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Art. 72-quater l.f.

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Leasing immobiliare in costruendo: la validità nei fallimenti
Una società finanziaria stipula un contratto di leasing immobiliare in costruendo per acquistare un terreno e finanziare la realizzazione di un edificio commerciale. La società utilizzatrice fallisce prima che i lavori di costruzione siano completati. Il Tribunale esclude la società finanziaria dallo stato passivo del fallimento, ritenendo l'accordo del tutto inefficace per la mancata consegna del bene. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della finanziaria e ribalta la decisione. I giudici chiariscono che la mancata consegna dell'immobile non rende inefficace l'intero contratto. Il finanziamento produce infatti immediati effetti obbligatori sin dalla firma, compreso il diritto al rimborso delle spese anticipate per le opere edilizie autorizzate.
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Leasing traslativo: le Sezioni Unite bloccano la nuova legge
Una società concedente ha stipulato un contratto di locazione finanziaria per un'imbarcazione. Il contratto si è risolto prima del fallimento dell'utilizzatore per il mancato pagamento dei canoni. La società concedente ha richiesto l'ammissione al passivo del credito residuo. Il Tribunale ha qualificato la fattispecie come leasing traslativo, applicando in via analogica l'articolo 1526 del codice civile e dichiarando inammissibile la richiesta di equo compenso perché presentata in ritardo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società concedente, confermando che la legge numero 124 del 2017 non ha efficacia retroattiva sui contratti già risolti. Per tali rapporti resta valida la distinzione tra leasing di godimento e leasing traslativo. Le pretese di compenso o risarcimento non possono essere introdotte per la prima volta in sede di opposizione allo stato passivo.
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Risoluzione del contratto di leasing: canoni persi o restituiti?
Una società di leasing ha risolto un contratto di leasing traslativo avente a oggetto un capannone industriale a causa dell'inadempimento dell'utilizzatore, successivamente fallito. Il curatore fallimentare ha richiesto la restituzione dei canoni già versati, invocando la disciplina della vendita con riserva di proprietà. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fallimento, confermando la validità della clausola contrattuale che escludeva la restituzione dei canoni. Tale patto, avente natura di clausola penale, prevede la detrazione del ricavato della vendita del bene dalle somme ancora dovute. La Corte ha stabilito che la risoluzione del contratto di leasing e la relativa penale sono legittime se garantiscono un equo contemperamento degli interessi, senza arricchimenti ingiustificati per il concedente. Il fallimento perde definitivamente la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Leasing traslativo: no alla legge retroattiva contro il fallimento
La Curatela fallimentare di una società ha chiesto la restituzione dei canoni versati per un contratto di leasing traslativo risolto nel 2010, prima dell'entrata in vigore della Legge n. 124/2017. La Corte d'Appello aveva applicato retroattivamente la nuova legge, negando la restituzione. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Fallimento, stabilendo che la legge del 2017 non ha effetti retroattivi. Per i contratti risolti in precedenza si applica l'articolo 1526 del codice civile: la banca concedente deve restituire le rate riscosse, trattenendo solo un equo compenso per l'uso del bene e il risarcimento del danno. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Bancarotta fraudolenta: canoni gonfiati e leasing.
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale per il reato di bancarotta fraudolenta a carico di un amministratore che ha depauperato il patrimonio sociale. Le condotte contestate riguardano il pagamento di canoni di locazione fuori mercato a una società correlata e la cessione gratuita di un contratto di leasing automobilistico. La Corte ha ribadito che tali operazioni, prive di giustificazione economica e realizzate in prossimità del fallimento, ledono la garanzia patrimoniale dei creditori. È stata invece annullata la condanna civile a causa della revoca della costituzione di parte civile da parte della curatela fallimentare.
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Leasing traslativo e risoluzione: restituzione rate o penale?
Una società di leasing ha impugnato la sentenza che la condannava a restituire oltre 120.000 euro a una curatela fallimentare. La disputa riguardava un contratto di leasing traslativo e risoluzione avvenuta prima della legge del 2017. La banca sosteneva di poter trattenere i canoni in base a una penale contrattuale. Tuttavia, la Corte d'Appello ha applicato l'articolo 1526 del Codice Civile, riducendo la penale perché eccessiva. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la nuova legge sul leasing non è retroattiva. Pertanto, per i contratti risolti prima del 2017, resta valida la distinzione tra leasing di godimento e traslativo, con l'obbligo di restituire le rate riscosse per evitare arricchimenti ingiustificati del concedente.
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Patto commissorio e sale and lease back: i rischi
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un istituto bancario contro la sentenza che dichiarava nullo un contratto di sale and lease back. L'operazione è stata riqualificata come un mascherato patto commissorio, vietato dall'ordinamento. Gli elementi che hanno portato a tale conclusione includono la preesistente situazione debitoria della società venditrice verso il gruppo bancario, la sua crisi economica e la marcata sproporzione tra il valore reale dell'immobile e il prezzo corrisposto. La Corte ha ribadito che la distinzione formale tra le società di un medesimo gruppo non impedisce di rilevare una finalità di garanzia illecita sottostante l'operazione negoziale.
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Riduzione penale leasing: la decisione della Cassazione
Una società di leasing ricorre contro la decisione di un tribunale che aveva ridotto l'indennizzo risarcitorio (penale) richiesto al fallimento di una società utilizzatrice. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso principale inammissibile, confermando la correttezza della riduzione penale leasing operata dal giudice di merito. La Corte chiarisce che il ricavato della vendita del bene va detratto dal credito complessivo (canoni, interessi, penale) e non solo dalla penale, e che le censure sulla quantificazione sono questioni di fatto non riesaminabili in sede di legittimità. Di conseguenza, anche il ricorso incidentale del fallimento viene dichiarato inefficace.
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Leasing traslativo: nullità della clausola sui canoni
Una società finanziaria ha impugnato una decisione che annullava una clausola in un contratto di leasing traslativo. Tale clausola imponeva all'utilizzatore il pagamento di tutti i canoni non saldati al momento della risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, in base all'art. 1526 c.c., una simile clausola è nulla poiché genera un indebito arricchimento per il concedente. Quest'ultimo ha diritto solo a un equo compenso per l'uso del bene e al risarcimento del danno, non all'intero importo dei canoni non pagati.
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Leasing finanziario: niente restituzione canoni
La Cassazione ha esaminato un caso di leasing finanziario risolto per inadempimento. Ha stabilito che non spetta la restituzione dei canoni all'utilizzatore se la società concedente non ha ottenuto un vantaggio superiore a quello che avrebbe conseguito con la regolare esecuzione del contratto. Rigettate anche le censure su usura e anatocismo nel piano di ammortamento alla francese.
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