LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 656 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

Pagina 2 di 6

120 provvedimenti

Altri anni per Art. 656 Codice di Procedura Penale

Misure alternative alla detenzione: quando sono negate?
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza di negare le misure alternative alla detenzione a una donna con gravi problemi psichiatrici e un'accusa di omicidio. La Corte ha ritenuto corretto il rigetto, basato sulla pericolosità sociale della ricorrente e sulla sua mancata collaborazione a un percorso terapeutico, e ha chiarito il principio della "perpetuatio jurisdictionis" per la competenza territoriale.
Continua »
Affidamento in prova: no se manca revisione critica
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'affidamento in prova a un detenuto per tentato omicidio. La decisione si fonda sulla mancanza di una revisione critica del proprio comportamento da parte del condannato, elemento ritenuto indispensabile per una prognosi favorevole di reinserimento sociale, anche in presenza di altri fattori positivi come la disponibilità lavorativa e il supporto familiare.
Continua »
Competenza territoriale sorveglianza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra Tribunali di Sorveglianza, stabilendo che la competenza territoriale sorveglianza si determina in base all'ufficio del Pubblico Ministero che ha emesso il primo ordine di sospensione dell'esecuzione. In base al principio della 'perpetuatio jurisdictionis', tale competenza non è influenzata da successivi provvedimenti di cumulo emessi da un altro PM. La Corte ha quindi dichiarato la competenza del primo Tribunale adito.
Continua »
Trattenimento dello straniero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del trattenimento di uno straniero in un centro di permanenza per il rimpatrio. La decisione si basa sulla mancanza di documenti di identità, considerata un fattore che integra il 'rischio di fuga' e impedisce l'applicazione di misure alternative meno restrittive. La Corte ha inoltre chiarito che il procedimento amministrativo di espulsione è autonomo e non è vincolato da eventuali misure cautelari meno afflittive disposte in un separato procedimento penale a carico dello stesso soggetto. L'appello del cittadino straniero è stato quindi respinto.
Continua »
Liberazione anticipata reati ostativi: la Cassazione dubita
Un uomo condannato per un reato ostativo si è visto negare la sospensione dell'ordine di carcerazione. La Cassazione ha sollevato una questione di legittimità costituzionale riguardo al divieto di applicare la procedura rapida per la liberazione anticipata per reati ostativi, che avrebbe potuto evitare il suo ingresso in carcere. Il caso è stato rimesso alla Corte Costituzionale per decidere se tale esclusione sia irragionevole e contraria ai principi costituzionali.
Continua »
Misure alternative: no se si commettono nuovi reati
Un condannato in detenzione domiciliare viene arrestato per un nuovo reato. Il Tribunale di Sorveglianza rigetta la sua richiesta di misure alternative per la sua attuale pericolosità sociale. La Cassazione conferma, dichiarando inammissibile il ricorso e sottolineando che la commissione di nuovi reati è un forte indicatore di inaffidabilità, che il giudice può valutare autonomamente.
Continua »
Relazione UEPE: necessaria per l’affidamento in prova
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava una misura alternativa alla detenzione. Il motivo è la mancata acquisizione della relazione UEPE, ritenuta indispensabile per valutare la richiesta del condannato. Senza tale relazione, la decisione del Tribunale di Sorveglianza è stata giudicata contraddittoria, poiché basata su presupposti che proprio la relazione UEPE avrebbe dovuto accertare, come la revisione critica del passato e il contesto socio-familiare.
Continua »
Detenzione domiciliare ultrasettantenni: la Cassazione
La Cassazione, con Sentenza n. 34479/2025, rigetta il ricorso del PM. Chiarisce che la nuova procedura di detenzione domiciliare ultrasettantenni (art. 656 co. 9-bis c.p.p.) si applica solo a chi è già in custodia cautelare, non a tutti i condannati liberi sopra i 70 anni, per evitare disparità di trattamento.
Continua »
Reformatio in peius: no violazione se pena invariata
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 34346/2025, ha stabilito che la riqualificazione giuridica di un reato in una forma più grave da parte del giudice d'appello, a seguito del solo ricorso dell'imputato, non viola il divieto di 'reformatio in peius' se la pena rimane invariata. Il divieto, infatti, si applica esclusivamente al trattamento sanzionatorio in senso stretto e non alle conseguenze indirette, come la preclusione alla sospensione dell'esecuzione della pena.
Continua »
Esecuzione pene sostitutive: chi è competente?
La Corte di Cassazione interviene su un caso di errata attribuzione di competenza in materia di esecuzione pene sostitutive. Un Magistrato di sorveglianza, dopo aver convertito una pena pecuniaria in detenzione domiciliare, aveva trasmesso gli atti al Pubblico Ministero per l'esecuzione. La Suprema Corte ha dichiarato tale provvedimento 'abnorme', ribadendo che, a seguito della Riforma Cartabia, l'organo esclusivo per l'esecuzione di pene come la detenzione domiciliare è il Magistrato di sorveglianza stesso, creando altrimenti una paralisi procedurale insanabile.
