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Art. 678 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

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109 provvedimenti

Altri anni per Art. 678 Codice di Procedura Penale

Notifica tardiva udienza: annullamento per nullità
A causa di una notifica tardiva dell'udienza al difensore, la Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava misure alternative a un condannato. La Corte ha qualificato il vizio come nullità a regime intermedio, correttamente eccepita dal legale con un'istanza di rinvio, e ha rinviato il caso per un nuovo giudizio nel rispetto dei termini.
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Conversione pena: l’opposizione è il rimedio giusto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44216/2023, ha stabilito che avverso un provvedimento di conversione di una pena pecuniaria in libertà controllata, emesso dal magistrato di sorveglianza, il rimedio corretto non è il ricorso per cassazione, ma l'opposizione davanti allo stesso magistrato. Nel caso di specie, una multa ingente era stata convertita in un periodo di libertà controllata superiore ai limiti di legge. La Corte, anziché annullare la decisione nel merito, ha riqualificato il ricorso come opposizione, trasmettendo gli atti al giudice competente per garantire il corretto svolgimento del procedimento e il pieno diritto di difesa.
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Proroga 41-bis: quando è legittima secondo la Cassazione
Un detenuto, sottoposto da oltre venticinque anni al regime speciale, ha impugnato l'ordinanza di proroga del 41-bis, sostenendo l'assenza di pericolosità attuale data la lunga detenzione e la buona condotta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il giudizio sulla proroga 41-bis si fonda sulla potenziale capacità del soggetto di mantenere legami con l'associazione criminale, e che il ricorso in sede di legittimità non può comportare una nuova valutazione dei fatti, ma solo un controllo sulla violazione di legge e sulla manifesta illogicità della motivazione.
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Proroga 41-bis: limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro la proroga del regime detentivo speciale ex art. 41-bis. La Corte ha ribadito che il suo sindacato è limitato alla sola violazione di legge e non può estendersi a una nuova valutazione nel merito della pericolosità sociale del soggetto, già adeguatamente motivata dal Tribunale di Sorveglianza sulla base della persistenza dei legami con l'associazione criminale e del ruolo apicale ricoperto.
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Regime 41-bis: quando è legittima la proroga?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto, esponente di spicco della 'ndrangheta, contro la proroga del regime 41-bis. La sentenza stabilisce che per la proroga non è necessaria la prova di contatti attuali con l'esterno, ma è sufficiente la persistente capacità di mantenere legami con l'associazione criminale, valutata in base al ruolo ricoperto e alla perdurante operatività del clan. Il controllo della Cassazione è limitato alla violazione di legge e non può entrare nel merito della valutazione sulla pericolosità.
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Regime 41-bis: legittima applicazione e limiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore sottoposto al regime 41-bis. La Corte ha ritenuto legittima la decisione del Tribunale di Sorveglianza, basata sul ruolo apicale del soggetto all'interno di un'associazione di stampo mafioso e sulla sua persistente capacità di mantenere contatti con l'esterno, confermando che il tempo trascorso in detenzione non è di per sé sufficiente a escludere la pericolosità sociale. L'applicazione del regime 41-bis è stata quindi confermata.
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Regime 41-bis: quando è legittima la proroga?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga del regime 41-bis per un detenuto ritenuto esponente di spicco di un clan camorristico. La decisione si basa sulla persistente pericolosità sociale e sul rischio di collegamenti con l'organizzazione, anche in assenza di prove di contatti recenti, ritenendo sufficiente la potenziale capacità di ristabilire i legami.
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Proroga 41-bis: quando è legittima? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della proroga 41-bis per un detenuto di spicco di un'organizzazione mafiosa, condannato per strage. La Corte ha ritenuto che la pericolosità sociale e la potenziale capacità di mantenere legami con il clan, ancora operativo, giustificano il regime speciale, nonostante la lunga detenzione e il percorso di studi intrapreso.
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Riabilitazione penale: prova e valutazione del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di rigetto di un'istanza di riabilitazione penale. Il Tribunale di Sorveglianza aveva respinto la richiesta per il presunto mancato pagamento delle spese procedurali e della pena pecuniaria, senza però esaminare i documenti prodotti dalla difesa che attestavano l'avvenuto pagamento e l'estinzione della pena. La Suprema Corte ha ravvisato un vizio di motivazione, rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto di tutte le prove.
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