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Art. 710 Codice di Procedura Civile

7 provvedimenti

Accordi patrimoniali tra ex coniugi: la guida
La Corte d'Appello ha esaminato la validità di un impegno economico assunto da un marito verso l'ex moglie tramite una scrittura privata. L'uomo chiedeva lo scioglimento dell'obbligo di pagare le spese condominiali, ma i giudici hanno stabilito che tali accordi patrimoniali tra ex coniugi, avendo natura transattiva, non possono essere risolti senza la prova di cause legali specifiche come l'inadempimento o l'eccessiva onerosità.
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Assegno di mantenimento e nuova convivenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che revocava l'assegno di mantenimento a una ex moglie basandosi esclusivamente su alcuni pernottamenti accertati da un investigatore privato. La Suprema Corte ha stabilito che per la revoca del contributo non è sufficiente una generica relazione affettiva. È necessaria la prova rigorosa di una convivenza stabile o di un progetto di vita comune che sostituisca il precedente modello di solidarietà coniugale. Il provvedimento chiarisce che l'onere probatorio spetta al coniuge obbligato, il quale deve dimostrare la stabilità del nuovo legame e la condivisione delle risorse economiche tra i nuovi partner.
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Simulazione assoluta contratto: prova e interesse ad agire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29601/2023, ha rigettato i ricorsi contro una sentenza di merito che dichiarava la simulazione assoluta contratto di compravendita immobiliare. La Corte ha confermato l'interesse ad agire dell'ex coniuge, terza rispetto al contratto, poiché l'accertamento della simulazione è pregiudiziale per la revisione dell'assegno di mantenimento. Inoltre, ha validato l'uso di prove presuntive (mancanza di movimenti di denaro, contegno processuale) per dimostrare l'accordo simulatorio, ribadendo che la valutazione del giudice di merito è insindacabile se logicamente motivata.
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Ammonimento ex art. 709-ter: è impugnabile?
In un caso di conflitto genitoriale, la Corte di Cassazione analizza la natura del provvedimento di ammonimento ex art. 709-ter c.p.c. La Suprema Corte stabilisce che, a differenza di precedenti orientamenti, l'ammonimento non ha natura meramente esortativa, ma afflittiva e sanzionatoria. Pertanto, possiede carattere decisorio e definitivo, rendendolo suscettibile di ricorso straordinario per cassazione. Nonostante l'ammissibilità del ricorso su questo principio, la Corte lo ha rigettato nel merito per altre ragioni.
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Responsabilità avvocato: nesso causale e prognosi
Una cliente cita in giudizio il proprio avvocato per un errore che ha reso inammissibile un ricorso in Cassazione contro la confisca di un immobile. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi inferiori, esclude la responsabilità avvocato. Attraverso un giudizio prognostico, si è stabilito che il ricorso, anche se ammissibile, non avrebbe avuto ragionevoli probabilità di successo. Viene quindi a mancare il nesso di causalità tra l'errore del professionista e il danno lamentato dalla cliente, rendendo non dovuto il risarcimento.
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Assegno mantenimento figlia maggiorenne: quando si riduce
La Corte d'Appello di Roma ha parzialmente riformato un decreto di primo grado, confermando la revoca dell'assegno divorzile per l'ex moglie, data la sua comprovata capacità lavorativa, ma modificando la decisione sull'assegno di mantenimento per la figlia maggiorenne. Pur lavorando, la figlia venticinquenne con un contratto part-time e precario non è stata ritenuta economicamente autonoma. Di conseguenza, la Corte ha disposto una riduzione dell'assegno paterno a 250,00 euro mensili, anziché la sua totale revoca, sottolineando che un'autonomia parziale o 'in divenire' non estingue l'obbligo di mantenimento.
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Opposizione a precetto: quando contestare il debito
Un debitore ha presentato opposizione a un atto di precetto per assegni di mantenimento non versati, contestando parte della somma, l'autosufficienza della figlia e l'eccessività degli onorari legali. Il Tribunale ha respinto le eccezioni sul mantenimento, affermando che modifiche vanno richieste in un giudizio a parte, ma ha accolto l'opposizione a precetto per quanto riguarda gli onorari, riducendoli secondo le tariffe vigenti e annullando parzialmente il precetto per l'importo eccedente.
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