Un soggetto, già sottoposto a misure di prevenzione, ha proposto ricorso in Cassazione contro una condanna per la violazione di tali misure. Le condotte contestate consistevano in insulti e molestie telefoniche aggravate nei confronti del coniuge, oltre al danneggiamento di arredi domestici, comportamenti legati a uno stato di risentimento e all'uso di sostanze stupefacenti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo i fatti ampiamente dimostrati e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione ribadisce che la violazione sorveglianza speciale può concretizzarsi anche attraverso condotte aggressive e ingiuriose.
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