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Art. 71-bis Codice Civile

6 provvedimenti

Rappresentante Supercondominio: No a divieti di ineleggibilità
La Corte di Cassazione ha stabilito che un regolamento di supercondominio non può introdurre cause di ineleggibilità per la nomina del rappresentante di un singolo condominio. Nel caso specifico, l'assemblea aveva vietato la nomina a chi non fosse proprietario, a parenti di dipendenti o a chi avesse cause legali in corso contro il supercondominio. La Corte ha dichiarato illegittime queste clausole, poiché l'articolo 67 delle disposizioni di attuazione del codice civile, che regola la rappresentanza, è inderogabile. Pertanto, qualsiasi forma di ineleggibilità rappresentante supercondominio non prevista espressamente dalla legge è nulla. Hanno vinto i condomini che avevano impugnato la delibera.
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Passaggio di consegne: obblighi dell’amministratore
Un condominio ha agito in via d'urgenza contro il precedente amministratore per ottenere la documentazione gestionale. Il Giudice, respingendo l'eccezione sulla legittimità della nomina di un'associazione professionale come nuovo amministratore, ha ordinato l'immediato passaggio di consegne, riconoscendo l'urgenza e la necessità dei documenti per la corretta amministrazione dell'immobile.
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Nomina amministratore condominio: i requisiti legali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28196/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia condominiale: la delibera di nomina di un amministratore privo dei requisiti di professionalità e onorabilità previsti dall'art. 71-bis disp. att. c.c. è radicalmente nulla e non semplicemente annullabile. La Corte ha chiarito che tale norma è imperativa, posta a tutela dell'interesse generale della collettività dei condomini, e la sua violazione comporta una nullità 'virtuale' che opera con effetto retroattivo (ex tunc). Di conseguenza, un condomino può contestare la nomina in qualsiasi momento, senza essere vincolato al termine di trenta giorni previsto per le delibere annullabili.
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Requisiti amministratore condominio: nomina nulla
La Cassazione, con sentenza 28195/2024, ha stabilito che la delibera di nomina di un amministratore privo dei necessari requisiti professionali e di onorabilità è nulla. Questa decisione chiarisce che la mancanza iniziale dei requisiti amministratore condominio non comporta la semplice cessazione dall'incarico, ma una nullità radicale che invalida anche il contratto di amministrazione.
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Obbligo amministratore condomini morosi: la guida
Un creditore ha agito in giudizio contro un amministratore di condominio per ottenere l'elenco dei condomini morosi, al fine di recuperare il proprio credito. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1002/2025, ha stabilito che l'obbligo amministratore condomini morosi, previsto dall'art. 63 disp. att. c.c., è un dovere legale che grava personalmente sull'amministratore e non sul condominio. Di conseguenza, l'azione per ottenere tali dati deve essere intentata direttamente contro l'amministratore in proprio, la cui omissione può integrare una responsabilità personale.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi e regole
Un condomino impugna una delibera assembleare ma il suo ricorso viene respinto in primo e secondo grado. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso finale inammissibile a causa di gravi vizi procedurali, tra cui la mancata specificità dei motivi e il difetto di autosufficienza. La decisione sottolinea il rigore formale necessario per evitare l'inammissibilità del ricorso in cassazione.
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