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Art. 7 del D.Lgs. n.546 del 1992

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25 provvedimenti

Sovrafatturazione: l’IVA è sempre indetraibile?
Una società si è vista negare la detrazione dell'IVA a causa di fatture per operazioni parzialmente inesistenti (sovrafatturazione). La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la sovrafatturazione comporta la perdita totale del diritto alla detrazione. Secondo la Corte, l'intento fraudolento che caratterizza tale pratica spezza il legame di inerenza con l'attività d'impresa, rendendo l'intera imposta esposta in fattura indetraibile per il destinatario e dovuta dall'emittente, in base al principio di cartolarità.
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Sovrafatturazione: detrazione IVA negata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate per indebita detrazione IVA. Il caso riguardava l'utilizzo di fatture per importi maggiorati, una pratica nota come sovrafatturazione. La Corte ha confermato che tale pratica equivale a un'operazione parzialmente inesistente e comporta la perdita totale del diritto alla detrazione, non solo per la parte eccedente. È stato inoltre ribadito che le sentenze penali di assoluzione non hanno efficacia vincolante nel processo tributario e che l'onere di provare la realtà dell'operazione, una volta contestata dall'Ufficio, spetta al contribuente.
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Notifica cartelle: la motivazione deve essere reale
Una società in fallimento ha contestato diverse cartelle esattoriali per omessa notifica e prescrizione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della corte d'appello, ritenendo la sua valutazione sulla regolarità della notifica cartelle di pagamento viziata da motivazione solo apparente. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame che dovrà spiegare concretamente perché le notifiche sono valide e valutare la prescrizione di sanzioni e interessi.
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Definizione agevolata: estingue il giudizio?
La Corte di Cassazione chiarisce che la definizione agevolata di una cartella di pagamento, emessa per la riscossione parziale e provvisoria, non estingue l'intero giudizio relativo all'avviso di accertamento sottostante. La causa prosegue per la parte di pretesa non coperta dalla rottamazione. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito che aveva erroneamente dichiarato estinto tutto il processo.
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Valore venale IMU: il prezzo d’acquisto è decisivo
Una società ha richiesto il rimborso dell'IMU versata, sostenendo che il valore degli immobili fosse stato sovrastimato dal Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, stabilendo che il prezzo di acquisto del terreno è un criterio oggettivo e legittimo per determinare il valore venale IMU. La Corte ha chiarito che l'utilizzo di tale parametro non costituisce una valutazione equitativa, non ammessa in materia tributaria, ma si basa su un dato concreto che riflette il valore di mercato al momento della transazione.
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