L'Imputato era stato condannato per il furto con strappo di un cellulare commesso nel 2014. La Corte d'Appello, pur riconoscendo la minima gravità del fatto e le attenuanti generiche, aveva calcolato la pena base applicando i limiti edittali più severi introdotti da una riforma del 2017. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Imputato, evidenziando la violazione delle regole sulla successione di leggi penali nel tempo. Il giudice di secondo grado avrebbe dovuto applicare la legge vigente al momento del fatto, decisamente più favorevole. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza limitatamente alla pena, rideterminandola direttamente in cinque mesi e dieci giorni di reclusione ed euro 137,34 di multa, applicando i minimi edittali del 2014 e le dovute riduzioni per le attenuanti.
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