La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26918/2025, affronta il tema dell'obbligo di interrogatorio preventivo in procedimenti con più capi d'accusa. Un indagato era stato sottoposto a custodia cautelare in carcere per reati non ostativi, senza essere sentito prima dal giudice. Nello stesso procedimento, altri indagati erano accusati anche di un reato ostativo (favoreggiamento dell'immigrazione clandestina), per il quale la legge consente di omettere l'interrogatorio. Il Tribunale del Riesame aveva annullato l'ordinanza, ritenendo l'omissione illegittima. La Cassazione ha ribaltato tale decisione, stabilendo il 'principio di attrazione': quando i reati sono connessi, la disciplina derogatoria prevista per il reato più grave (ostativo) si estende anche agli altri, per non compromettere l'efficacia e la segretezza delle indagini. Pertanto, l'omissione dell'interrogatorio preventivo era legittima.
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