L'Imputato, condannato per tentato furto in abitazione a undici mesi di reclusione, aveva richiesto in appello l'applicazione delle sanzioni sostitutive, in particolare la libertà controllata, per favorire il proprio reinserimento sociale. La Corte d'Appello aveva tuttavia confermato la condanna ignorando totalmente la richiesta e liquidandola con una formula generica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato, stabilendo che il giudice d'appello ha l'obbligo di motivare specificamente il rigetto di una richiesta di sanzioni sostitutive se espressamente formulata dalla difesa. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato la sentenza limitatamente a questo punto, rinviando il caso a un'altra sezione della Corte d'Appello per un nuovo esame della richiesta.
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