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Art. 655 Codice di Procedura Penale

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104 provvedimenti

Legittimazione a impugnare: chi può ricorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro una decisione del giudice dell'esecuzione. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: la legittimazione a impugnare spetta esclusivamente al pubblico ministero che ha partecipato al procedimento di primo grado, non all'organo di grado superiore, che non può surrogarsi nelle sue funzioni.
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Giurisdizione demolizione abusi edilizi: chi decide?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5094/2025, ha risolto un conflitto di giurisdizione in materia di demolizione di abusi edilizi. È stato stabilito che la controversia relativa all'importo delle spese di demolizione, quando l'ordine proviene da una sentenza penale, rientra nella competenza del giudice ordinario e non di quello amministrativo. La decisione chiarisce che la disputa non riguarda la legittimità dell'atto, ma un diritto di credito del Comune, configurando quindi una questione di diritto soggettivo.
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Notifica ordine esecuzione: quando è nulla e perché
La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità di un ordine di esecuzione a causa di un vizio nella notifica. L'atto era stato inviato a un avvocato che aveva assistito l'imputato solo nella fase di giudizio e che, inoltre, era stato sospeso dall'esercizio della professione. Questo errore procedurale nella notifica ordine esecuzione ha portato all'annullamento del provvedimento e all'immediata scarcerazione del condannato, riaffermando l'importanza del rispetto delle norme sulla difesa tecnica nella fase esecutiva.
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Ordine di esecuzione valido se la pena è ridotta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ordine di esecuzione per la carcerazione, legittimamente emesso dal Pubblico Ministero sulla base di una pena superiore ai limiti di legge, non perde la sua validità anche se, in un momento successivo, un provvedimento del Giudice dell'esecuzione riduce la pena al di sotto di tale soglia. La decisione si fonda sul principio 'tempus regit actum', per cui la correttezza dell'atto va valutata al momento della sua emissione.
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