La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7324/2024, ha stabilito che sotto il regime 41-bis, l'amministrazione penitenziaria può legittimamente limitare l'acquisto di riviste e giornali a una lista pre-approvata. Questa restrizione è ritenuta necessaria per prevenire comunicazioni illecite e recidere i legami con le organizzazioni criminali, e non viola il diritto all'informazione del detenuto, purché venga garantita una selezione ragionevole attraverso canali sicuri. La Corte ha quindi annullato la decisione di un tribunale di sorveglianza che aveva concesso a un detenuto l'accesso illimitato a tutte le pubblicazioni.
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