corte ha ritenuto adeguate le motivazioni della Corte d'Appello sulla recidiva, basate sulla pericolosità sociale e l'omogeneità dei reati, e sulla confisca di somme sproporzionate rispetto al reddito.
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Confisca per sproporzione stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza che applicava la confisca per sproporzione per un reato di detenzione di stupefacenti di lieve entità. La Corte ha stabilito che la nuova normativa, che estende tale confisca a questo tipo di reato, si applica retroattivamente se la sentenza di primo grado è stata emessa dopo l'entrata in vigore della legge, consolidando così un importante principio sull'applicazione temporale delle norme penali.
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Sequestro per sproporzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo per un valore di 17 mila euro. Il provvedimento era stato emesso nei confronti di un indagato per traffico di stupefacenti, il quale presentava redditi molto bassi e non era in grado di giustificare la provenienza lecita della somma. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro per sproporzione, sottolineando che non è necessario un nesso di derivazione diretta tra il bene e il reato, essendo sufficiente la sproporzione tra il patrimonio e il reddito dichiarato e la mancanza di una giustificazione plausibile.
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Confisca di denaro: motivazione e patteggiamento
Un imputato, dopo aver concordato una pena (patteggiamento) per detenzione di stupefacenti, ha impugnato la sentenza lamentando la mancata motivazione sulla confisca di denaro sequestrato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che, nel contesto del patteggiamento, la motivazione sulla confisca di denaro può essere anche sintetica e desumibile dal capo di imputazione, se questo contiene già elementi sufficienti (come il rinvenimento di materiale per il confezionamento e dichiarazioni di acquirenti) a collegare la somma all'attività illecita.
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Confisca per sproporzione: sequestro su redditi bassi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata contro il sequestro di una somma di denaro. La difesa sosteneva la mancanza di un legame diretto tra il denaro e il reato di spaccio contestato. La Corte ha chiarito che il sequestro era legittimo non come profitto diretto del reato, ma come misura finalizzata alla confisca per sproporzione. Questa misura è applicabile quando vi è una palese sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, come nel caso di specie, rendendo irrilevante la prova del nesso di pertinenzialità diretto con il singolo episodio criminale.
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Confisca denaro stupefacenti: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello limitatamente alla confisca di una ingente somma di denaro trovata in possesso di un soggetto condannato per detenzione e spaccio di stupefacenti. La Suprema Corte ha stabilito che la confisca denaro stupefacenti è legittima solo per le somme che costituiscono il provento diretto e provato dei singoli episodi di cessione contestati, non potendosi presumere che l'intera somma derivi dall'attività illecita. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame sul punto.
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Ricorso inammissibile: Cassazione su droga e confisca
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una condanna per reati legati agli stupefacenti. L'appello, che mirava a una riqualificazione del fatto come di lieve entità e contestava la confisca di una somma di denaro, è stato respinto. La Corte ha ritenuto i motivi manifestamente infondati e ripetitivi, confermando la valutazione del giudice di merito basata sulla natura della sostanza (crack-cocaina), l'elevato principio attivo e la mancata giustificazione sulla provenienza del denaro.
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Confisca sproporzionata: il silenzio non giustifica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato contro la confisca di una cospicua somma di denaro. La decisione conferma la legittimità della confisca sproporzionata quando l'interessato non riesce a dimostrare la provenienza lecita dei beni, sproporzionati rispetto al proprio reddito. Il diritto al silenzio non è sufficiente a fornire tale giustificazione.
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