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Art. 671 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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546 provvedimenti

Altri anni per Art. 671 Codice di Procedura Penale

Disegno criminoso: la Cassazione annulla la sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che negava la continuazione tra maltrattamenti in famiglia e successivi atti persecutori. La Corte ha ritenuto insufficiente la motivazione basata solo sul fattore tempo, ribadendo che per accertare il medesimo disegno criminoso è necessaria una valutazione complessiva di tutti gli indici rilevanti, come il contesto, la natura dei reati e il modus operandi.
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Reato continuato: la Cassazione sui limiti temporali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29726/2025, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tra delitti separati da un notevole lasso di tempo e da un periodo di detenzione. La Corte ha stabilito che tali elementi interrompono l'unicità del disegno criminoso, requisito essenziale per l'applicazione dell'istituto, anche in presenza di una condizione di tossicodipendenza.
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Ordine di esecuzione valido se la pena è ridotta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ordine di esecuzione per la carcerazione, legittimamente emesso dal Pubblico Ministero sulla base di una pena superiore ai limiti di legge, non perde la sua validità anche se, in un momento successivo, un provvedimento del Giudice dell'esecuzione riduce la pena al di sotto di tale soglia. La decisione si fonda sul principio 'tempus regit actum', per cui la correttezza dell'atto va valutata al momento della sua emissione.
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Reato continuato tossicodipendenza: quando si applica?
La Cassazione rigetta il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento del reato continuato tossicodipendenza per reati di droga ed evasione commessi in un arco di nove anni. La Corte ha stabilito che un singolo certificato di positività non è sufficiente a provare uno stato di dipendenza coevo a tutti i reati, e che la notevole distanza temporale tra i delitti esclude l'unicità del disegno criminoso.
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Disegno criminoso: quando non si applica la continuazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati eterogenei (stalking, tentato furto, danneggiamento). La Corte ha stabilito che per riconoscere un unico disegno criminoso non basta la vicinanza temporale dei fatti o la presenza di un vizio parziale di mente. È necessaria la prova di una programmazione unitaria iniziale di tutti i delitti, che in questo caso mancava a causa della diversità dei reati, delle vittime e del lungo arco temporale.
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Reato continuato: la Cassazione annulla per difetto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava il riconoscimento del reato continuato a un condannato per reati di stampo mafioso. La decisione è stata motivata dalla totale assenza di un'analisi dettagliata da parte del giudice dell'esecuzione, che non ha esaminato i fatti specifici né le sentenze di condanna. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio che dovrà basarsi su una valutazione approfondita dell'eventuale unicità del disegno criminoso.
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