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Furto con strappo: il dispetto costa caro anche senza guadagno

Un uomo strappa dalle mani della vittima un telefono cellulare per impedirgli di chiamare i Carabinieri, gettandolo poi in mare. Condannato nei gradi di merito per il reato di furto con strappo, l’imputato ricorre in Cassazione sostenendo l’assenza del dolo specifico, poiché il suo intento era solo di dispetto e non di arricchimento economico. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il fine di profitto, necessario per configurare il furto, non richiede un’utilità patrimoniale. Esso può consistere anche nel soddisfacimento di un bisogno psicologico, come un dispetto, una ritorsione o una vendetta. Di conseguenza, l’imputato perde la causa e viene condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.

Riferimento:
Sentenza di Cassazione Penale Sez. 4 Num. 4144 Anno 2022
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Pubblicato il 10 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Il caso: lo strappo del cellulare e il lancio in mare

La condotta che integra il reato di furto con strappo si realizza anche quando l’autore agisce per semplice dispetto. La vicenda nasce da un acceso scontro verbale in un luogo pubblico. Il Ricorrente minaccia pesantemente La Vittima mentre quest’ultima consuma una bevanda con un amico in un locale. Di fronte alle continue e gravi minacce verbali, La Vittima decide di utilizzare il proprio telefono cellulare per chiedere l’immediato intervento delle forze dell’ordine. In quel preciso momento, Il Ricorrente compie un gesto repentino e violento. Egli strappa il telefono direttamente dalle mani della persona offesa e fugge rapidamente in direzione del porto cittadino. Poco dopo, Il Ricorrente ritorna sul luogo dell’evento e dichiara con scherno di aver distrutto il dispositivo e di averlo gettato nelle acque del mare.

Quando il dispetto integra il reato di furto con strappo

La difesa del Ricorrente sostiene una tesi specifica per evitare la condanna penale. Secondo i difensori, l’azione non costituisce un furto perché manca l’elemento soggettivo fondamentale, ossia il dolo specifico (la coscienza e volontà di agire per uno scopo preciso) di trarre un profitto economico. Il Ricorrente ha sottratto il telefono cellulare con l’unico scopo di gettarlo in mare, compiendo un dispetto o una ritorsione, senza alcuna intenzione di arricchirsi o di utilizzare il dispositivo per scopi personali. Per questo motivo, la difesa chiede di riqualificare il fatto nel meno grave reato di danneggiamento. Tuttavia, la giurisprudenza prevalente non accoglie questa interpretazione restrittiva. Il concetto di profitto nel reato di furto con strappo non si limita al solo guadagno economico o patrimoniale, ma abbraccia una sfera di utilità molto più ampia.

Le motivazioni della Cassazione sul fine di profitto

I giudici della Corte di Cassazione respingono il ricorso e confermano la condanna emessa nei precedenti gradi di giudizio. Nelle motivazioni della sentenza, la Suprema Corte chiarisce la portata del dolo specifico nel reato di furto. Il fine di profitto può consistere in qualsiasi utilità, anche di natura non patrimoniale. Questo concetto include il soddisfacimento di un bisogno psichico, come una ritorsione, una vendetta o un semplice dispetto. Il Ricorrente ha tratto un’utilità non economica dal suo gesto, impedendo alla Vittima di chiamare i soccorsi e provando un senso di rivalsa personale. La distruzione del telefono in mare rappresenta l’atto finale di una condotta iniziata con l’impossessamento illecito del bene altrui. Pertanto, l’assenza di un arricchimento monetario non esclude la punibilità per il reato contestato, poiché l’azione ha comunque leso il patrimonio e la sfera personale della vittima.

Le conclusioni sul reato di furto con strappo

La decisione della Corte di Cassazione stabilisce un principio chiaro e rigoroso per tutti i cittadini. Chi sottrae un oggetto altrui con la forza non può giustificarsi sostenendo di aver agito per scherzo, per dispetto o con l’intenzione di distruggere il bene. Le conclusioni dei giudici confermano la piena responsabilità penale del Ricorrente per il reato di furto con strappo. Il ricorso viene dichiarato inammissibile (privo dei requisiti legali per essere esaminato nel merito). Questa pronuncia comporta la perdita definitiva della causa per il Ricorrente. Oltre alla conferma della condanna principale, il soggetto deve pagare tutte le spese del procedimento giudiziario. I giudici applicano anche una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. La giustizia penale punisce severamente chi utilizza la forza per privare gli altri dei propri beni, indipendentemente dal destino finale dell’oggetto sottratto.

Strappare un oggetto per distruggerlo esclude il reato di furto?
No, la Cassazione ha chiarito che il furto si configura anche se l’intento è solo quello di danneggiare l’oggetto per dispetto o vendetta.

Cosa si intende per fine di profitto nel reato di furto?
Il profitto non deve essere per forza un guadagno economico, ma può consistere in qualsiasi utilità, anche solo nel soddisfare un bisogno psicologico di ritorsione.

Quali sono le conseguenze per chi presenta un ricorso inammissibile?
Il ricorrente perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese del procedimento, oltre a una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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