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Art. 648-ter Codice Penale

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773 provvedimenti

Competenza per riciclaggio: il primo atto decide il foro
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza per riciclaggio tra due tribunali, stabilendo un principio chiaro. La competenza territoriale si radica nel luogo dove avviene il primo atto concreto di trasferimento o reimpiego dei proventi illeciti, e non dove si compiono eventuali atti preparatori. La decisione si fonda sull'identificazione del reato più grave tra quelli contestati e sulla localizzazione della sua consumazione iniziale, confermando la giurisdizione del tribunale dove era avvenuta la prima cessione del bene di provenienza delittuosa.
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Confisca per riciclaggio: la Cassazione è chiara
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10871/2025, ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per riciclaggio. La Corte ha confermato un'interpretazione rigorosa della confisca per riciclaggio, stabilendo che essa si applica all'intero valore delle somme oggetto dell'operazione illecita (il prodotto del reato), e non solo al profitto conseguito dal riciclatore. Viene ribadita l'inammissibilità dei motivi di ricorso generici o che ripropongono questioni già decise in appello.
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Ricorso per cassazione: quando il vizio è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione avverso un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che, in materia di misure cautelari reali, il ricorso è ammesso solo per violazione di legge e non per un semplice vizio di motivazione, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente, circostanza non riscontrata nel caso di specie.
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Ricorso per cassazione: i limiti del riesame cautelare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione contro un provvedimento di sequestro preventivo per reati di autoriciclaggio. La decisione si fonda su motivi procedurali, come la proposizione di censure nuove in sede di legittimità e la natura di merito delle doglianze, che esulano dal controllo della Suprema Corte. La sentenza ribadisce che la motivazione del sequestro può basarsi sulla strumentalità della società agli illeciti.
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Clausola di riserva: no al riciclaggio per l’autore
Un imprenditore, condannato per riciclaggio per aver trasferito fondi provenienti da una truffa, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo risiede nella cosiddetta 'clausola di riserva' dell'art. 648-bis c.p. La Corte ha stabilito che i giudici di merito non hanno adeguatamente verificato se l'imputato fosse anche un concorrente nel reato presupposto (la truffa), una circostanza che escluderebbe la sua punibilità per il successivo riciclaggio. La sentenza è stata quindi rinviata per un nuovo esame che chiarisca il ruolo effettivo dell'imputato.
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Riparazione ingiusta detenzione: condotta processuale
Un professionista, assolto dall'accusa di aver favorito un'operazione immobiliare legata a una famiglia mafiosa, si vede negare la riparazione per ingiusta detenzione a causa della sua condotta. La Corte di Cassazione annulla la decisione, stabilendo un principio fondamentale: il comportamento tenuto dall'imputato durante il processo non può essere usato per negare il risarcimento, poiché è successivo alla misura cautelare e quindi non può averla causata. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Rimborso Euroritenuta: sì dopo voluntary disclosure
La Cassazione conferma il diritto al rimborso Euroritenuta per un contribuente che ha aderito alla voluntary disclosure. La Corte stabilisce che il principio UE contro la doppia imposizione prevale sulla procedura nazionale, riconoscendo che il termine per la richiesta di rimborso decorre dal pagamento in Italia e non dalla ritenuta estera.
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Sanzioni antiriciclaggio: favor rei e calcolo
Un direttore di banca e l'istituto cessionario di un ramo d'azienda sono stati sanzionati per omesse segnalazioni di operazioni sospette. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di secondo grado, stabilendo l'applicazione del principio del 'favor rei', ovvero della legge successiva più favorevole, per la determinazione delle sanzioni antiriciclaggio. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per ricalcolare la sanzione alla luce della normativa sopravvenuta.
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Obbligo di segnalazione notaio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione a un notaio per la mancata segnalazione di un'operazione sospetta di antiriciclaggio. Il caso riguardava un aumento di capitale di 8 milioni di euro a favore di due società italiane, realizzato tramite il conferimento di titoli da parte di un'opaca società scozzese. La Corte ha stabilito che l'obbligo di segnalazione del notaio sorge in presenza di indici oggettivi di anomalia, come l'ingente valore, la complessità dell'operazione e l'impossibilità di identificare il titolare effettivo, a prescindere dalla prova concreta di un reato a monte. La sanzione originaria di 200.000 euro è stata ritenuta congrua nella misura ridotta a 100.000 euro.
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Sequestro per equivalente: i limiti per i reati tributari
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6295/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un amministratore contro un sequestro per equivalente sui suoi beni personali. La misura era stata disposta a seguito di reati tributari commessi dalla società da lui gestita. La Corte ha confermato la legittimità del sequestro, chiarendo che quando il profitto diretto del reato (l'imposta evasa) non è reperibile nel patrimonio della società perché incapiente, si può procedere in via sussidiaria sui beni dell'amministratore. La sentenza ribadisce la distinzione tra profitto diretto del reato e il reimpiego di tali somme, escludendo che i beni aziendali acquistati successivamente possano essere oggetto di sequestro diretto senza una prova del nesso causale.
