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Art. 83 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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102 provvedimenti

Altri anni per Art. 83 Codice di Procedura Civile

Distanze tra edifici: nuove regole Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che le distanze tra edifici si applicano anche a balconi e muri di contenimento artificiali. Nel caso analizzato, i giudici hanno però annullato la richiesta di risarcimento danni continuativa poiché il proprietario aveva venduto l'immobile durante il processo, limitando il diritto all'indennizzo al solo periodo di effettiva proprietà.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce l'uso del regolamento di competenza in un caso di estinzione del processo. Una società creditrice aveva riassunto una causa dinanzi a un giudice errato dopo una pronuncia di incompetenza. Il Tribunale aveva dichiarato l'estinzione della causa e la Cassazione ha sancito l'inammissibilità del ricorso, precisando che il rimedio corretto sarebbe stato l'appello.
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Restituzione somme pagate: regole e ammissibilità
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di rimborso avanzata da un legale per spese anticipate, approfondendo il tema della restituzione somme pagate in corso di causa. La sentenza chiarisce che la domanda restitutoria in appello è ammissibile solo se il pagamento avviene dopo l'impugnazione, altrimenti scatta la decadenza.
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Esenzione IMU beni merce: quando spetta il beneficio
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un ricorso relativo all'esenzione IMU beni merce per l'anno 2012. La decisione chiarisce che il beneficio fiscale richiede una specifica dichiarazione e che l'imposta è legittima anche su immobili non locati, poiché il possesso rappresenta un indice di capacità contributiva.
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Estinzione del consorzio: conseguenze processuali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ente in liquidazione, sottolineando che l'estinzione del consorzio accertata giudizialmente priva il soggetto della capacità di stare in giudizio con effetto retroattivo. Il caso analizza inoltre la carenza di specificità dei motivi di appello e la conseguente condanna alle spese del rappresentante legale persona fisica.
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Azione revocatoria ordinaria: accordi di separazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicabilità dell'azione revocatoria ordinaria agli atti di trasferimento immobiliare verso i figli compiuti in sede di separazione consensuale. I giudici hanno stabilito che tali atti, se pregiudizievoli per i creditori, possono essere dichiarati inefficaci, specialmente quando sussiste la consapevolezza del debitore di sottrarre beni alla garanzia patrimoniale.
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Esenzione IMU comodato tra enti pubblici
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'esenzione IMU comodato in una disputa tra una Provincia e un Comune. Il caso riguardava immobili concessi in uso gratuito a un'azienda sanitaria locale. La Corte ha stabilito che l'esenzione è applicabile non solo per l'uso diretto, ma anche quando l'immobile è concesso ad altri enti strutturalmente o funzionalmente collegati, in linea con le recenti interpretazioni autentiche del legislatore.
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Mancanza procura: quando la sanatoria non è ammessa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello a causa della mancanza della procura difensiva di una delle parti. La Corte ha chiarito che, secondo la normativa applicabile prima della Riforma Cartabia, la totale assenza della procura non era un vizio sanabile, ma una carenza che imponeva la dichiarazione di contumacia. Il giudice di merito aveva erroneamente concesso un termine per il deposito, viziando l'intero procedimento. Il caso, originato da una richiesta di risarcimento per danni a una strada, è stato rinviato al Tribunale per un nuovo esame, partendo dalla corretta dichiarazione di contumacia delle parti appellate.
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Procura speciale Cassazione: requisiti e validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso a causa di una procura speciale Cassazione non valida. La procura mancava di riferimenti specifici al giudizio di legittimità e conteneva clausole applicabili solo ai giudizi di merito. La Corte ha inoltre sottolineato l'inammissibilità dei motivi di ricorso, uno per contraddittorietà e l'altro per genericità. La controversia originaria riguardava una richiesta di risarcimento danni sorta nell'ambito di un procedimento esecutivo.
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Onere della prova tributario: la guida della Cassazione
La Cassazione si pronuncia sull'onere della prova tributario in un caso di tasse sui rifiuti. Rigettato il ricorso di un'azienda che non ha dimostrato l'inutilizzabilità dei suoi immobili ai fini dell'esenzione. La sentenza chiarisce i limiti del principio di non contestazione e il potere discrezionale del giudice nel disporre consulenze tecniche.
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Riscossione sanzioni: legittima la delega a privati?