Continua »
Perpetuatio jurisdictionis: competenza e titolo esecutivo
La Corte di Cassazione chiarisce che, in base al principio di perpetuatio jurisdictionis, il tribunale di sorveglianza inizialmente competente per una richiesta di misura alternativa resta tale anche se sopraggiunge un nuovo titolo esecutivo che modifica la pena. Tuttavia, la decisione deve basarsi sulla nuova situazione, portando alla dichiarazione di inammissibilità se i limiti di pena vengono superati.
Continua »
Affidamento in prova: valutazione post-reato decisiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro la concessione dell'affidamento in prova a un condannato. La Corte ha stabilito che la valutazione per la misura alternativa deve basarsi sul comportamento del soggetto dopo i fatti, valorizzando i sintomi di una positiva evoluzione della personalità e il percorso di reinserimento sociale, anche in assenza di un lavoro stabile.
Continua »
Liberazione anticipata: la Cassazione chiarisce la norma
Un condannato ha richiesto l'applicazione immediata degli sconti di pena per la liberazione anticipata, basandosi su una nuova normativa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la legge ha solo una funzione informativa e di 'indicazione virtuale'. La concessione effettiva della liberazione anticipata rimane subordinata al completamento dei semestri di detenzione e alla valutazione del Magistrato di Sorveglianza, senza alcuna anticipazione del beneficio.
Continua »
Sospensione esecuzione: no alla seconda possibilità
La Corte di Cassazione chiarisce che un condannato, la cui istanza di misura alternativa è stata respinta, non ha diritto a una successiva sospensione esecuzione per richiedere la detenzione domiciliare speciale. Questa seconda opportunità è riservata solo a chi, dopo la prima sospensione, è rimasto inerte. Il rigetto iniziale da parte del Tribunale di Sorveglianza equivale a un giudizio di non meritevolezza che preclude ulteriori benefici.
Continua »
Affidamento in prova: quando è inefficace?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato la cui misura di affidamento in prova al servizio sociale era stata revocata. La Corte ha stabilito che la misura non può avere effetto se l'interessato non sottoscrive il verbale di accettazione delle prescrizioni entro dieci giorni dalla notifica del provvedimento. La firma è un requisito indispensabile per l'inizio della prova, e la sua assenza ne determina l'inefficacia, senza che possano essere addotte giustificazioni generiche.
Continua »
Rescissione del giudicato: motivazione apparente?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità riguardante una richiesta di rescissione del giudicato. La Corte d'Appello aveva respinto l'istanza come tardiva, senza però esaminare le specifiche anomalie processuali sollevate dalla difesa, che avrebbero potuto incidere sulla reale conoscenza del procedimento da parte dell'imputato. La Cassazione ha ritenuto la motivazione "apparente", in quanto elusiva delle argomentazioni difensive, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
Continua »
Rescissione del giudicato: quando scatta il termine?
Un uomo, condannato in assenza, ha richiesto la rescissione del giudicato dopo essere stato notificato di un ordine di esecuzione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il termine di 30 giorni per la richiesta decorre dal momento della conoscenza effettiva della sentenza, fornita dall'ordine di esecuzione, e non dalla consultazione completa del fascicolo processuale. La richiesta è stata quindi giudicata tardiva.
Continua »
Pene concorrenti: stop alla sospensione dell’ordine
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il cumulo di pene concorrenti. Quando più condanne si sommano e la pena totale supera i limiti di legge, la sospensione dell'esecuzione, concessa per la singola pena, viene legittimamente revocata. I ritardi del Tribunale di Sorveglianza sono stati considerati irrilevanti ai fini della decisione.
Continua »
Ordine di carcerazione: non sospendibile post-prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato avverso un ordine di carcerazione emesso dopo la revoca dell'affidamento in prova. La Corte ha stabilito che tale ordine di carcerazione non è soggetto alla sospensione dell'esecuzione prevista dall'art. 656 c.p.p. e che la mancata notifica al difensore non ne causa la nullità, essendo un vizio sanabile.
Continua »
Riparazione per ingiusta detenzione da ordine errato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13543/2025, ha riconosciuto il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione a un cittadino arrestato a causa di un ordine di esecuzione viziato da un errore di notifica. Sebbene la condanna fosse legittima, l'errore procedurale dell'autorità giudiziaria, che ha dichiarato l'individuo irreperibile pur conoscendone la residenza all'estero, ha reso la detenzione ingiusta, fondando il diritto al risarcimento.
Continua »