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Art. 80 d.P.R. n. 309/90

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24 provvedimenti

Recidiva specifica: quando è configurabile?
Un soggetto ricorre in Cassazione contestando la qualifica di recidiva specifica per reati di narcotraffico, in relazione a una precedente condanna per tentato furto di oltre 20 anni prima. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, stabilendo che reati diversi possono essere considerati 'della stessa indole' se accomunati da un movente di lucro e da una continuità nel percorso criminale del reo, come l'affiliazione a clan mafiosi. Questo legame sostanziale può superare anche un notevole lasso di tempo tra i crimini, legittimando l'aggravante della recidiva specifica.
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Divieto di reformatio in peius: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione rigetta i ricorsi di tre imputati condannati per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. La Corte chiarisce i limiti del divieto di reformatio in peius, affermando che non sussiste violazione se il giudice d'appello, esclusa un'aggravante, ricalcola gli aumenti di pena per i reati satellite, prima "virtuali" perché assorbiti dal tetto massimo di pena. La sentenza conferma le condanne e la correttezza del calcolo sanzionatorio.
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Misure Cautelari: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'infermiera contro l'applicazione di misure cautelari per aver tentato di introdurre droga e telefoni in carcere. La Corte ha ritenuto logica e congrua la motivazione del Tribunale del riesame sul pericolo di reiterazione del reato, sottolineando i limiti del proprio sindacato in materia. Il caso chiarisce i criteri di valutazione delle esigenze cautelari e il ruolo della Suprema Corte.
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Commisurazione della pena: limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso sulla commisurazione della pena in caso di reato continuato. La Corte ha stabilito che un aumento di pena significativo per il reato satellite è legittimo se motivato da elementi concreti, come la gravità della condotta e la recidiva dell'imputato, confermando l'ampia discrezionalità del giudice dell'esecuzione.
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