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art. 80, comma 2, del d.P.R. n. 309 del 1990

5 provvedimenti

Associazione a delinquere: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per associazione a delinquere finalizzata allo spaccio. I motivi, basati sulla rivalutazione dei fatti e non su vizi di legge, sono stati respinti. La Corte ha confermato la solidità dei gravi indizi di colpevolezza sia per la partecipazione al sodalizio che per l'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti.
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Custodia cautelare associazione mafiosa: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro l'ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti. La Corte ha chiarito che la mancata trasmissione dei decreti di autorizzazione delle intercettazioni non le rende inutilizzabili se la difesa non ne chiede specificamente l'acquisizione. Inoltre, ha confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e la legittimità della detenzione in carcere, basata sulla presunzione di adeguatezza prevista per i reati di mafia, data la prova della "messa a disposizione" dell'indagato al sodalizio.
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Prove da chat criptate: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di custodia cautelare per traffico di stupefacenti basato su prove da chat criptate ottenute da autorità estere tramite un Ordine Europeo di Indagine. La difesa ha sollevato questioni sulla legittimità dell'acquisizione e sull'utilizzabilità dei dati. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'acquisizione di dati già raccolti e decifrati da un'autorità di un altro Stato membro è legittima in base al principio di reciproco riconoscimento, senza che il giudice italiano debba riesaminare le procedure estere, salvo la violazione di diritti fondamentali.
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Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per spaccio di cocaina, escludendo l'ipotesi di fatto di lieve entità. La Corte ha stabilito che la valutazione deve essere complessiva, considerando la reiterazione delle cessioni e l'organizzazione, non solo la quantità di droga. Inoltre, ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla confisca del veicolo per difetto di legittimazione dell'imputato a contestarla.
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Fatto di lieve entità: la valutazione complessiva
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di diversi imputati condannati per traffico di stupefacenti. I ricorrenti chiedevano il riconoscimento del fatto di lieve entità, ma la Corte ha stabilito che la valutazione non può basarsi solo sulla quantità della singola cessione. È necessario un giudizio complessivo che consideri la professionalità, l'organizzazione criminale e il contesto generale del traffico, confermando così le condanne della Corte di Appello.
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