La Rappresentante dell'Associazione animalista aveva stipulato un accordo con il Comune per usare temporaneamente solo gli spazi esterni di un immobile pubblico. Tuttavia, l'associazione ha occupato abusivamente anche i locali interni, introducendo cani, farmaci e rifiuti, e sostituendo i lucchetti posti dal Comune per impedirne l'accesso. Condannata nei primi due gradi di giudizio, la donna ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna per il reato di invasione di terreni o edifici. I giudici hanno chiarito che il cambio dei lucchetti e l'accumulo di beni dimostrano la volontà di un'occupazione non temporanea, configurando pienamente il reato anche senza una presenza fisica costante.
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