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena legittimità dell'affidamento da parte di un Comune a una società privata per la riscossione sanzioni amministrative, come le multe stradali, anche nei confronti di residenti all'estero. Nel caso esaminato, un'automobilista aveva impugnato una richiesta di pagamento per una violazione del Codice della Strada, contestando la legittimazione della società di riscossione e l'interruzione della prescrizione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la Pubblica Amministrazione può avvalersi di strumenti privatistici e che un atto di diffida inviato dalla società incaricata è idoneo a interrompere la prescrizione.
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Collegamento negoziale e compenso avvocato: la Cassazione
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi professionali a due clienti. Questi si sono opposti, sostenendo che l'onorario era predeterminato da un contratto stipulato con una società di consulenza, la quale aveva poi indicato il legale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'avvocato, confermando l'esistenza di un collegamento negoziale tra i vari accordi. Secondo la Corte, i contratti (cliente-società, società-legale, cliente-legale) costituivano un'unica operazione economica, e il legale, accettando l'incarico in quel contesto, non poteva pretendere compensi superiori a quelli pattuiti nell'accordo originario.
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Procura speciale terzo: quando è necessaria in confisca
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo i cui beni erano stati confiscati. La decisione si fonda sulla mancanza della procura speciale terzo, un mandato che il soggetto interessato deve conferire al proprio difensore per poter partecipare legittimamente al giudizio di prevenzione, essendo portatore di un interesse di natura civilistica.
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Conguagli servizio idrico: limiti alla retroattività
La Corte di Cassazione ha stabilito i limiti per i conguagli del servizio idrico. Con l'ordinanza n. 1110/2026, ha chiarito che le società di gestione possono richiedere arretrati, ma il calcolo deve basarsi sulle tariffe vigenti all'epoca del consumo, non su nuove tariffe retroattive. Inoltre, il termine di prescrizione di cinque anni non decorre dal consumo, ma dal momento in cui l'ente competente approva e quantifica formalmente tali conguagli, rendendo il credito esigibile.
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Procura alle liti: quando è valida in giudizio?
Una contribuente contesta diverse cartelle esattoriali, eccependo l'invalidità della procura alle liti del difensore dell'Agenzia di Riscossione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la procura generale, se supportata da una delibera autorizzativa, è pienamente valida. Decisivo è stato il principio di acquisizione processuale, in quanto la prova della validità della procura è stata fornita dalla stessa ricorrente, rendendo le sue contestazioni infondate.
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Confisca beni intestati a terzi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un provvedimento di confisca beni intestati a terzi. La misura riguardava immobili intestati alla moglie di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. Il ricorso della moglie è stato respinto per un difetto di procura speciale al difensore, mentre quello del marito per carenza di interesse, poiché si era limitato a sostenere la titolarità effettiva dei beni in capo alla consorte.
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Procura alle liti: validità e onere della prova
Una società otteneva un decreto ingiuntivo per 80.000 euro. La debitrice si opponeva, contestando la validità della procura alle liti del creditore. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che i documenti in lingua straniera sono ammissibili nel processo e che l'onere di provare il difetto di rappresentanza spetta a chi lo eccepisce. La sentenza stabilisce importanti principi sulla validità della procura alle liti in contesti con elementi internazionali.
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Procura speciale cassazione: quando il ricorso è nullo
Una società di diagnostica per immagini ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Commissione tributaria regionale. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di un vizio insanabile nella procura speciale cassazione: mancava la firma del legale rappresentante della società. Il documento era stato firmato digitalmente solo dall'avvocato per l'autentica. Di conseguenza, l'avvocato è stato condannato a pagare personalmente le spese legali.
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Procura ad litem nulla: l’Agente Riscossione perde
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento e le relative cartelle esattoriali. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, annullando la decisione di secondo grado per un vizio procedurale fondamentale: la procura ad litem dell'Agente della Riscossione non era valida perché non sottoscritta. La Corte ha inoltre ritenuto nulla la notifica di una delle cartelle, effettuata senza adeguate ricerche anagrafiche dopo che il destinatario era risultato trasferito. Il caso è stato rinviato alla corte d'appello, sottolineando come il rispetto delle forme processuali, come una valida procura ad litem, sia imprescindibile.
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Ricorso Cassazione: limiti al riesame del merito
Una società concessionaria di auto in liquidazione presenta ricorso alla Corte di Cassazione contro una casa automobilistica in una complessa disputa su crediti commerciali. La Corte rigetta integralmente il ricorso, sottolineando che il giudizio di legittimità non consente un riesame del merito dei fatti o delle prove. La pronuncia ribadisce i rigorosi requisiti di autosufficienza che un ricorso in Cassazione deve possedere per non essere dichiarato inammissibile.
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