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Misure cautelari: la Cassazione sui motivi di ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per gravi reati, tra cui associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: il ricorso per cassazione in materia di misure cautelari non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sul merito. La Corte ha dichiarato inammissibili i motivi che miravano a una diversa valutazione delle prove, come le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, confermando la logicità della motivazione del Tribunale del riesame sulla sussistenza dei gravi indizi e delle esigenze cautelari.
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Misure di prevenzione: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale avverso un decreto di annullamento di una confisca. La sentenza chiarisce che, nell'ambito delle misure di prevenzione patrimoniale, il ricorso in Cassazione è limitato alla sola violazione di legge e non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio per riesaminare i fatti. La Corte ha ritenuto che la motivazione del giudice d'appello, pur contrastando con quella di primo grado, fosse logica e completa, escludendo quindi il vizio di motivazione apparente.
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Retrodatazione misura cautelare: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante la retrodatazione misura cautelare. Un soggetto, già detenuto per reati del 2015, richiedeva di far decorrere una nuova misura per fatti del 2018-2019 dalla data della prima. La Corte ha stabilito che la retrodatazione non si applica se i nuovi reati sono stati commessi dopo l'emissione della prima ordinanza cautelare, confermando questo come un presupposto inderogabile della norma.
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Fumus commissi delicti: possesso di denaro è reato?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo di 40.000 euro, stabilendo che il solo possesso di una ingente somma di denaro, anche senza una giustificazione plausibile, non è sufficiente a configurare il fumus commissi delicti per il reato di ricettazione. È necessario che l'accusa individui, almeno a livello di tipologia, il reato presupposto da cui si presume provenga il denaro. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione basata su elementi più concreti.
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Aggravante associazione armata: no a presunzioni
La Corte di Cassazione annulla con rinvio una sentenza di condanna per associazione di tipo mafioso. La Corte ha stabilito che l'aggravante dell'associazione armata non può essere ritenuta sussistente sulla base di mere presunzioni o del 'fatto notorio' relativo alla pericolosità del clan. È necessaria una prova concreta della disponibilità di armi e della consapevolezza di tale circostanza da parte dei singoli imputati, con una valutazione individualizzata. La sentenza chiarisce anche che il reato di intestazione fittizia può essere assorbito in quello di riciclaggio se parte della medesima condotta.
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Estradizione e reciprocità: la Cassazione decide
La Cassazione conferma l'estradizione di un cittadino italiano verso Monaco, respingendo i motivi legati al principio di reciprocità, prescrizione e violazione dei diritti fondamentali. La sentenza chiarisce l'applicazione della Convenzione europea di estradizione, sottolineando che la reciprocità è una facoltà politica e che per la prescrizione vale la legge dello Stato richiedente, se ratificata dall'Italia.
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Sequestro preventivo: la motivazione è essenziale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per riciclaggio. Pur riconoscendo la sussistenza di gravi indizi di reato ('fumus'), i giudici hanno rilevato una grave carenza di motivazione riguardo al 'periculum in mora', ovvero il rischio concreto che giustifica l'urgenza della misura. La sentenza ribadisce che il giudice deve spiegare in modo specifico perché non è possibile attendere la conclusione del processo prima di procedere al sequestro finalizzato alla confisca.
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Autoriciclaggio: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore accusato di autoriciclaggio. L'imputato avrebbe 'ripulito' proventi del narcotraffico tramite le sue attività di autolavaggio in Germania. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, relativi all'inutilizzabilità delle intercettazioni e a presunti vizi di motivazione, non rientravano nei limiti del giudizio di legittimità, che per i sequestri preventivi è circoscritto alla sola violazione di legge.
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Operazioni sospette: obbligo di segnalazione bancaria
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che aveva escluso la responsabilità di un direttore di filiale per la mancata segnalazione di operazioni sospette. La Suprema Corte ha stabilito che l'obbligo di segnalazione non richiede la prova di un illecito, ma scaturisce da una valutazione complessiva di tutti gli indici di anomalia (come importi elevati, trasferimenti contestuali, controparti estere), imponendo un approccio olistico e non frammentato alla gestione del rischio di riciclaggio.
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Partecipazione in associazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna contro l'ordinanza di arresti domiciliari per partecipazione in associazione finalizzata al narcotraffico e riciclaggio. La ricorrente, moglie di uno dei vertici, sosteneva di non essere consapevole e di avere rapporti solo con il coniuge. La Corte ha confermato la valutazione dei giudici di merito, che avevano evidenziato il suo ruolo attivo, consapevole e strategico all'interno del sodalizio, anche come prestanome per un'attività commerciale usata per riciclare denaro. Il ricorso è stato giudicato generico e basato su una rilettura dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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