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Art. 657 Codice di Procedura Penale

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415 provvedimenti

Isolamento diurno: non è fungibile con altre misure
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato all'ergastolo, stabilendo che la pena dell'isolamento diurno non è fungibile. Non è possibile, quindi, detrarre da essa i periodi di isolamento sofferti per altre ragioni (sanitarie, cautelari o di fatto). La sentenza chiarisce la natura di sanzione penale propria dell'isolamento diurno, distinguendola nettamente dalle altre modalità di esecuzione della pena che comportano una separazione dagli altri detenuti.
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Esecuzione pena: limiti del giudice sulla data del reato
Un condannato ha richiesto il ricalcolo della sua pena totale, sostenendo che un reato associativo fosse stato commesso prima dell'inizio della sua carcerazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il giudice in fase di esecuzione pena non può modificare la data di commissione del reato (tempus commissi delicti) quando questa è stata stabilita con precisione in una sentenza divenuta definitiva. Il caso ribadisce i rigidi limiti del giudice dell'esecuzione rispetto ai fatti accertati in fase di cognizione.
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Cumulo di pene: la regola per reati commessi in carcere
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva di unificare i cumuli di pena. La Corte ha confermato la correttezza della creazione di tre distinti cumuli parziali, basati su un criterio cronologico. Questa metodologia è necessaria per impedire che il periodo di detenzione già sofferto (presofferto) venga impropriamente detratto da pene per reati commessi in epoca successiva, rispettando il principio del corretto calcolo del cumulo di pene e evitando un "credito di impunità".
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Detenzione domiciliare estero: quando vale in Italia?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detenzione domiciliare estero, se limitata a poche ore notturne, non può essere detratta dalla pena da scontare in Italia. La misura è stata equiparata a un obbligo di dimora, non sufficientemente restrittivo da essere considerato fungibile con la detenzione carceraria. Il ricorso di un condannato, che chiedeva il riconoscimento del periodo trascorso con braccialetto elettronico nel Regno Unito, è stato quindi rigettato.
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Cumulo di pene: la Cassazione sui cumuli parziali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5221/2025, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva un unico cumulo di pene per reati commessi sia prima che dopo la sua scarcerazione. La Corte ha confermato la correttezza della formazione di cumuli parziali separati, escludendo l'applicazione del limite massimo di 30 anni di reclusione previsto per il cumulo unico, in linea con un principio volto a non incentivare la commissione di nuovi crimini.
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Pena espiata sine titulo: i limiti per reato permanente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la rivalutazione della pena in base al principio della pena espiata sine titulo. La Corte ha stabilito che tale istituto non si applica ai reati permanenti (come il reato associativo) quando la frazione di pena scontata senza titolo precede la cessazione della condotta criminosa permanente. La decisione impugnata, che aveva negato il beneficio, è stata ritenuta giuridicamente corretta.
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Mandato d’arresto europeo: computo custodia cautelare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2820/2025, ha stabilito che le misure non detentive, come il controllo giudiziario applicato in un altro Stato UE nell'ambito di un mandato d'arresto europeo, non possono essere computate nel periodo di custodia cautelare in Italia. La Corte ha chiarito che solo le misure che comportano un'effettiva privazione della libertà personale, assimilabili al carcere o agli arresti domiciliari, possono essere dedotte. In questo caso, l'obbligo di firma settimanale e di relazione mensile al giudice non sono stati ritenuti sufficientemente coercitivi.
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Fungibilità pena: non si applica se espiata pre-reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 806/2025, ha stabilito che non è applicabile la fungibilità della pena se il periodo di detenzione che si intende detrarre è stato scontato prima della commissione del reato per cui si sta eseguendo la condanna. Questo principio vale anche in caso di reato continuato, poiché il riconoscimento della continuazione in fase esecutiva non supera il criterio temporale fissato dall'art. 657 cod. proc. pen., che richiede che la detenzione sia successiva al reato.
