La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di due giovani per il reato di detenzione illegale di esplosivi e porto in luogo pubblico. I due viaggiavano a bordo di un'utilitaria dove, nascosto vicino al sedile del passeggero, si trovava un ordigno artigianale di circa 500 grammi contenente polvere nera, perclorato di potassio e alluminio. La difesa chiedeva di declassare il fatto a una semplice contravvenzione per possesso di materie esplodenti meno pericolose. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, chiarendo che la micidialità dell'ordigno, provata da una perizia tecnica e da un video del brillamento, giustifica la qualificazione come esplosivo. Inoltre, l'immediata accessibilità dell'ordigno nell'abitacolo configura il porto in luogo pubblico e non il semplice trasporto, mentre il nervosismo dimostrato durante il controllo prova la consapevolezza di entrambi i passeggeri.
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