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Cumulo di pene: Cassazione su calcolo e detenzione
La Corte di Cassazione si pronuncia sul tema del cumulo di pene, annullando un'ordinanza che negava la detrazione della custodia cautelare. La sentenza stabilisce che, in caso di reati commessi in epoche diverse, è necessario creare 'cumuli parziali' e cronologici. La detenzione subita non può essere usata come 'credito' per reati futuri, ma deve essere correttamente imputata alle pene per i reati commessi prima dell'inizio della carcerazione stessa. Il giudice dell'esecuzione aveva errato nel non formare un cumulo distinto per un reato più datato, violando i principi di corretta determinazione della pena da espiare.
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Custodia Cautelare: la pena intera conta sempre
Due individui, condannati per narcotraffico internazionale, hanno impugnato la decisione di ripristinare la loro custodia cautelare in carcere dopo un annullamento parziale della condanna da parte della Cassazione. Sostenevano che il tempo già scontato superasse la pena per i reati residui. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, affermando un principio fondamentale sulla custodia cautelare: quando la misura è applicata per più reati connessi, per calcolarne la durata massima si deve considerare la pena complessiva irrogata per tutti i reati, e non solo quella relativa ai reati per cui la misura resta in vigore. La Corte ha inoltre ritenuto ancora attuali e concreti sia il pericolo di reiterazione del reato che il pericolo di fuga.
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Riparazione ingiusta detenzione e reato prescritto
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione a un soggetto assolto per alcuni reati ma prosciolto per un altro a causa della prescrizione. La Corte ha stabilito che se il reato prescritto, da solo, era idoneo a giustificare la custodia cautelare sofferta, non spetta alcun indennizzo. La decisione sottolinea che la prescrizione non equivale a un'assoluzione nel merito, precludendo così la richiesta di risarcimento.
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Esecuzione pena: la misura alternativa non notificata
La Cassazione ha annullato un'ordinanza in tema di esecuzione pena. Un condannato ha continuato 'de facto' una misura alternativa perché la revoca non gli era stata notificata. Il giudice dell'esecuzione, secondo la Corte, ha il dovere di indagare d'ufficio su tali anomalie e non può rigettare l'istanza per mancata prova da parte del condannato. Il tempo trascorso con restrizioni va calcolato ai fini della pena scontata.
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Detrazione presofferto: quando si applica al cumulo?
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un condannato che chiedeva la detrazione di un periodo di presofferto dalla pena cumulata. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che, in assenza di prove contrarie fornite dal ricorrente, si presume corretto il calcolo precedente del pubblico ministero che indicava come già effettuato lo scomputo. La sentenza sottolinea l'onere del condannato di fornire documentazione chiara a sostegno della propria istanza, specialmente in presenza di una complessa serie di provvedimenti esecutivi.
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Fungibilità della pena: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva di scomputare un periodo di detenzione pregressa (presofferto) da una pena per un reato commesso successivamente. Il caso, caratterizzato da un complesso iter processuale con due precedenti annullamenti con rinvio, verteva sul principio della fungibilità della pena. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 657 c.p.p., la carcerazione subita non può essere imputata a una pena per un fatto criminoso commesso dopo la detenzione stessa, al fine di non creare una "riserva di impunità". La decisione del giudice del rinvio, che ha riesaminato l'intera questione, è stata ritenuta corretta in quanto i precedenti annullamenti avevano rimosso totalmente i provvedimenti impugnati, conferendogli pieni poteri decisori.
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Cumulo di pene: come si calcola la fine del reato?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di un giudice dell'esecuzione relativa al calcolo del cumulo di pene. Il caso riguardava la determinazione della data di cessazione di un reato associativo permanente. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può basarsi automaticamente sulla data dell'atto di accusa (contestazione "aperta"), ma deve verificare concretamente, sulla base degli atti processuali, il momento esatto in cui la condotta criminale è terminata. La mancata verifica di questo fatto cruciale, richiesto dal condannato, ha portato all'annullamento con rinvio per un nuovo esame.
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